In occasione dell’anniversario della Seconda guerra mondiale: Dietro le quinte della guerra tra Germania e Polonia

Sergej Brezkun SCF 24.08.2009

La guerra tra Germania e la Polonia è stata la prima fase della seconda guerra mondiale. In realtà, può darsi benissimo che l’ultima fase del conflitto che, divenendo in seguito globale, si tramutò nella Seconda guerra mondiale, non fu causata da motivi che resero inevitabili tali sviluppi, ma solo perché tale era l’interesse del mondo anglosassone. L’occidente, naturalmente, convenientemente sostiene che l’URSS condivideva la responsabilità della Seconda guerra mondiale con la Germania. La famigerata risoluzione del 3 luglio 2009 dell’OCSE riflette il concetto, ma in realtà Europa e Stati Uniti semplicemente incolpano altri. Si dovrebbe ricordare che Regno Unito e Francia estesero le garanzie formali di sicurezza alla Polonia ma, come risultò in seguito, fin dall’inizio non avevano alcuna intenzione di sostenerle con alcuna azione. Washington nel frattempo rafforzava la nozione di Varsavia secondo cui la Polonia potesse resistere senza un più ampio sistema europeo di sicurezza collettiva. Pur essendo in gran parte una formalità, il 3 settembre 1939 la dichiarazione di guerra alla Germania di Regno Unito e Francia, tuttavia portò la guerra tra Germania e Polonia a livello pan-europeo. Gli Stati Uniti spinsero attivamente Regno Unito ea Francia a sfidare la Germania, e quindi la guerra divenne velocemente mondiale. Per l’URSS, la verità è che non aveva niente a che fare con tutto ciò. Il conflitto che alla fine culminò nella Seconda guerra mondiale fu provocato dal disaccordo su Danzica e il corridoio polacco, in realtà l’unico grave problema rimasto sul panorama politico in Europa nella primavera 1939. Col trattato di Versailles, Danzica, antica città polacco-tedesca la cui popolazione nel XX secolo era quasi interamente tedesca da secoli, fu proclamata Città Libera, un quasi-Stato sotto l’egida della Società delle Nazioni. Il territorio tedesco era attraversato dal corridoio polacco che collegava la Polonia al mare e separava la Prussia orientale dal resto della Germania. Questa configurazione imposta dagli alleati dopo la Prima guerra mondiale era intrinsecamente esplosiva e non solo violava gli interessi della Germania, ma presentava una minaccia per l’Europa e il mondo intero in quanto letteralmente programmò il futuro conflitto.
Lloyd George scrisse il 25 marzo 1919 nel Memorandum di Fontainebleau:
“se essa (la Germania) ritiene che sia stata trattata ingiustamente nella pace del 1919, troverà i mezzi per esigere la giusta punizione di suoi conquistatori… Il mantenimento della pace allora dipenderà dall’inesistenza di cause esasperanti che attizzino lo spirito di patriottismo, giustizia o fair play per avere un risarcimento… Per queste ragioni, pertanto, sono fortemente contrario al trasferimento di tedeschi dal dominio tedesco al controllo di qualche altra nazione, e che eventualmente vadano aiutati. Non riesco a concepire una causa maggiore per una futura guerra diversa da quella del popolo tedesco che ha certamente dimostrato di essere una delle razze più vigorose e potenti del mondo, circondato da una serie di piccoli Stati, molti dei quali costituiti da popoli che non hanno mai istituito in precedenza un governo stabile da sé (riferimento implicito a cechi e polacchi), ma ciascuno di essi ospita grandi masse di tedeschi che chiedono a gran voce il ricongiungimento con la terra natia. La proposta della commissione polacca, che vorrebbe porre 2100000 tedeschi sotto il controllo di un popolo di religione diversa e che non ha mai dimostrato capacità di auto-governo stabile in tutta la sua storia, a mio giudizio porterà prima o poi a una nuova guerra nell’Europa Orientale”.
La Polonia ostinatamente rifiutò di prendere in considerazione eventuali modifiche rispetto allo status quo, e neppure cercò di offrire serie garanzie per mantenerle, e da Paese l’unica garanzia realistica poteva basarsi su un trattato trilaterale che coinvolgesse non solo Regno Unito e Francia, ma anche URSS. La Polonia non consentì il dispiegamento do truppe sovietiche nel caso di un attacco tedesco, ed anche respinse la richiesta dell’Unione Sovietica, che potenzialmente avrebbe agito da alleata, di aver concesso il diritto all’uso di basi aeree. Si può citare come prove documentaria il messaggio inviato dal ministro degli Esteri polacco J. Beck all’ambasciatore polacco in Francia Lukasiewicz, il 20 agosto 1939 (a soli 10 giorni dallo scoppio della guerra), in cui affermava che la Polonia non aveva trattati militari di qualsiasi tipo con l’Unione Sovietica e non aveva alcuna intenzione di firmarne. La posizione di Varsavia paralizzò i colloqui sulle questioni militari tra Unione Sovietica, Regno Unito e Francia, che si aprirono a Mosca il 12 agosto 1939. In realtà, le posizioni dei partner dell’Unione Sovietica, Regno Unito e Francia, non furono molto più costruttive. Gli “Alleati” portarono al tavolo delle trattative un’opzione alternativa, una guerra comune contro la Germania, a condizioni tali che l’Unione Sovietica avrebbe dovuto sopportarne l’80-90% del peso. Nel frattempo la Germania chiese con decisione che Varsavia affrontasse il problema del corridoio polacco senza indugio, per esempio attraverso un referendum dalla supervisione internazionale. Il piano di Berlino era che la Germania ottenesse il diritto di costruire o una galleria o una strada extraterritoriale che la collegasse alla Prussia orientale, nel caso in cui la maggioranza della popolazione del corridoio avesse preferito rimanere sotto il controllo polacco. In caso contrario, la Polonia avrebbe avuto il diritto alle comunicazioni extraterritoriali col porto di Gdynia e Danzica, quest’ultima doveva essere annessa alla Germania.
Guidato da Londra e Parigi e indirettamente da Washington, il governo polacco continuava a respingere l’offerta della Germania. I veri responsabili, che si trovavano dall’altro lato dell’Oceano Atlantico, avevano necessità della guerra e non della pace. Il loro piano era di lasciare che questa piccola guerra evolvesse in una tra Germania e Unione Sovietica. Nel complesso, né Stalin né l’URSS avevano alcun motivo per entrare in guerra e il 23 agosto 1939 Unione Sovietica e Germania firmarono il Patto di non aggressione a Mosca che, tra l’altro si basò sul Trattato di neutralità sovietico-tedesco del 1926, prorogato da Hitler nel 1933 e ancora efficace nel 1939. Vanno citate due valutazioni del Patto. Il primo di P. N. Miljukov, membro di spicco del Partito Democratico Costituzionale russo, che nel 1917 era ministro degli Esteri del governo provvisorio post-zarista. Disse: “Per quanto riguarda l’accordo tra Hitler e Stalin sulla neutralità della Russia. le democrazie occidentali, qualora decidano di combattere la Germania, prenderanno la decisione su base volontaria già dopo la firma del patto sovietico-tedesco del 23 agosto… È possibile immaginare che un qualsiasi russo voglia che la Russia, non ancora riarmata, accetti l’intero onere della guerra col potente esercito di Hitler? Qual è la colpa di Stalin in quelle circostanze? Optare per la neutralità, e quindi guadagnare tempo? Ovviamente il patto non era diretto contro le democrazie, e se un giorno la mappa del mondo apparirà molto diversa da quella che ci aspettiamo, dovranno, rimproverate voi stessi e non l’URSS…” Il seguente è un estratto del messaggio cifrato inviato a Parigi dall’ambasciatore francese a Mosca: “L’accordo del 23 agosto non è quel colpo insidioso per la Polonia e per noi che la Germania spera che sia”. Ciò era assolutamente vero. Ed altrettanto vero fu che il patto tedesco-sovietico rese impossibile a Regno Unito e Francia tradire l’URSS e la Polonia fu costretta ad esercitare del realismo. Purtroppo, divenne presto chiaro che Polonia e realismo erano fondamentalmente dei fenomeni eterogenei… La Polonia indipendente crollò anche prima di quanto chiunque, tra cui Hitler, avesse previsto. Dal punto di vista razionale, la sua scomparsa rese la garanzia d'”indipendenza” di Regno Unito e Francia, una volta presentata a quello Stato senza speranze, del tutto priva di senso e sembrò arrivato il momento d’iniziare le consultazioni di pace per disinnescare il conflitto. Tuttavia, Regno Unito e Francia dichiararono guerra alla Germania il 1° settembre 1939.
La sequenza degli eventi fu accuratamente programmata dall'”élite d’oro” internazionale e naturalmente non c’era alcuna possibilità di pace tra Regno Unito e Francia da un lato, e la Germania dall’altro. Va notato però che la guerra che Regno Unito e Francia combatterono contro la Germania non aveva praticamente causato alcun decesso fino alla primavera 1940, e rimase nella storia col nome di “strana guerra”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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Un commento su “In occasione dell’anniversario della Seconda guerra mondiale: Dietro le quinte della guerra tra Germania e Polonia

  1. Fabio Franceschini il said:

    Se sul fronte questo è vero in mare le vittime alleate erano già migliaia basti pensare che nel solo affondamento della royaloak morirono più di 700 marinai inglesi.

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