Navi russe nel Mediterraneo

Alessandro Lattanzio

Marshal Ustinov

La Marina Militare russa dispiega da alcune settimane un considerevole contingente navale nel Mediterraneo, formato da 20 unità; 18 navi e 2 sottomarini. 8 unità sono dotate del sistema missilistico Kalibr; Versione PL per i sottomarini ed NK per le navi di superficie. Il Ministero della Difesa della Federazione Russa aveva annunciato grandi manovre navali nel Mediterraneo orientale, con 26 unità navali e 34 velivoli, tra l’1 e l’8 settembre. Le manovre coinvolgeranno raggruppamenti di forze della Marina e delle Forze Aerospaziali, dichiarava il Comandante in Capo della Marina Militare russa Ammiraglio Vladimir Koroljov. “Le navi delle Flotte del Nord, del Mar Baltico, del Mar Nero e della Flottiglia del Caspio, così come aerei a lungo raggio, parteciperanno all’esercitazione. 26 navi da guerra della Marina, tra cui 2 sottomarini, e 34 velivoli vi prenderanno parte. La nave ammiraglia del gruppo è l’incrociatore lanciamissili Marshal Ustinov della Flotta del Nord. Nelle manovre effettueranno voli i bombardieri lanciamissili strategici Tu-160, velivoli antisom Tu-142 e Il-38, così come caccia Su-33 e Su-30SM dell’aviazione navale. Le missioni per la guerra anti-sottomarini e la difesa antiaerea, la protezione delle comunicazioni marittime, la lotta alla pirateria e l’assistenza a una nave in pericolo saranno svolti, così come il tiro pratico di missili e d’artiglieria. Al fine di osservare rigorosamente le norme del diritto internazionale, oltre a garantire la sicurezza della navigazione e dei voli aerei, le aree di addestramento sono già state dichiarate temporaneamente pericolose per i voli e la navigazione. Dopo le manovre le forze che vi partecipano saranno riportate ai punti di dispiegamento permanente. Le navi della Flottiglia del Caspio hanno compiuto il passaggio dal Mar Caspio via canale Volga-Don al Mar Nero, e la fregata Jaroslav Mudryj della Flotta Baltica arrivava nella regione effettuando manovre dal Mar Rosso, dove aveva svolto compiti per contrastare la pirateria. A tal fine, verrà utilizzato il Centro di comando principale della Marina Militare dotato di sistemi di controllo automatizzati e moderni sistemi di comunicazione”.
Dal 26 agosto, la Marina Militare russa dispiegava quindi nel Mediterraneo l’incrociatore lanciamissili Marshal Ustinov, il cacciatorpediniere lanciamissili Severomorsk, le fregate lanciamissili Admiral Grigorovich, Admiral Essen, Admiral Makarov, Jaroslav Mudrij e Pytlivyj, le corvette lanciamissili Vyshnij Velochok, Grad Svjazhsk e Velikij Ustjug, la corvetta leggera lanciamissili Mirazh, i sottomarini Kolpino e Velikij Novgorod, le navi d’assalto anfibio Azov, Nikolaj Filchenkov e Orsk, i dragamine Valentin Pikul e Turbinist, la nave da ricognizione elettronica Ekvator, la petroliera Ivan Bubnov, la nave-officina PM-82 e la nave d’appoggio Professor Nikolaj Muru. La nave da ricognizione elettronica Jurij Ivanov attraversava il canale della Manica forse in rotta per il Mediterraneo.
Il Ministero della Difesa russo dichiarava che le operazioni russe in Siria avevano eliminato 86000 terroristi e 830 loro capi, compresi 4500 immigrati dalla Federazione Russa e dalla CSI. La Federazione Russa aveva testato 231 tipi di armamenti nelle operazioni in Siria. “Navi e sottomarini della Marina russa hanno effettuato 100 attacchi con missili da crociera Kalibr sugli obiettivi dei terroristi. I velivoli strategici a lungo raggio della Forza Aerospaziale russa hanno effettuato 66 attacchi con missili da crociera aerolanciati in aria”, che 166 obiettivi distrutti. 70 velivoli senza equipaggio Forpost e Orlan-10 effettuavano voli nei cieli siriani ogni giorno, effettuando più di 25000 voli di ricognizione rilevando 47500 bersagli nemici. “Come risultato delle operazioni, le truppe siriane, sostenute dalle forze russe, hanno liberato dai terroristi oltre 1400 insediamenti, oltre il 96% del territorio è sotto il controllo delle truppe e delle unità della milizia governative”, osservava il Ministero della Difesa russo. Oltre 63000 militari russi, tra cui 434 generali e circa 26000 ufficiali, hanno acquisito esperienza operativa in Siria, secondo il Ministero della Difesa, russa aggiungendo che il 91 per cento degli equipaggi dell’aviazione dell’esercito e il 60 per cento degli equipaggi delle forze strategiche a lungo raggio avevano acquisito esperienza in combattimento.

Brezhnev e Ustinov
Ustinov e Andropov

PS. Come mai nella Russia “anticomunista” di Putin, c’è un incrociatore che si chiama ancora Maresciallo Ustinov? Ustinov, per chi non lo sapesse, fu un grande Ministro dell’Industria della Difesa dell’Unione Sovietica di Brezhnev e Andropov.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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