Un ministro del Sudafrica dell’apartheid viaggiava con un ‘detonatore nucleare’ nel bagaglio

Eschel Rhoodie volò da Israele con un detonatore per bombe atomiche, a metà degli anni ’70

Chris McGreal, Guardian 3 giugno 2010

apartheid-bookUn ministro del governo dell’era dell’apartheid trasportò un “detonatore nucleare” in Sud Africa da Israele, nell’ambito degli sforzi di Pretoria per costruirsi la bomba atomica, secondo un giornale di Johannesburg. Due rinomati giornalisti sudafricani hanno rivelato che Eschel Rhoodie, ministro dell’Informazione del governo dell’apartheid ebbe un ruolo centrale nel tendere legami militari con Israele, dicendo privatamente come nel 1979 avesse trasportato “il detonatore” in un bagaglio a mano in un volo da Tel Aviv. Ma dicono che non poterono pubblicare il resoconto a causa della censura e delle preoccupazioni dell’ex ministro per la sua sicurezza.
Allister Sparks, che negli anni ’70 fu direttore dell’influente, ma ormai defunto, Rand Daily Mail disse che decise di pubblicare l’ammissione di Rhoodie, nonostante le promesse di mantenerne la segretezza, dopo le rivelazioni sul Guardian e sul nuovo libro, The Unspoken Alliance, secondo cui Israele si offrì di vendere testate nucleari al Sudafrica dell’apartheid. Scrivendo sul quotidiano Business Day, Sparks ha detto che Rhoodie si recava regolarmente in Israele, a metà degli anni ’70, e in più occasioni fu accompagnato dall’allora capo dell’intelligence del Sud Africa, Hendrik van den Bergh. “Rhoodie disse che i colloqui tra le due parti infine portarono lui e Van den Bergh ad avere assegnato il compito di trasportare “il detonatore” in Sud Africa, che disse imballarono in una cassa di tè e trasportarono come parte del loro bagaglio a mano su un volo della South African Airways“, scrisse Sparks. Rhoodie poi rivelò tali informazioni al capo giornalista investigativo del Rand Daily Mail, Mervyn Rees, che aveva svelato i fondi neri gestiti dal governo facendo cadere l’allora presidente John Vorster, e il ministro stesso.
Rees confermò il racconto di Sparks sul Guardian, aggiungendo che Rhoodie non diede dettagli sul “detonatore”. “L’ho interrogato al riguardo e mi ha detto che non poteva dare dettagli, ma basti dire che era una componente vitale, un detonatore utilizzato per le testate nucleari del Sud Africa”, ha detto Rees. E’ possibile che ciò che Rhoodie chiamava detonatore fosse trizio, un isotopo radioattivo necessario a fare esplodere alcuni tipi di bombe nucleari. Fu rivelato, anche se non ufficialmente riconosciuto, che Israele fornì al Sud Africa 30 grammi di trizio a metà degli anni ’70, abbastanza per costruire una dozzina di bombe atomiche. I funzionari dell’era dell’apartheid negarono che il trizio sia stato usato nel programma degli armamenti nucleari del Paese e sottolinearono che, in ultima analisi, il Sud Africa sviluppò un tipo di bomba atomica che non richiedeva quel particolare isotopo radioattivo. Ma Sparks e Rees notano che Rhoodie chiaramente disse che ciò che chiamava detonatore gli fu consegnato da Israele nell’ambito dello sviluppo dell’arma nucleare sudafricana, fornendo un’ulteriore prova che i due Paesi vi collaboravano.
Rhoodie, morto nel 1993, disse a Rees che era diventato l’uomo di punta nel trattare con gli israeliani, dopo aver sviluppato i contatti mentre andava in vacanza in un villaggio israeliano. Rhoodie s’incontrò con l’allora ministro della Difesa israeliano Shimon Peres, compiendo passi importanti per stabilire ciò che sarebbe diventata una assai stretta collaborazione nello sviluppo delle armi. Peres, attuale presidente d’Israele, scrisse una lettera a Rhoodie nel 1974 lodando il ruolo dei leader del Sud Africa nell’avviare “tale vitale cooperazione tra i due Paesi“. Rees disse a Rhoodie, confidandosi nel corso di una serie di lunghe conversazioni in Ecuador e poi nel sud della Francia, dopo che era decaduto dal suo incarico per lo scandalo dei fondi dirottati dal bilancio della difesa ai programmi segreti di propaganda.
Rees disse anche la sua segnalazione al Rand Daily Mail fu determinante nello svelare lo scandalo, e Rhoodie s’irritò scoprendo di essere il capro espiatorio del governo, decidendo di rivelare ciò che sapeva sui programmi segreti. Rees disse che durante un incontro con Rhoodie in Francia, nel marzo 1979, Van den Bergh chiamò l’ex ministro per un incontro a Parigi. “Se ne andò e tornò il giorno dopo in stato di agitazione e disse che era stato praticamente minacciato da Van den Bergh, non a nome dei sudafricani, ma degli israeliani, sulla divulgazione che avrebbe potuto fare sulla capacità nucleare del Sud Africa. Ne era chiaramente scosso“, ha detto Rees. Rhoodie affrontò gli avvertimenti di Van den Bergh nel suo libro del 1983, The Real Information Scandal. “Avevo avuto molte di queste informazioni top secret per il semplice motivo che ero tra coloro che avviavano i rapporti con alcuni Stati esteri“, scrisse. “Assicurai (Van den Bergh) che i vari programmi di cui si era occupato non sarebbero mai stati svelati a meno che, dissi, dovessi morire di morte innaturale.”
Rhoodie e Rees divennero amici durante le interviste, e Rees a un certo punto portava cibo e si occupava dell’ex ministro quando fu rinchiuso in una prigione francese dopo che il governo sudafricano ne chiese l’estradizione per appropriazione indebita di fondi statali. Rees ha detto che crede nel resoconto di Rhoodie perché dimostrò di essere aver dato resoconti affidabili su altre operazioni segrete. Rhoodie accettò di parlare con il Rand Daily Mail a condizione che potesse trattenere la pubblicazione di informazioni che infine decise di non far divulgare, come fece con le rivelazioni sulla cooperazione nucleare. Sparks ha detto che le leggi sulla censura del tempo avrebbero impedito di pubblicarle. Ma oggi le rivelazioni di Rhoodie sui legami nucleari del Sud Africa con Israele non sono più attuali, ed era giunto il momento di rivelare la verità. “Lo facciamo perché crediamo che sia ormai chiaro che non vi fu una collaborazione nucleare tra Israele e Sud Africa, consentendo alle due parti di sviluppare la bomba e che, dato lo stato della proliferazione nucleare nel mondo d’oggi, sia di pubblico interesse che ogni informazione disponibile sui loschi traffici con queste armi apocalittiche sia svelata“, ha scritto Sparks.
In risposta alle ultime rivelazioni, il portavoce di Peres, Ayalet Frisch, indicò una dichiarazione dell’ex-presidente sudafricano F. W. de Klerk, secondo cui il suo Paese non aveva collaborato con nessun governo straniero nello sviluppo delle armi nucleari. De Klerk pose una domanda simile al parlamento sudafricano nel 1993, quando disse che il Paese non ha mai acquisito tecnologia o materiale nucleare da un altro Stato, né ha mai cooperato con i governi stranieri nello sviluppo delle bombe atomiche. Tuttavia, ciò è contestato dalle rivelazioni sulla quantità di uranio yellowcake che il Sud Africa fornì ad Israele, dalle consegne di trizio, dallo sviluppo e sperimentazione congiunta in Sud Africa dei missili a testata nucleare.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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