Relazioni USA-Pakistan al collasso: il Pentagono cancella gli aiuti militari ad Islamabad

Arkadij Savitskij SCF 05.09.2018

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti decideva di cancellare 300 milioni (dai fondi di sostegno alla coalizione) in aiuti al Pakistan. La ragione ufficiale è la mancata decisione d’Islamabad di intraprendere un’azione decisiva contro i militanti in guerra in Afghanistan: la rete Haqqani e i taliban afghani. La mossa è soggetta all’approvazione del Congresso, annunciata pochi giorni prima che il segretario di Stato Mike Pompeo visitasse il Pakistan per incontrare Imran Khan, il nuovo Primo ministro del paese. Ciò accade dopo la visita in Pakistan del Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif, in cui la leadership pakistana espresse sostegno all’Iran e all’accordo nucleare che gli Stati Uniti hanno abbandonato. Viene ricordato che il tweet del 7 agosto del presidente Trump avvertiva che “[un] altro che fa affari con l’Iran e che NON farà affari cogli Stati Uniti”. La decisione rientra nella sospensione proclamata all’inizio dell’anno. “Gli Stati Uniti hanno scioccamente dato al Pakistan più di 33 miliardi di dollari in aiuti negli ultimi 15 anni, e non ci hanno dato altro che bugie e inganni”, twittava il presidente Trump il 1° gennaio 2018. “Danno rifugio ai terroristi che cacciamo dall’Afghanistan, e poco aiuto. Non di più!” La dichiarazione fu seguita dall’annuncio che il segretario Jim Mattis era autorizzato a concedere 300 milioni di dollari in fondi CSF per l’estate, se avesse visto un cambio d’atteggiamento a Islamabad. E non lo vide. Gli Stati Uniti iniziavano a sospendere addestramento e programmi relativi per gli ufficiali pakistani. Non furono forniti fondi per il prossimo anno accademico. Le istituzioni militari statunitensi, tra cui National Defence University di Washington DC, US Army’s War College di Carlisle, Pennsylvania, US Naval War College, Naval Staff College e altri corsi, compresi gli studi sulla sicurezza informatica, eliminavano i 66 posti riservati ai cadetti dal Pakistan. È piuttosto simbolico che Mosca e Islamabad abbiano firmato un accordo il 7 agosto per addestrare il personale militare pakistano in Russia.
Col crollo delle riserve valutarie del Paese, il Primo Ministro Imran Khan dovrà decidere se il governo cercherà un piano di salvataggio dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), dove gli Stati Uniti controllano più voti di qualsiasi altro membro. L’alternativa sarebbe rivolgersi a Cina, Russia e altre nazioni amiche. Dopo la vittoria del partito Tehreek-e-Insaf (PTI) nelle elezioni generali del 2018, la Cina accettava di concedere un prestito di 2 miliardi a Islamabad. Il 30 luglio, il segretario di Stato statunitense Mike Pompeo avvertiva che qualsiasi potenziale piano di salvataggio del FMI del nuovo governo pakistano non deve includere fondi per estinguere i creditori cinesi del Paese. Il Pakistan punta le speranze sul progetto del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC). Russia e Pakistan hanno segnato il 70° anniversario di relazioni diplomatiche il 1° maggio 2018. Relazioni che hanno visto alti e bassi, ma oggi sono un nuovo massimo storico. Mosca e Islamabad vedono prospettive nel porre fine al conflitto in Afghanistan. Il Pakistan appoggiava i colloqui di pace con intermediari russi escludendo gli Stati Uniti e includendo i taliban. Il Pakistan sostiene fortemente la politica siriana della Russia. L’adesione d’Islamabad alla Shanghai Cooperation Organization (SCO) apre nuove prospettive di cooperazione. Il Presidente Vladimir Putin avanzava una proposta per creare un partenariato eurasiatico basato sull’Unione economica eurasiatica (UEE), che coinvolgerebbe Cina, India, Pakistan, Iran e Comunità degli Stati indipendenti (CSI). Islamabad è anche interessata alla firma di un accordo di libero scambio con l’Unione economica eurasiatica (UEE) a guida russa. Il Pakistan mostrava interesse ad acquistare materiale militare dalla Russia, partecipando a giochi di guerra e mostre militari in Russia. Nel settembre 2016, Russia e Pakistan compirono la loro prima esercitazione militare congiunta, che si svolge ogni anno da allora. Il Capo di Stato Maggiore del Pakistan, Javed Bajwa, compiva la prima visita in Russia nell’aprile di quest’anno. A fine luglio, i due paesi firmavano un accordo di cooperazione navale durante la visita in Russia del Vicecapo dello Stato Maggiore della Marina Viceammiraglio Kaleem Shaukat. I piani militari pakistani prevedono l’acquistano di aviogetti da combattimento Su-35 e carri armati T-90 dalla Russia.
La Russia è coinvolta in molti progetti economici, come l’acciaieria Karachi e le centrali elettriche di Gudhu. Nel 2015, Russia e Pakistan firmarono un contratto per costruire un gasdotto da 1100 chilometri da Karachi a Lahore (il gasdotto Nord-Sud) dalla capacità di 12,4 miliardi di metri cubi all’anno, il più grande accordo economico (1,7 miliardi di dollari) tra i due Paesi da quando l’URSS costruì le acciaierie del Pakistan negli anni ’70. Ritardato più volte dalle controversie sui dazi, sarà avviato quest’anno dalla società russa RT-Global Resource. Il Pakistan aveva invitato la Federazione russa ad aderire al progetto energetico da 1,16 miliardi di dollari Asia centrale-Asia meridionale o CASA-1000, che consentirà l’esportazione di energia idroelettrica eccedenza da Tagikistan e Kirghizistan a Pakistan e Afghanistan. Nel 2017, il governo pakistano avviò l’apertura di un accordo con la Russia per la costruzione di una centrale elettrica da 600 MW a gas naturale a ciclo combinato (NGCC) a Jamshoro, nel Sindh. Le relazioni USA-Pakistan sono evidentemente in calo, ma ogni moneta ha due facce. Ciò spinge Islamabad a diversificare le relazioni estere. Ci sono altri partner con molto da offrire che potrebbero rendere questo Paese più forte e molto meno vulnerabile alle pressioni estere.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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