Putin e Xi contrastano la “guerra commerciale” di Trump

Joaquin Flores, FRN 17 settembre 2018

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov dichiarava che il Presidente Vladimir Putin e il Presidente Xi Jinping avevano discusso della guerra commerciale durante il Forum Economico dell’Est (EEF). Peskov non rivelava i dettagli delle trattative tra i leader e sottolineava che “le discussioni non andrebbero rivelate nei dettagli”. Tuttavia, osservava che Cina e Russia non ignorano i temi di rilevanza internazionali a causa del loro ruolo nel mondo. La dichiarazione di Peskov è di particolare interesse. Come Lavrov e Putin, le dichiarazioni di Peskov hanno una coerenza interna. Le sue frasi sono mirate in modo da comunicare indirettamente un ulteriore messaggio. La natura segreta delle discussioni dovrebbe essere propriamente intesa come così sensibile che rendendolo pubblico allerterebbe Stati Uniti e tutti gli altri nemici o “frenemies” geopolitici su ciò che le due potenze eurasiatiche hanno in mente. “L’elenco dei progetti congiunti di Russia e Cina è così grande che solo questo sarebbe oggetto di molte ore di discussione e, naturalmente, Russia e Cina non possono astenersi dal discutere problemi internazionali e commerciali”, dichiarava Peskov al canale televisivo russo Rossija 1, osservando che le dispute commerciali distruggono le relazioni economiche e sono negative per la risoluzione dei conflitti regionali. La Cina è attualmente impegnata in una guerra commerciale cogli Stati Uniti. Le parti del conflitto si sono scambiati vari dazi sulle importazioni da marzo e questo mese era segnato l’annuncio di Donald Trump dei daiz su acciaio e alluminio da diversi Paesi, innescando tensioni commerciali coi cinesi. Tuttavia, Trump sperava di poter avere il sostegno della Russia e di mettere un cuneo tra i due Paesi. Pur avanzando la guerra commerciale con la Cina, tuttavia, non poté agire sull’altro estremo della sua strategia riprendendo le relazioni con la Russia, risultato dell’ostruzione dello Stato profondo degli Stati Uniti, come molti analisti ora credono.
Daltronde in Cina, la televisione avviava un programma per mostrare come l’intelligence di Taiwan avvicini gli studenti cinesi sull’isola provando a reclutarli come spie contro Pechino. Il primo episodio sosteneva che le spie taiwanesi attirano ingenui studenti cinesi con denaro, amore e amicizia, secondo il Guardian. Nel frattempo, i funzionari di Pechino accusavano Taiwan d’intensificare gli sforzi per sottrarre informazioni riservate per “infiltrazioni” e “sabotaggi”, ed avvertiva l’isola dall’aggravarsi dei già fragili legami con la Cina continentale. Le accuse arrivano dopo i tentativi della Cina di persuadere i taiwanesi a aderire definitivamente alla Madrepatria offrendogli carta d’identità e altri incentivi. In risposta, Taipei avvertiva i suoi cittadini sui rischi di stabilirsi in un Paese in cui, tra le altre cose, Internet è pesantemente censurato. Nel 2017, i funzionari taiwanesi imprigionavano uno studente cinese dopo averlo accusato di aver creato una rete di spionaggio nell’isola usando i suoi contatti nelle scuole e in un dipartimento governativo per raccogliere informazioni riservate. Nonostante le tensioni tra Pechino e Taipei, gli studenti cinesi sono autorizzati a studiare nelle università di Taiwan dal 2009.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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