Conosci il tuo nemico: come operare in prossimità della Siria fornisca intelligence preziosa

Military Watch 3 settembre 2018

L’intervento militare russo in Siria dalla fine del 2015 coinvolgente un contingente aereo e forze speciali considerevoli, avrebbe dato all’esercito degli Stati Uniti la preziosa opportunità di studiare le operazioni delle forze armate del Paese e ottenere preziose informazioni. Poiché uno dei quattro Paesi è stato definito un “grande potenza avversaria” dagli Stati Uniti, dalle maggiori capacità industriali militari più avanzate al mondo, l’intelligence su capacità e prestazioni del materiale avanzato russe sono molto apprezzate da Stati Uniti Stati e altre potenze occidentali, da quando le relazioni continuano a deteriorarsi dal 2014. Il tenente generale Jeffrey Harrigian, capo del Comando centrale dell’aeronautica statunitense, ha preso atto dell’opportunità presentata osservando le forze russe in azione: “Certo, abbiamo imparato molto su alcune delle capacità che i russi hanno portato in Siria. Potremmo saperne di più? Ci sono probabilmente alcune aree che vanno guardate. Siamo un’organizzazione che apprende. Non entrerò in tutti i dettagli, ma c’erano cose che sapevamo che dovevamo sfruttare e garantire, non solo per la comunità d’intelligence, ma anche per quei sistemi che dovevamo migliorare”.
Sull’avanzata della Russia nel conflitto in Siria, cioè l’uso del conflitto per le forze armate per testare il nuovo materiale e fornire agli equipaggi preziose esperienze in combattimento, il generale Harrigian dichiarava: “Per me è abbastanza chiaro che i russi hanno sfruttato la Siria come opportunità per studiare le loro capacità e avere un’idea di dove sono. Non solo dal punto di vista dei sistemi d’arma, ma anche del personale, ruotandolo nel Paese, francamente per dargli tempo di addestrarsi al combattimento su di loro. E non ne prendiamo solo alcuni che potrebbero essere operativi a terra, ma anche gli aviatori, dedicandogli del tempo al combattimento consegnando armi, o francamente vedere cosa ci stavamo facendo. Quindi penso che dobbiamo essere consapevoli di questo come nazione e riconoscere che l’hanno sfruttato”. Mentre il contingente aereo della Russia nel Medio Oriente è piccolo rispetto a quelli delle potenze rivali, era composto da aviogetti da combattimento largamente usati come caccia Su-24, Su-30, MiG-29SMT, Su-34 e Su-35, aviogetti d’attacco Su-25 e numerosi elicotteri e mezzi di supporto. L’unica portaerei della Marina russa, l’Admiral Kuznetsov, anche se brevemente schierata sulla costa della Siria lanciava sortite aeree contro posizioni degli islamisti, e sebbene la prestazione non fu considerata travolgente fornì agli aviatori navali russi e all’equipaggio della nave da guerra esperienza operativa in condizioni di combattimento. Altre risorse russe furono sfruttate nel conflitto, come i bombardieri a lungo raggio e i sottomarini lanciamissili, permettendo a una vasta gamma di piattaforme d’arma di debuttare nella guerra, dai veicoli da combattimento da difesa aerea di Pantsir-S1 ai missili da crociera della Marina Kalibr, ai missili a lungo raggio Kh-101 dei Tu-160 e ai nuovi caccia come il Su-34.
Mentre le Forze Armate russe hanno concesso alle forze armate statunitensi l’opportunità di valutare le proprie capacità, si sono notevolmente arricchite osservando le forze statunitensi in azione. Un esempio chiave fu il caso del F-22 Raptor, il principale caccia d superiorità aerea dell’US Air Force, in servizio come caccia d’attacco nelle operazioni su Siria e Iraq. Un piccolo continente di caccia d’élite negli Emirati Arabi Uniti fu incaricato di queste operazioni. Il generale dell’US Air Force Veralinn Jamieson notò nel gennaio 2018 con disappunto che le operazioni dell’F-22 in Siria diedero alle forze russe un’occasione preziosa per osservarlo operare. Il generale dichiarò: “I cieli sull’Iraq e in particolare sulla Siria sono stati davvero un tesoro per loro nel vedere come operiamo, i nostri avversari ci osservano, ci studiano”. Jamieson proseguì: “I russi hanno acquisito intuizioni e informazioni preziose lavorando nello spazio aereo contestato contiguo in Siria”. Con l’F-22 vietato dall’esportazione, provvedimento emanato appositamente per proteggerne i preziosi segreti tecnologici, in particolare a spese della sicurezza degli alleati degli Stati Uniti, la capacità di studiare l’aviogetto da combattimento di nuova generazione, in particolare mentre la Russia ne sviluppato l’analogo Su-57, era un’opportunità davvero unica e inestimabile. Anche l’esercito russo acquisiva prezioso materiale statunitense, come i missili da crociera Tomahawk e JASSM, che non esplosero durante l’attacco alle postazioni del governo siriano nell’aprile 2018, recuperati dalle forze siriane e consegnati in Russia per studiarli.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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