Gli Stati Uniti promettono di “rovesciare” l’Iran usando i terroristi

Tony Cartalucci, LD, 24 settembre 2018

I terroristi Giuliani, Rajavi ed Elaine Chai

L’attacco terroristico a una parata militare contro civili e militari lasciava 29 morti e 70 feriti nella regione sud-occidentale di Ahvaz. Allo stesso tempo, a New York City, personaggi politici statunitensi tra cui l’avvocato del presidente statunitense Donald Trump, Rudolph Giuliani, partecipavano e manifestavano sostegno aperto alla “rivoluzione” in Iran al summit Rivolta per l’Iran 2018 organizzato da Mojahedin-e Khalq (MEK). Il MEK è un’organizzazione terroristica che aveva ucciso militari ed appaltatori civili degli Stati Uniti, ma fu rimossa dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere del dipartimento di Stato degli Stati Uniti per consentire agli Stati Uniti di sostenere apertamente e direttamente gli sforzi del fronte terroristico per destabilizzare e rovesciare il governo iraniani.

L’occidente rifiuta di definire terroristici gli attacchi di Ahvaz
Il governo iraniano accusava l’organizzazione terroristica di al-Ahvaziya dell’attacco del 22 settembre. Secondo la BBC, al-Ahvaziya rivendicò l’attacco, eppure la BBC, insieme ad altri facciate mediatiche dei governi occidentali, si rifiutava di chiamare al-Ahvaziya organizzazione terroristica descrivendolo come “gruppo arabo antigovernativo”. L’articolo della BBC, “L’Iran accusa i nemici del Golfo per l’attentato mortale di Ahvaz”, affermava: “Un portavoce della resistenza nazionale di Ahvaz, un gruppo che sostiene di difendere i diritti della minoranza araba in Khuzestan, ha detto che il gruppo era dietro l’attacco”. Eppure la BBC nel 2006 dopo un simile attacco ad Ahvaz, definì chiaramente le attività del gruppo come terrorismo persino citando il ministero degli Esteri del Regno Unito condannare l’attentato come terrorista, mentre negava l’accusa che il governo inglese sostenesse segretamente i terroristi. La BBC nell’articolo del 2006 intitolato “L’Iran accusa il Regno Unito di un attentato” affermava: “Un portavoce del ministero degli Esteri del Regno Unito a Londra negava l’accusa, dicendo che la Gran Bretagna condannava il terrorismo. Qualsiasi legame tra HMG (governo di Sua Maestà) e questi attacchi terroristici è completamente privo di fondamento”, disse il funzionario”. La mancata condanna dei governi statunitense ed inglese dell’ultimo attentato ad Ahvaz come atto terroristico attuato da ciò che è innegabilmente un’organizzazione terroristica, solleva sospetti. Tuttavia, i documenti politici statunitensi rivelavano un’aperta vecchia cospirazione nel sostenere il terrorismo in Iran, proprio come Stati Uniti, Regno Unito e loro alleati dimostravano in Siria e Libia dal 2011.

I “rivoluzionari” iraniani appoggiati dagli Stati Uniti sono terroristi, secondo gli Stati Uniti
Mentre l’Iran si addolora per l’attacco ad Ahvaz, i politici statunitensi ospitavano i terroristi del MEK a New York, promettendo di rovesciare il governo iraniano. Reuters nell’articolo “L’avvocato di Trump, Giuliani, dice che il governo iraniano sarà rovesciato”, riferiva: “L’avvocato personale del presidente Donald Trump, Rudy Giuliani, dichiarava che le sanzioni statunitensi all’Iran infliggono dolore economico che porterebbe a una “rivoluzione riuscita” in contrasto ai commenti dell’amministrazione secondo cui il cambiamento del governo a Teheran non è una politica degli Stati Uniti. “Non so quando finiremo col rovesciarli”, aveva detto Giuliani parlando per sè sebbene sia alleato di Trump, a un vertice per l’Insurrezione nell’Iran dell’Organizzazione delle comunità iraniane-americane che si oppone a Teheran. Reuters evitava intenzionalmente di nominare il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (NCRI) e MEK come organizzatori dell’evento, ritagliò una foto per l’articolo di Giuliani nascondendo il logo del NCRI. Mentre i difensori del sostegno degli Stati Uniti al MEK affermano che il gruppo si è riformato, i documenti politici statunitensi rivelano che il MEK è stato tolto dalla lista proprio perché così gli Stati Uniti potrebbero usare apertamente il gruppo per la sovversione armate contro il governo iraniano per conto di Washington. Va notato che Giuliani, l’attuale consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, e molti altri politici statunitensi fecero pressioni e parteciparono agli eventi del MEK molto prima che il dipartimento di Stato USA l’escludesse dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere.
La Brookings Institution nel documento politico del 2009 intitolato “Quale percorso verso la Persia? Opzioni per una nuova strategia statunitense verso l’Iran”, nel capitolo intitolato “Inspiring an Insurgency: Supporting Iranian Minority And Opposition Groups” ammise apertamente: “Forse il gruppo di opposizione più importante (e certamente il più controverso) che attira l’attenzione come potenziale agente statunitense è l’NCRI (Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana), movimento politico istituito dal MeK (Mujahedin-e Khalq). I critici ritengono che il gruppo sia antidemocratico e impopolare, anzi anti-americano”.Il Brookings affermò del background terroristico: “Innegabilmente, il gruppo ha condotto attacchi terroristici, spesso scusati dagli avvocati del MeK perché diretti contro il governo iraniano. Ad esempio, nel 1981, il gruppo bombardò il quartier generale del Partito della Repubblica Islamica, allora la principale organizzazione politica della leadership clericale, uccidendo circa 70 alti funzionari. Più recentemente, il gruppo rivendicava oltre una dozzina di attentati, assassini e altri attacchi ad obiettivi civili e militari iraniani tra il 1998 e il 2001”. Brookings menziona anche gli attacchi del MEK a militari ed appaltatori civili statunitensi, osservando: “Negli anni ’70, il gruppo uccise tre ufficiali e tre appaltatori civili statunitensi in Iran. Brookings sottolineava anche: “Anche il gruppo stesso sembra antidemocratico e godere di poca popolarità nell’Iran. Non ha una base politica nel Paese, sebbene sembri avere una presenza operativa. In particolare, la sua attiva partecipazione a fianco di Sadam Husayn durante l’amara guerra Iran-Iraq rese il gruppo largamente detestato. Inoltre, molti aspetti del gruppo sono cultistici, e i suoi capi Nassoud e Maryam Rajavi, sono venerati fino all’ossessione”. Brookings notò che, nonostante l’ovvia realtà del MEK, gli Stati Uniti potrebbero effettivamente usare l’organizzazione terroristica come agente contro l’Iran, ma notava che: “… per lo meno, per lavorare a stretto contatto col gruppo (almeno in modo palese), Washington dovrebbe rimuoverlo dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere”. E mentre al-Ahvaziya è accusato dell’attacco ad Ahvaz, va anche notato che le “reti” del MEK, specificamente ad Ahvaz, contribuivano a promuovere per mesi le violenze che vanno da sommosse ad incendi dolosi, apertamente ammesse dalle “reti” del MEK sui social media, illustrando una sinergia tra terrorismo, agitazione, sovversione e propaganda come gli analoghi terroristi sostenuti dall’occidente e loro sostenitori operanti in Siria. Inoltre, al vertice di New York City, il capo del MEK Maryam Rajavi ammise che il MEK organizza rivolte attraverso “unità di resistenza”. Nel suo messaggio ufficiale, pubblicato su vari siti web del MEK, ammetteva apertamente: “Oggi, la paura dei mullah dominanti è amplificata dal ruolo dei Mujahedin-e Khalq (MEK) e dalle unità di resistenza nel guidare e continuare le insurrezioni. Gli analisti del regime dicono: “L’elemento definitivo in relazione alle rivolte del dicembre 2017 è l’organizzazione dei rivoltosi: sono state create le cosiddette unità di ribellione, che possono aumentare le forze e possono sostituire i capi sul posto. La cartina per la libertà si rivela in tali rivolte, con proteste incessanti e nella lotta delle Unità di resistenza”. Così, mentre gli Iraniani piangevano l’attacco terroristico di Ahvaz, Rajavi trasmetteva il suo messaggio a New York, rallegrandosi della capacità della sua organizzazione terroristica di seminare violenza e caos in Iran. MEK, al-Ahvaziya e altri gruppi terroristici che operano nell’Iran hanno l’ampio aperto sostegno statunitense.
Le ultime accuse iraniane ad occidente e suoi alleati del Golfo Persico responsabili delle organizzazioni terroristiche che attaccano l’Iran sono difficili da contestare quando i politici statunitensi si uniscono ai terroristi a New York per chiedere la “rivolta” mentre attentati terroristici si svolgono in Iran, soprattutto quando gli Stati Uniti, nei loro documenti politici ammettono che i loro agenti preferiti sono innegabilmente terroristi e che vanno sostenuti in segreto, anche dopo una decisa ripulitura politica. Un processo analogo per ripulire organizzazioni terroristiche riguardò le organizzazioni affiliate ad al-Qaida, il Gruppo combattente islamico libico (LIFG) utilizzato da Stati Uniti e Regno Unito per rovesciare il governo libico nel 2011, tolto dalla lista delle organizzazioni terroristiche straniere del dipartimento di Stato degli Stati Uniti nel 2015, prima che i membri del fronte terrorista effettuassero un attentato suicida a Manchester, nel Regno Unito nel 2017 uccidendo 23 persone.

Diffondere il caos siriano in Iran prima della fine della guerra
La guerra per procura degli Stati Uniti contro la Siria è da sempre un mezzo per attaccare, dividere e distruggere l’Iran, prima di passare ad Asia centrale e sud della Russia. Mentre il conflitto siriano si avvicina alla conclusione, a favore di Damasco e dei suoi alleati russi e iraniani, c’è un rinnovato slancio a Washington e tra i suoi alleati nel diffondere la guerra in Iran. Sanzioni, sovversione, terrorismo e infine scontro militare diretto sono tutte opzioni già usate o preparate per affrontare e rovesciare l’ordine politico di Teheran. Ormai, anche per gli osservatori più occasionali, è chiaro che è l’occidente, non l’Iran, a presentare la peggiore minaccia a pace e stabilità globale, sponsorizzando le peggiori organizzazioni terroristiche del pianeta, compiendo crimini atroci contro il popoli di Siria, Iraq ed Iran, e come risultato dell’impunità e delle infinite risorse concesse dall’occidente, si permettono di minacciare il pubblico occidentale come ampiamente illustrato dall’attentato di Manchester del 2017.

Tony Cartalucci, ricercatore e autore geopolitico di Bangkok.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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