L’Aeronautica Russa non ha pietà dei terroristi ad Idlib

Paul Antonopoulos, Fort Russ 7 settembre 2018

Il Ministero della Difesa russo pubblicava i video degli attacchi aerei effettuati dalla Forza Aerospaziale russa contro le posizioni dei terroristi nella provincia d’Idlib. L’esperto Grigorij Lukjanov spiegava che questi attacchi sono necessari proprio adessi. Secondo il rappresentante del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, il 4 settembre, quattro aerei russi decollavano dalla base aerea di Humaymim effettuando attacchi ad alta precisione contro obiettivi del gruppo terrorista Jabhat al-Nusra nella provincia siriana d’Idlib. Il rappresentante aggiungeva che tutti gli attacchi della Forza Aerospaziale russa venivano effettuati esclusivamente contro obiettivi terroristici confermati e situati lontano dagli insediamenti. Igor Konashenkov spiegava che due russi Su-34 eliminavano una fabbrica di armi dei terroristi. Il professore universitario Grigorij Lukjanov, un esperto di affari mediorientali, spiegava che la forza aerospaziale russa effettua attacchi aerei contro obiettivi su Idlib. “Per più di un anno, gruppi di islamisti provenienti da altre aree desertiche furono stati portati ad Idlib, il che significava che forze significative di gruppi radicali e non furono concentrate nel territorio della provincia. Vi sono armi pesanti e combattenti più motivati, quindi, al fine di eliminare la minaccia che rappresentano, è necessario utilizzare tutte le risorse possibili”, affermava l’analista. Lukjanov affermava anche che sebbene le forze governative meglio preparate siano già concentrate presso Idlib, hanno bisogno del serio supporto aereo fornito dalla Forza Aerospaziale. L’esperto presentava la sua previsione sullo sviluppo della situazione ad Idlib. “È probabile che dopo i colloqui a Teheran del 7 settembre tra i presidenti dei tre Paesi sulla risoluzione siriana (Russia, Iran e Turchia), aumenterà l’intensità degli attacchi alle posizioni dei terroristi nella provincia d’Idlib. Non si può escludere che le navi della Marina russa che si esercitano nel Mediterraneo orientale non parteciperanno all’operazione, il che minimizzerà le perdite delle forze governative siriane nel caso dell’offensiva nella provincia d’Idlib”, spiegava Lukjanov.
Il territorio della provincia siriana d’Idlib rimane l’ultima grande regione del paese non controllata dalle truppe governative o dalle forze curde. In precedenza, grazie ai Paesi coinvolti nella risoluzione del conflitto, vi veniva creata una delle zone di de-escalation. Donald Trump aveva detto che l’eventuale offensiva delle truppe del governo siriano sarebbe “un grave disastro umanitario”. Il Ministero degli Esteri russo sottolineava che la situazione sarà chiarita dopo il vertice tra Russia, Turchia e Iran del 7 settembre. Negli ultimi giorni, la situazione in Siria è peggiorata. Il portavoce del Ministero della Difesa russo Igor Konashenkov affermava che secondo fonti indipendenti i terroristi del gruppo Tahrir al-Sham preparavano una provocazione ad Idlib per accusare Damasco di usare armi chimiche contro i civili.

I bombardieri russi proteggono la Siria
Paul Antonopoulos, Fort Russ 7 settembre 2018

Una dichiarazione del Ministero della Difesa russo rivelava che 2 bombardieri strategici Tu-160 effettuavano esercitazioni militari sul Mar Mediterraneo. “Due bombardieri strategici Tu-160 decollati dall’aeroporto Engels completavano con successo la missione pianificata nell’esercitazione delle forze navali e aerospaziali russe nel Mediterraneo”, si leggeva nella nota. “Gli aerei effettuavano un volo di 10 ore a bassa quota e in condizioni meteorologiche difficili, simulando con successo il lancio di missili da crociera su bersagli a terra in un’area specifica”, si leggeva nel documento. Aviogetti Su-30 e Su-33 lasciavano la base aerea di Humaymim in Siria per seguire i bombardieri Tu-160. La dichiarazione aggiungeva che le esercitazioni si svolgevano in conformità con le regole internazionali dello spazio aereo e senza violazioni di frontiere. L’esercitazione avveniva mentre l’Esercito arabo siriano adempiva ai preparativi finali per lanciare l’operazione per liberare la provincia d’Idlib dalle forze islamiste. Turchia e Stati Uniti suggerivano d’intervenire quando l’operazione veniva lanciata, per proteggere l’ultimo bastione del terrorismo in Siria. Ciò avvenne a giugno, quando il Ministero della Difesa russo riferiva l’espansione geografica dei voli degli aerei supersonici.
A giugno, l’esperto militare Aleksandr Zhilin, a capo del National Analysis Social Issues Center e comandante in pensione, commentava i piani per utilizzare i bombardieri Tu-160 per sostenere lo “scudo” russo nell’Artico. “Secondo l’ordine del comandante in capo (Presidente Vladimir Putin), questi aerei sono stati modernizzati ed infatti sono nuovi complessi aeronautici di uso generale, avendo superato tutti i test ed essendo giunto il momento di usarli correttamente. Sull’Artico, ovviamente i nostri concorrenti cercheranno di “annientare” la Russia in questa regione e assumerne il controllo delle risorse. Non possiamo permettercelo, quindi useremo tutte le forze e i mezzi a disposizione per proteggere ciò che è nostro. Il Tu-160 è un grande aeroplano e, tenendo conto che può essere rifornito in volo, può essere utilizzato per un giorno intero”, affermava.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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