Intervento del Ministro Mualam alla 73esima sessione dell’UNGA

Syria Times 29 settembre 2018

Momenti salienti del discorso del Ministro degli Esteri siriano Walid al-Mualam alla 73a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tradotti da https://twitter.com/Golan67
“Speriamo in una maggiore stabilità e sicurezza in ogni parte del mondo”
“La battaglia dei siriani è difendere le loro esistenza e presenza”
“La nostra battaglia contro il terrorismo sta per finire grazie ai nostri esercito, popolo, amici e alleati, e siamo determinati a ripulire tutta la Siria dal terrorismo e questo è il nostro dovere”.
“La coalizione internazionale per combattere il terrorismo ha commesso crimini contro i civili ed e’ un’alleanza per sostenere il terrorismo e i crimini di guerra”
“Il ritorno di ogni siriano all’estero in Siria è la priorità e tutti sono benvenuti nel loro Paese…”
“Un comitato ad hoc per il ritorno dei rifugiati in collaborazione con la Russia”
“La priorità della ricostruzione in Siria è per quei Paesi che ci hanno sostenuto contro il terrorismo”
“Solo i siriani hanno il diritto di prendere decisioni sul loro Paese”
“L’uso di armi chimiche è respinto e condannato dalla Siria che consegnato le sue armi chimiche”
“Il regime turco continua a sostenere i terroristi in Siria”
“Qualsiasi presenza straniera nei territori siriani è illegale e minaccia la pace e la sicurezza nella regione e complica la lotta al terrorismo e come forze di occupazione dovrebbero immediatamente ritirarsi”
“Siamo determinati a ripristinare pienamente il Golan nella linea del 4 giugno 1967 e Israele dovrebbe attuare le risoluzioni relative del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare 497, e la comunità internazionale dovrebbe muoversi per porre fine alle misure oppressive dell’occupazione israeliana nel Golan occupato”
“La Siria condanna la decisione degli Stati Uniti di abbandonare l’accordo 5+1 sul nucleare con l’Iran”
“Portiamo un messaggio di pace ai popoli del mondo e non abbiamo mai aggredito nessuno”.

Ministro Al-Moallem Discorso 73ª Assemblea generale delle Nazioni Unite
Gadebate
Vicepresidente e Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Araba Siriana, Walid al-Mualam pronunciò il seguente intervento alla 72.ma sessione dell’UNGA a New York:
Presidente della settantaduesima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, desidero congratularmi con lei per la sua elezione a presidente dell’attuale sessione dell’Assemblea generale e auguro a tutti voi successo. Vorrei anche ringraziare il vostro predecessore per il suo importante ruolo al timone dell’Assemblea generale durante la sessione precedente. Mi congratulo con Antonio Guterres per la sua nomina a Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli auguro il meglio nell’esercizio delle sue responsabilità al servizio dei principi e delle finalità della Carta delle Nazioni Unite.
Signore e signori, mentre ci incontriamo di nuovo, il nostro mondo si trova ad affrontare sfide e pericoli crescenti ogni giorno, e una persistente situazione di stallo tra due gruppi di forze: forze che cercano di controllare e dominare le nazioni e le loro ricchezze, tornando indietro, a ristabilire un ordine mondiale unipolare, alimentando il caos e la guerra e violando le leggi internazionali e umanitarie: e forze opposte che lavorano instancabilmente per creare un mondo più equilibrato, sicuro e giusto, che rispetti la sovranità degli Stati e il diritto dei popoli che esercitano l’autodeterminazione e costruiscono il proprio futuro.
Mentre ci incontriamo di nuovo, molte persone continuano a pagare caro e sacrificano le proprie vite, sicurezza, stabilità e sostentamento, in conseguenza delle politiche di certi Paesi. Questi Paesi credono erroneamente di poter usare il terrorismo come strumento per soddisfare la loro avidità e promuovere i loro programmi mal concepiti, che non servono gli interessi di alcun popolo, nemmeno i propri. Alcun popolo ha sofferto per il terrorismo più del popolo siriano, che da sei anni ha combattuto contro i terroristi provenienti da tutto il mondo, sostenuti da fazioni della regione e non solo. Per più di sei anni, i siriani hanno sopportato il peggio e hanno fatto grandi sacrifici per difendere il proprio Paese da una guerra terroristica dalla brutalità senza precedenti, che non ha risparmiato nessuno e niente, colpendo persone innocenti, servizi, infrastrutture e eredità culturale. Nonostante tutto, la Siria è determinata, più che mai, a sradicare il terrorismo da ogni parte del Paese, senza eccezioni, grazie ai sacrifici del nostro esercito e alla fermezza del nostro popolo.
Signor Presidente, dall’inizio della guerra, la nostra politica ha seguito due principali direttrici: combattere il terrorismo e lavorare duramente verso una soluzione politica che porti alla fine dello spargimento di sangue e ripristini la stabilità. Sull’antiterrorismo, l’Esercito Arabo Siriano, insieme alle sue forze d’appoggio e ai suoi alleati, ottiene quotidianamente risultati, eliminando territori e sradicando terroristi. Tuttavia, la minaccia di tale piaga persiste, rivendicando quotidianamente la vita di siriani e impoverendo le risorse del Paese. Dobbiamo tutti capire che il terrorismo e l’ideologia estremista taqfirita continueranno a diffondersi come un tumore in tutto il mondo e perseguiteranno tutti i nostri popoli, a meno che ognuno di noi non dimostri la genuina volontà di cooperare per affrontarlo insieme. Qualsiasi sforzo del genere deve rispettare la sovranità degli Stati e gli interessi dei popoli, e deve rinunciare all’illusione che il terrorismo possa essere usato come strumento per vantaggi politici e interessi ristretti.
Sul fronte politico, il governo siriano non ha risparmiato sforzi fin dai primi mesi della crisi per fermare lo spargimento di sangue. Il successo delle riconciliazioni locali non sarebbe stato possibile senza il sostegno politico della leadership e i numerosi decreti di amnistia rilasciati dal Presidente Bashar al-Assad, permettendo a tutti coloro che avevano preso le armi di deporle e riprendere una vita normale. Queste riconciliazioni riuscite hanno permesso a decine di migliaia di sfollati e rifugiati di tornare a casa e hanno contribuito a migliorare le condizioni di vita di numerosi siriani vittime di crimini terroristici. La Siria è determinata ad aumentare gli sforzi per la riconciliazione, quando possibile, perché è il modo migliore per alleviare la sofferenza dei siriani e ripristinare stabilità e normalità.
Signore e signori, dal primo giorno il governo siriano ha preso in considerazione tutte le iniziative per porre fine alla guerra. Tuttavia, queste iniziative alla fine fallirono dopo che gli Stati che sostenevano e alimentavano il terrorismo decisero di persistere nelle loro politiche aggressive contro la Siria e il suo popolo. Per quanto riguarda i percorsi di Astana e Ginevra, il governo siriano ha mostrato serietà e impegno e ha fatto del suo meglio per fornire le condizioni necessarie per il successo e il raggiungimento degli obiettivi. Siamo incoraggiati dal processo di Astana e dalle conseguenti “zone di de-escalation” e speriamo che possa aiutarci a raggiungere e la cessazione effettiva delle ostilità e separare i gruppi terroristici come SIIL, al-Nusra e altri, dai gruppi che hanno accettato di aderire al processo di Astana. Questa sarà la vera prova di quanto siano impegnati e seri questi gruppi e i loro sponsor turchi. Finora, la Turchia sotto Erdogan ha persistito nelle sue politiche aggressive contro il popolo siriano e ha continuato ad operare nell’illusione che il terrorismo contribuirà ai suoi programmi sovversivi in Siria e nei Paesi della regione. La posizione della Turchia è in netto contrasto col ruolo positivo e costruttivo svolto da Russia e Iran. Nonostante il suo impegno nei confronti del memorandum sulle “zone di de-escalation”, la Siria si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi violazione dall’altra parte. La Siria sottolinea anche che queste zone sono un accordo temporaneo che non devono violare l’unità territoriale della Siria. Il governo siriano ribadisce l’impegno al processo di Ginevra e ulteriori progressi su quel percorso. Questo processo deve ancora dare dei frutti, data l’assenza di un’autentica opposizione nazionale che possa essere un partner nel futuro della Siria, poiché i Paesi con influenza sull’altra parte continuano a bloccare qualsiasi progresso significativo.
Signor Presidente, è davvero un peccato che questi Paesi che bloccano la soluzione in Siria siano membri di questa organizzazione internazionale, anche del Consiglio di sicurezza. Il governo siriano ha sempre insistito sul fatto che qualsiasi soluzione in Siria deve rispettare i principi non negoziabili della Siria, che sono la linea rossa per tutti i siriani. Questi includono il rifiuto totale del terrorismo, l’unità territoriale della Siria e del suo popolo e il rifiuto di qualsiasi interferenza estera nelle decisioni politiche riguardanti il futuro della Siria. Solo i siriani hanno il diritto di prendere tali decisioni, sia ora che in futuro.
Signore e signori, per decenni Israele ha continuato le sue azioni criminali senza scrupoli con piena impunità. Tale entità usurpatrice ha occupato territori arabi in Palestina e nel Golan per più di settanta anni e ha commesso orribili crimini contro civili inermi. Israele non si è fermato qui. Ha interferito pubblicamente nella crisi siriana sin dai primi giorni. Israele ha fornito ogni forma di supporto alle bande terroristiche taqfire, come fondi, armi, materiale e attrezzature per le comunicazioni. Israele ha anche bombardato le posizioni dell’Esercito arabo siriano per sostenere i piani terroristici. Il coordinamento tra i due è stato ottimale quando i gruppi terroristici decisero di prendere di mira i mezzi della difesa aerea siriani utilizzati per difendere la Siria dall’aggressione israeliana. L’illimitato supporto israeliano ai terroristi in Siria non era una sorpresa. Dopotutto, i due condividono gli stessi interessi e gli stessi obiettivi. Tuttavia, vorrei essere chiaro. È illusorio credere, anche solo per un momento, che la crisi in Siria non ci dia il diritto inalienabile di recuperare completamente il Golan siriano occupato, seguendo le linee del 4 giugno 1967. Per più di sei anni, Stati e partiti dietro la guerra in Siria hanno continuato a spacciare bugie e accusato falsamente il governo siriano di usare armi chimiche, nonostante la conferma dell’Organizzazione per il proibizionismo delle armi chimiche che la Siria ha completamente eliminato il suo programma chimico. Questa è prova sufficiente del fatto che esiste l’intenzione sbagliata di offuscare la reale immagine del governo siriano nell’opinione pubblica internazionale e di trovare nuove scuse per continuare l’aggressione alla Siria a favore dei terroristi e dei loro sostenitori. Fu così quando gli Stati Uniti attaccarono platealmente la base aerea di Shayrat, sostenendo che contenesse armi chimiche usate nel presunto attacco di Qan Shayqun. E come è avvenuto dopo ogni accusa di questo tipo, confermammo la nostra disponibilità a ricevere e collaborare con le squadre investigative delle Nazioni Unite.
Onorevoli colleghi, alcuni Paesi si sono vantati di combattere il terrorismo in Siria e di avere a cuore gli interessi dei siriani. Hanno creato “coalizioni” e tenuto decine di conferenze dai titoli ingannevoli, come “amici del popolo siriano”. È abbastanza ironico che siano gli stessi Paesi che versano il sangue dei siriani sostenendo terroristi, bombardando civili innermi e distruggendo i loro mezzi di sostentamento. La cosiddetta “coalizione internazionale” guidata dagli Stati Uniti, creata tre anni fa per combattere presumibilmente gruppi terroristici come lo SIIL, ha ucciso molti più innrmi siriani, per lo più donne e bambini, dei terroristi e distrutto le infrastrutture vitali che i siriani hanno costruito per anni. Ha anche usato platealmente bombe al fosforo e altre armi proibite a livello internazionale. Non possiamo comprendere il silenzio della comunità internazionale di fronte a tali crimini. La comunità internazionale non ha condannato o cercato di fermare tali crimini, anche se il governo siriano ha fatto vari ricorsi al Consiglio di sicurezza affinché si assumesse la principale responsabilità di mantenere la pace e la sicurezza internazionali. Il governo siriano ha esortato il Consiglio ad attuare le proprie risoluzioni sull’antiterrorismo, in particolare la risoluzione 2253, e impedire alla Coalizione di commettere altri crimini contro i cittadini del mio Paese.
Signore e signori, mentre la coalizione non è riuscita a compiere progressi significativi contro il gruppo terroristico SIIL, l’Esercito Arabo Siriano, insieme ai suoi alleati e amici ha ottenuto progressi reali e significativi e caccia i terroristi da ampie parti del deserto siriano. In quella che era considerata una conquista strategica, l’Esercito è stato recentemente capace di spezzare l’assedio imposto alla città di Dayr al-Zur e alla sua popolazione dallo SIIL più di tre anni fa. Questo risultato migliorerà significativamente la situazione umanitaria della città e contribuirà alla lotta al terrorismo in generale. Abbiamo dichiarato più di una volta che è impossibile combattere il terrorismo senza coordinarsi con il governo siriano. Questo è l’unico modo per ottenere vantaggi reali nella guerra al terrorismo. Qualsiasi presenza di truppe straniere in territorio siriano, senza il consenso del governo, è considerata una forma di occupazione, un’aggressione sfrenata e una flagrante violazione delle leggi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite.
Signor Presidente, la guerra che i Paesi più potenti e gruppi terroristici conducono contro la Siria non è solo una guerra militare. Ha preso altre forme, non meno brutali o aggressive, per spezzare la volontà del popolo siriano e punirla per il loro fermo sostegno all’Esercito negli sforzi per difendere l’indipendenza politica e l’unità territoriale della Siria. Per questo motivo, quei Paesi hanno imposto un blocco economico soffocante alla Siria, in palese violazione del diritto internazionale, per distruggere i mezzi di sostentamento dei siriani e aumentarne le sofferenze. Tali misure coercitive unilaterali sono state imposte a settori vitali, in particolare i servizi sanitari. La Siria aveva un sistema sanitario avanzato. Oggi, tuttavia, ai siriani viene negato l’accesso a molti medicinali, anche quelli usati per il trattamento di malattie potenzialmente letali, come il cancro. Tali sanzioni sono un chiaro segno dell’ipocrisia di certi Paesi che versano lacrime sui siriani mentre praticano una diversa forma di terrorismo. Il problema dei rifugiati è una delle conseguenze del terrorismo. Poiché la Siria avrà bisogno degli sforzi di tutti i siriani nel prossimo periodo, il governo siriano ha fatto del ritorno dei siriani nelle loro case una priorità assoluta. A tal fine, il governo siriano ha intrapreso la missione per liberare e assicurare che le aree occupate dai terroristi migliorino le condizioni di vita di base per tutti i siriani.
Signor Presidente, data l’incapacità delle Nazioni Unite di far rispettare la propria Carta e i principi del diritto internazionale, dobbiamo tutti considerare la possibilità di riformare questa organizzazione internazionale per poter svolgere efficacemente il propri ruolo e difendere i diritti legittimi contro la legge della giungla che certuni cercano d’imporre. Le nostre nazioni desiderano un mondo più sicuro, stabile e prospero. Un mondo del genere rimarrà una fantasia finché certi Paesi credono di poter andare in giro diffondendo caos, creando problemi e imponendo la loro volontà con piena impunità.
Signore e signori, il mio Paese, insieme al suo popolo risoluto e al suo esercito coraggioso, sostenuto dai nostri leali alleati, marcia costantemente verso l’obiettivo di sradicare il terrorismo. La liberazione di Aleppo e Palmyra, la revoca dell’assedio di Dayr al-Zur e lo sradicamento del terrorismo da molte parti della Siria dimostrano che la vittoria è ora a portata. Ho fiducia che, quando questa guerra ingiusta contro la Siria sarà finita, l’Esercito arabo siriano passerà alla storia come l’esercito che ha sconfitto eroicamente, insieme alle sue forze di supporto e ai suoi alleati, i terroristi arrivati in Siria da molti Paesi ricevendo grande supporto dai Paesi più potenti del mondo, tra cui armi, finanziamenti, addestramento, accesso e copertura politica. Tali terroristi hanno cercato e fallito d’imporre la loro ideologia arretrata su una nazione potente che è stata per decenni culla di civiltà. Gli annali della storia ricorderanno per le generazioni a venire le conquiste del popolo siriano e la fermezza di fronte alla barbara campagna terroristica e a misure ingiuste che ne hanno aggravato le sofferenze, privandolo delle proprie necessità fondamentali. Il popolo siriano ha resistito, contro ogni previsione, perché sapeva che era una guerra che cercava di eliminare il loro Paese e, con esso, la propria esistenza. Sono un esempio da seguire per tutti popoli che potrebbero affrontare, ora o in futuro, tentativi simili di spezzarne la volontà e negarne la loro libertà e la sovranità.
Grazie Signor Presidente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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