La Cina getta l’ancora ad Haifa

Covert Geopolitics 19 settembre 2018

Anche quando l’iniziativa Cintura e Strada della Cina è discussa ampiamente nei media mainstream oggi, questa notizia scioccava in tutti i continenti. Il porto di Haifa sarà sotto il pieno controllo di una compagnia cinese dal 2021 al 2046. Alcuni considerano questo come prova che la Cina è sotto il controllo della dinastia dei Rothschild, come lo Stato d’Israele. Sovrapponendo ciò al recente incidente dei 4 aerei da combattimento israeliani che usavano l’aereo di ricognizione russo Iljushin Il-20 come copertura ricevendo una reazionta tempestiva della difesa aerea siriana, provocando la morte dei 15 militari russi a bordo coi missili S-200 utilizzati dai siriani, suggerisce solo che Russia ed alleati, da una parte, e US-UK-Francia dall’altra semplicemente usano la Siria come campo di battaglia, teatro di una guerra simulata per far avanzare i rispettivi interessi. Si ricorda, ogni Stato deve creare e sostenere una logica percepita per la propria esistenza. Quando ogni individuo ha capacità e risorse per essere autosufficiente, i governi non avranno più motivi d’esistere. Quindi, c’è bisogno di conflitti in modo che il governo debba essere lì a “proteggerci dalla possibilità di dover affrontare minacce esterne”. Detto questo, è altrettanto vero che le economie occidentali subiscono il tracollo finanziario, anche se la maggior parte della popolazione non l’ha ancora capito, e l’ingresso della Cina nelle rispettive economie è accolto con favore dai rispettivi governi, incluso Israele, dipendente dagli Stati Uniti, anche quando dei vicini sollevano problemi di sicurezza. Tuttavia, la domanda va posta, perché questo accade nel territorio più costoso del Vaticano?
La compagnia cinese pianifica la gestione del porto israeliano di Haifa mentre Pechino continua ad avanzare l’influenza globale con progetti economici e grandi affari commerciali. Il porto di Haifa si trova vicino alla base della marina israeliana che, secondo quanto riferito dal Times of Israel, è sede dei sottomarini nucleari del Paese. I critici israeliani chiedono un’inchiesta sui potenziali problemi di sicurezza posti dalla presenza cinese sulle coste mediterranee del Paese. Al convegno dell’Università di Haifa sul futuro della sicurezza marittima nel Mediterraneo orientale di fine agosto, Shaul Chorev, generale di brigata riservista delle Forze di difesa israeliane (IDF), ex-capo di Stato Maggiore della Marina e presidente della Commissione per l’energia atomica , ha detto che è necessario un nuovo meccanismo per tenere d’occhio gli investimenti cinesi in Israele. Secondo un documento riassuntivo, inviato a Newsweek da Chorev, una delle preoccupazioni principali dei presenti era che il contratto cinese poteva “limitare o precludere” la cooperazione regionale con l’US Navy, sempre più preziosa per gli sviluppi politici in Medio Oriente. La gestione del nuovo porto di Haifa, ampliato dal Shanghai International Port Group, dovrebbe essere inaugurata nel 2021, nota Ynet, e il contratto avrà una durata di 25 anni. Un’altra azienda cinese otteneva un contratto per costruire un nuovo porto nella città meridionale di Israele, Ashdod, riferiva Haaretz. Ma, come osservato nella conferenza di agosto, questo progetto ha anche dimensioni politiche e militari. Chorev e i suoi colleghi avvertivano che ad Israele mancava il processo per analizzare gli investimenti economici nelle implicazioni sulla sicurezza nazionale e deve svilupparne rapidamente uno.
La Cina ha lavorato duramente per creare una rete di infrastrutture per estendere la sua presenza economica nel mondo. La mastodontica Belt and Road Initiative spera di stabilire una Via della Seta del XXI secolo entro il 2049. Pechino v’investirà fino a 8 trilioni di dollari, affermava il Centro per studi strategici e internazionali. Chi può rifiutare questi 8 trilioni per l’economia oggi? Giusto per fornire un quadro chiaro, questo sviluppo non avviene dall’oggi al domani. Nel 2016, l’Institute for National Security Studies dell’Università di Tel Aviv riferiva che: “Negli ultimi anni, Israele ha concesso a due imprese cinesi importanti concessioni nei due porti principali sul Mediterraneo: Haifa e Ashdod. Ciò si aggiunge alla crescente presenza marittima cinese nel Mediterraneo orientale, Egitto, Grecia e Turchia, in quella che sembra una mossa per facilitare il crescente commercio della Cina coll’Europa. La domanda sorge spontanea se l’impresa cinese è motivata da un semplice ragionamento economico. Oppure, potrebbe esserci un pensiero strategico a lungo termine dietro? Questo articolo esamina l’espansione marittima della Cina nella regione e si chiede se Israele abbia riflettuto a sufficienza su considerazioni strategiche oltre i benefici economici”. Ciò dovrebbe dare al governo cinese il controllo considerevole sulla rotta economica del territorio dei Rothschild, e potrebbe avere un enorme effetto leva sull’imminente instaurazione di un compromesso su due Stati tra ebrei kazari e palestinesi. All’inizio abbiamo definito il supposto piano dell’Alleanza Orientale per stabilire il multipolarismo contrastando l’egemonia che perpetra infinite guerre di saccheggio nel continente eurasiatico. Incorporare il porto israeliano di Haifa nella rete economica della Fascia e Via potrebbe far parte del compromesso con cui Israele abbia la certezza di sopravvivere una volta che lo Stato profondo finalmente sarà abbattuto. Questa è l’unica spiegazione per cui la presenza degli Stati Uniti in Israele va messa da parte.
Il Presidente Xi Jinping espresse sostengo a ciò che definisce “politica d’integrazione civile e militare”, con cui intende combinare “idee, decisioni e piani d’integrazione militare e civile” in “tutti i campi dello sviluppo economico nazionale e nella difesa”. Alla luce di ciò, il contratto commerciale per il porto di Haifa teoricamente darebbe alle Forze Armate cinesi una struttura utilizzabile nel Mediterraneo lungo una delle arterie commerciali più importanti del mondo. L’accordo potrebbe influenzare il rapporto tra Stati Uniti e IDF. L’ammiraglio in pensione Gary Roughead, ex-capo delle operazioni navali, aveva detto di essere a favore di una maggiore cooperazione israelo-statunitense, ma un porto cinese a Haifa significava che le navi statunitensi non potevano usare regolarmente la base navale israeliana nelle vicinanze. Secondo il riepilogo fornito da Chorev, Roughead spiegava: “Gli operatori portuali cinesi potranno monitorare da vicino i movimenti delle navi statunitensi, essere consapevoli delle attività di manutenzione e avere accesso alle apparecchiature spostati sui siti di riparazione e interagire liberamente coi nostri equipaggi nei periodi prolungati. Significativamente, i sistemi di informazione e le nuove infrastrutture integrate nei porti e la probabilità di sistemi d’informazione e sorveglianza elettronica mettono a repentaglio la sicurezza degli Stati Uniti”, proseguiva. “Questi fattori potrebbero non escludere visite nei porto, ma impedirebbero l’attracco e altre iniziative protratte”. La Marina degli Stati Uniti gradualmente passava, osservavano Taylor e Francis, dal teatro europeo e mediorientale al Golfo Persico e all’Asia, in particolare per via della sfida posta da una Cina sempre più potente. L’Europa non è più l’obiettivo principale della politica estera statunitense”.
Questo indica anche il potere declinante dello Stato profondo nel campo del militare e della finanza. Si ricordi, era argomento esclusivo di pochi siti alternativi, ma il dumping del dollaro altamente coordinato è ora innegabile. Persino Newsweek fu silenzioso sull’attuale attacco finanziario anti-Stato profondo finora, quando chiaramente. permettere l’invasione della Cina è l’unica opzione rimasta. La grande ironia qui è che c’è un articolo secondo cui Israele sarebbe la via di fuga dei terroristi dello SIIL sconfitti in Siria, e dove dovrebbero essere inviati? Al confine con la Cina, la provincia del Xinjang, dove i terroristi uiguri già operano. In breve, l’imminente resa dei conti finale d’Idlib darà ai cinesi la grande opportunità di liquidare le pedine armate del gioco, mentre occidente e Israele possono iniziare a dimenticarle, perché tale via di fuga pianificata sarà solo per il loro bene.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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