La pronta risposta russa all’aggressione sionista

Alessandro Lattanzio, 27/9/2018

Il Ministero della Difesa russo inviava strumentazione elettronica in Siria per integrarne le difese, dopo l’abbattimento del velivolo Iljushin Il-20M. Il sistema di guerra elettronica (EW) veniva trasportato dalla Russia in Siria su un aereo da trasporto Iljushin Il-76. Questi sistemi possono sabotare i radar, i dispositivi di comunicazione e navigazione degli aerei occidentali che s’infiltrassero sulla Siria, oltre a sabotare i sistemi di navigazione satellitare anche sul Mar Mediterraneo. Secondo Kommersant, Mosca invierà 4-8 sistemi missilistici S-300 in Siria, capaci d’intercettare le minacce aeree a una distanza di oltre 250 chilometri e di colpirli contemporaneamente diversi.
Il 24 settembre il Presidente Vladimir Putin in una conversazione telefonica col Presidente Bashar al-Assad aveva annunciato il trasferimento dei sistemi missilistici antiaerei S-300. Rafforzare e dei sistemi EW nella Repubblica Araba Siriana. E difatti, lo stesso giorno i primi complessi da guerra elettronica arrivavano nella base aerea di Humaymim. Il loro compito sarà la soppressione di radar, comunicazioni e sistemi di controllo dei velivoli che violassero il territorio della Siria. Ed anche i sistemi REB saranno impegnati nella soppressione dei sistemi di navigazione satellitare. Oltre che sulla Siria, i sistemi EW influenzeranno l’area del Mar Mediterraneo. Secondo il caporedattore di MilitaryRussia Dmitrij Kornev, molto probabilmente in Siria erano stati trasferiti sistemi Krasukha-4 e P-330ZH Rezident, ma non escludeva anche il nuovo complesso mobile REB Divnomorie, che possono creare una cupola radio-elettronica impenetrabile sulla Siria e le acque adiacenti del Mar Mediterraneo per un raggio di diverse centinaia di chilometri. Il Krasukha-4 è stato progettato per affrontare aerei e droni, e il Rezident i sistemi di navigazione satellitare. Il Krasukha-4 sopprime i canali radio di controllo dei droni, i radar aeronautici, i sistemi di comunicazione e di trasmissione delle informazioni e sopprimere il segnale di tutte le moderne stazioni radar entro un raggio di 150-300 km. Il sistema di disturbo automatico P-330ZH Rezident rileva e disturba le stazioni satellitari mobili e i sistemi di navigazione satellitare (come il GPS), entro un raggio di 30 km. I complessi REB Divnomorie possono interferire con radar, sistemi di comunicazione e comando e navigazione satellitare. I complessi mobili Divnomorie quindi sopprimono i sistemi radioelettronici di posizione e quelli a bordo di aerei, elicotteri e droni, oltre a creare potenti interferenze contro i”radar volanti” come E-3 AWACS, E-2 Hawkeye ed E-8 Jstar. Il complesso è in grado di creare un “ombrello” d’interferenza ai radar di diverse centinaia di chilometri.
Secondo Izvestija, il Ministero della Difesa russo invierà a Damasco un reggimento del sistema missilistico antiaereo S-300PMU-2 Favorit, tratto dalle riserve dell’esercito russo. Il reggimento si basa su 2 battaglioni missilistici antiaerei, ognuno con 12 lanciatori (PU) ognuno dotato di 4 missili antiaerei. Oltre ai PU, vi soni una stazione radar 64H6E2, che può acquisire bersagli a qualsiasi quota per un raggio di diverse centinaia di chilometri. I dati vengono trasmessi in tempo reale al centro di controllo e ai lanciatori utilizzando canali di comunicazione protetti ed integrati. Secondo l’ex-comandante delle truppe missilistiche antiaeree Tenente-Generale Aleksandr Gorkov, il reggimento di S-300 sarà situato nelle zone costiere, espandendo la potenza della difesa aerea siriana. “Le caratteristiche del reggimento copriranno completamente le rotte su cui volano gli aerei israeliani che operano in Siria”. Secondo l’esperto militare Vladislav Shurygin, “I militari russi operano non solo presso la base aerea di Humaymim, ma anche in altre zone della Siria. E non tutte possono essere coperte dalla difesa aerea russa. Pertanto, gli attacchi aerei israeliani mettono in pericolo le loro vite. Il rafforzamento del sistema di difesa aerea siriano eliminerà tale minaccia”.
L’aereo da ricognizione Il-20 era stato abbattuto il 17 settembre sul Mar Mediterraneo da 4 caccia F-16 israeliani mentre attaccavano strutture a Lataqia. Il Ministero della Difesa russo aveva fornito i dati sulle rotte dei caccia F-16 israeliani, del velivolo da ricognizione Il-20 russo e del missile S-200 siriano, che confutavano la dichiarazione del ministero della Difesa di Israele secondo cui al momento della distruzione dell’aereo russo, i caccia F-16 erano nello spazio aereo d’Israele. Secondo il rappresentante del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, “tutte le dichiarazioni delle autorità militari israeliane sulla presunta estraneità israeliana con la tragica morte dei 14 militari russi sull’Il-20M sono false”.

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