L’assassinio di Zakharchenko presenta una nuova realtà nel Donbas

Gli accordi di Minsk erano già morti e questo ne è il certificato di morte
Tom Winter FRN 1° settembre 2018

Ieri a Donetsk, il leader della Repubblica democratica popolare Aleksandr Zakharchenko è morto a causa di un attacco terroristico. L’esplosione di una bomba n uno dei ristoranti della città, dove il leader della Repubblica popolare era con vari ministri e collaboratori stretti.

L’omicidio di Zakharchenko è un crimine internazionale
L’esplosione è avvenuta nel ristorante Separ, dove un ordigno esplosivo da 800 grammi di TNT era stato fissato a una lampada. Insieme a Zakharchenko furono ferite altre 11 persone, tra cui il Vicepresidente del governo della Repubblica popolare di Donetsk, ed oltre al leader della Repubblica popolare fu uccisa un’altra persona, non ancora nota. Nella RPD fu dichiarato il lutto di tre giorni, e Dmitri Trapeznikov è diventato il presidente incaricato. In precedenza fu Vicepresidente del governo della Repubblica popolare di Donetsk. Ciò avveniva in conformità con l’articolo 62 della Costituzione del RPD. Il Presidente Vladimir Putin dichiarava che l’omicidio di Zakharchenko è un atto terroristico e un crimine internazionale, e confermava che la Russia non abbandonerà il popolo del Donbas. Oggi, il segretario stampa presidenziale Dmitrij Peskov osservava che tale crimine è una provocazione e porterà all’aumento delle tensioni nel Donbas. Inoltre, Peskov espresse la tesi che la provocazione non contribuiva a creare le condizioni almeno per raggiungere le prospettive dell’attuazione degli accordi di Minsk, e, quindi, portava ulteriormente la situazione generale nel Donbas in un vicolo cieco.

Le azioni dell’Ucraina creano una nuova realtà
Il caporedattore della rivista National Defense Igor Korotchenko conversando con “Economics Today” di FBA osservava che tale evento dimostra ancora una volta che la Repubblica Popolare di Donetsk e la Repubblica Popolare di Lugansk devono seguire la via per la piena costruzione statuale. “Credo che questi territori non faranno mai più parte dell’Ucraina, che siano persi per Kiev, e che la questione è cosa accadrà dopo. Se l’Ucraina avvierà un’operazione militare contro il Donbas, o se proseguirà l’aggressione alla Russia, ed oggi non possiamo escludere uno scenario del genere dati dichiarazioni e sentimenti a Kiev, allora nascerà una realtà fondamentalmente nuova in questo caso”, affermava Korotchenko, notando che tale realtà sarà che il confine dell’Ucraina arriverà al Dnepr: tutto ciò che ad ovest rimarrà ucraino, e tutto ciò che è ad est sarà Novorossija o qualcos’altro, a seconda dello sviluppo della situazione generale. “La mia posizione personale è che, per quanto riguarda l’Ucraina, dobbiamo comportarci con la massima durezza, poiché si tratta di uno Stato terrorista guidato dal presidente illegittimo Petro Poroshenko”, concludeva Korotchenko.

Le azioni dell’Ucraina annullano il processo negoziale
Secondo Igor Jurievich, dovremmo comportarci esattamente nello stesso modo in cui gli Stati Uniti conducono la loro politica nei confronti di quei paesi che considerano avversari, con tutte le dovute conseguenze. “Dobbiamo comportarci con l’Ucraina il più duramente possibile e non dobbiamo vergognarci di nulla. Dobbiamo decidere le regole del gioco, nonché il risultato finale di tali situazioni conflittuali”, riassumeva Korotchenko.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente In occasione dell'anniversario della Seconda guerra mondiale: Dietro le quinte della guerra tra Germania e Polonia Successivo Indizi che la Colombia prepara un'aggressione contro il Venezuela