Sionisti, Iljushin Il-20M e risposta russa

I sionisti hanno abbattuto intenzionalmente l’Iljushin Il-20M russo
Alessandro Lattanzio, 25/9/2018

Il Ministero della Difesa russo dichiarava che gli aviogetti israeliani erano responsabili diretti dell’abbattimento del velivolo russo. I dati raccolti dal sistema di difesa aerea S-400 dispiegato presso la base aerea russa di Humaymim, nella provincia di Lataqia in Siria, indicavano che il missile S-200 della Difesa Aerea siriana aveva difatti agganciato un caccia F-16 israeliano prima che esso manovrasse per far colpire l’aereo Iljushin Il-20M russo. “Questo, e la posizione di tutti gli aerei al momento dell’incidente del 17 settembre, dimostra che gli aviogetti israeliani di fatto utilizzavano come copertura il più grande Il-20″, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, “le immagini radar mostrano chiaramente la rotta del missile S-200 lanciato dal sistema di difesa aerea siriano, così come le posizioni degli aerei russo e israeliani. È abbastanza chiaro che il missile prese di mira l’aviogetto israeliano. Tuttavia, il missile siriano improvvisamente cambiò rotta agganciando un bersaglio dalla sezione trasversale radar più ampia e dalla velocità inferiore”, l’aereo da ricognizione russo che stava atterrando. L’aviogetto israeliano usava l’Il-20 come copertura per l’attacco, per poi cambiare bruscamente quota e rotta. I dati dimostrano anche le menzogne avanzate da Tel Aviv, che aveva affermato che i loro aerei erano già tornati nello spazio aereo israeliano al momento dell’incidente. Tuttavia, i dati radar mostrano che gli aerei israeliani continuarono a pattugliare l’area al largo delle coste siriane dopo l’incidente; “I dati di oggi non si limitano a suggerire, ma dimostrano che la colpa per la tragedia dell’aereo russo Il-20 ricade interamente sull’aviazione israeliana”. “Secondo le informazioni dei nostri esperti militari, la ragione dietro l’abbattimento sono le azioni premeditate dei piloti israeliani che certamente non possono che danneggiare le nostre relazioni”, dichiarava il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, mentre Konashenkov ribadiva, “Crediamo che l’aviazione israeliana e chi decise queste azioni siano completamente responsabili della tragedia accaduta all’aereo russo Il-20. L’ingannevole informazione degli ufficiali israeliani riguardo la posizione degli attacchi aveva reso impossibile mettere al sicuro l’Il-20”.
La Russia aveva avvertito i comandi israeliani che attaccare obiettivi in Siria avrebbe danneggiato gli interessi di Mosca già prima dell’incidente. Mosca aveva trasmesso un messaggio a Tel Aviv avvertendola che attaccare obiettivi siriani era contrario al rafforzamento del governo legittimo del Presidente Bashar Assad per porre fine ai combattimenti in Siria. Israele respinse il messaggio russo.
Nel frattempo, il Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu annunciava la vendita di Mosca alla Siria dei sistemi di difesa aerea S-300 per aumentare la sicurezza del Paese. Vladimir Ermakov, direttore del Dipartimento per la non proliferazione e il controllo degli armamenti del Ministero degli Esteri russo affermava che “Questo è un diritto inalienabile di qualsiasi Stato assistere coll’Industria della Difesa i partner. Ad un certo punto, i nostri altri partner ci hanno chiesto di non farlo, presentando i loro argomenti, che abbiamo preso in considerazione. Ora la situazione è tale che questi argomenti non funzionano più… I sistemi sono puramente difensivi, quindi quando gli Stati Uniti affermano che armi difensive minano la sicurezza nazionale, è difficile credergli. In realtà, queste azioni porteranno alla stabilizzazione della regione, poiché potremo sigillare lo spazio aereo quando e dove necessario, e soprattutto i nostri militari che adempiono ai loro doveri internazionali presso il governo siriano, saranno protetti”. Gli Stati Uniti avevano dichiarato che il dispiegamento degli S-300 siriani avrebbe complicato la situazione nella regione. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov dichiarava che gli S-300 “Saranno consegnati esclusivamente nell’interesse della sicurezza dei nostri militari”.Secondo il quotidiano Kommersant, la Russia fornirà alla Siria 2 reggimenti di sistemi missilistici S-300. Ciò si aggiunge alle altre misure annunciate dal Ministro della Difesa russo Sergej Shojgu, “L’abbattimento costringe Mosca a prendere misure di risposta adeguate per aumentare la sicurezza dei militari russi che combattono il terrorismo internazionale in Siria. Le Forze Armate siriane riceveranno l’avanzato sistema missilistico di difesa aerea S-300 entro due settimane; possono intercettare minacce aeree oltre i 250 chilometri e colpire contemporaneamente diversi bersagli aerei. Siamo convinti che l’attuazione di queste misure farà placare le teste calde ed impedirà azioni sconsiderate che minaccino i nostri militari, altrimenti dovremo rispondere in linea con la situazione attuale”. Inoltre, secondo Shoigu, la Russia equipaggerà le unità antiaeree siriane con sistemi di localizzazione e puntamento russi, “Nelle regioni vicine alla Siria sul Mar Mediterraneo, ci sarà la soppressione radioelettronica della navigazione satellitare, dei sistemi radar di bordo e dei sistemi di comunicazione degli aerei militare che attaccassero obiettivi sul territorio siriano. Siamo certi che la realizzazione di queste misure raffredderà le “teste calde” e le tratterrà da azioni scarsamente ponderate che minaccino i nostri militari”.
Il deputato del Comitato della Difesa della camera alta del parlamento russo, Frants Klintsevich, dichiarava che “L’essenza e il significato della nostra risposta è eliminare completamente la possibilità di simili incidenti in futuro, ad esempio disponiamo di tutte le risorse necessarie per chiudere completamente lo spazio aereo siriano ad Israele, e questa è solo una delle opzioni. In che modo questa tragedia influirà sulle relazioni della Russia con Israele? È chiaro che spetta alla leadership della Russia] come affrontare questo problema, e posso solo formulare ipotesi. Penso che la decisione verrà presa tenendo conto delle buone relazioni tra Russia e Israele, e quindi una brusca inversione di tendenza come l’abolizione del regime senza visti, per non parlare di qualcosa di più serio, è difficilmente possibile. In relazione a ciò, considero la dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, che aveva affermato che gli attacchi alla Siria continueranno, saranno controproducenti. Tale retorica non può che aggravare la situazione, non penso che questo sviluppo degli eventi vada incontro agli interessi d’Israele”.
Secondo il quotidiano Kommersant, “Lo spazio aereo della Siria sarà de facto coperto non solo da obsoleti sistemi di difesa aerea, ma anche da una versione molto efficace del sistema di difesa S-300”. L’S-300 in Siria, sarà “una seria argomentazione per l’aviazione israeliana favorevole al rifiutarsi di attaccare la Siria”. Infatti, l’S-300 permetterà alle forze siriane di abbattere aerei israeliani che decollano da Tel Aviv. L’ex-Vicecomandante in Capo del Sistema di difesa aerea integrato dell’Aeronautica Militare russa, Generale-tenente Ajtech Bizhev aveva affermato che la difesa aerea siriana avrà bisogno di 12 divisioni di S-300 per coprire tutto lo spazio aereo. L’S-300 della Almaz-Antej è un sistema di difesa aerea a lungo raggio volto a proteggere strutture militari e strategiche, comandi, basi militari, centri amministrativi e strutture industriali contro attacchi missilistici e velivoli strategici e tattici. 2 divisioni di S-400 difendono lle basi russe di Humaymim e Tartus in Siria, mentre la Siria aveva acquistato dalla Russia 36 sistemi di difesa di punto Pantsir-S, integrando sistemi e complessi di difesa aerea sovietici S-125, S-200, Buk, Kvadrat e Osa. La Russia aveva indicato l’eventualità di consegnare sistemi S-300PMU-2 alla Siria in risposta all’attacco congiunto di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna nell’aprile 2018, ma su richiesta israeliana la Russia non consegnò la piattaforma alle Forze Armate siriane. Il Ministero della Difesa russo aveva dichiarato: “Nel 2013, su richiesta israeliana, sospendemmo la consegna alla Siria del sistema S-300, pronto ad essere inviato coi suoi equipaggi siriani addestrati all’impiego”.

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