L’India offre alla Cina l’accesso a nord-est con un cambio strategico

Abhishek G. Bhaya CGTN 29.08.2018

“L’India ha offerto una connettività alla Cina dalla regione nord-orientale al porto Chittagong del Bangladesh sull’Oceano Indiano nell’ambito di un ambizioso piano multilaterale complementare al Corridoio economico Bangladesh, Cina, India, Myanmar (BCIM) proposto dall’Iniziativa Fascia e Via di Pechino (BRI). New Delhi aveva anche invitato per la prima volta “limitati investimenti cinesi” proponendosi di stabilire un hub subregionale Bangladesh, Bhutan, India e Nepal (BBIN) che colleghi la regione nord-orientale senza sbocco sul mare con altri Paesi limitrofi, come il Trust della stampa dell’India (PTI) riferiva all’inizio di agosto, segno ancor più chiaro del cambiamento strategico nella posizione di Nuova Delhi su BRI. L’India ha finora rifiutato di partecipare al BRI affermando che il suo progetto principale di corridoio economico Cina-Pakistan (CPEC) passa attraverso il territorio conteso del Kashmir e quindi viola la sovranità di Nuova Delhi. Poiché il BRI ha cinque anni da quando fu ufficialmente annunciato dal Presidente Xi Jinping nel 2013, l’India sembra ricalibrare la sua posizione, cogli analisti che dicono che New Delhi potrebbe essere aperta ad infrastrutture e progetti di connettività nell’ambito delle strutture multilaterali (di SCO e BRICS) e del modello di cooperazione Cina-India Plus, recentemente promosso, aderendo formalmente alla posizione ufficiale d’opposizione all’iniziativa. Negli ultimi mesi, in particolare dopo l’incontro di Wuhan tra Xi e il Primo ministro Narendra Modi, New Delhi riferiva di aver riavviato diversi progetti relativi al BRI, tra cui un collegamento ferroviario dall’Afghanistan all’Asia centrale e alla Cina; un corridoio che collega Cina, Nepal e India; e il corridoio economico BCIM.

Avanzare i complementi del corridoio BCIM
Il piano indiano di connettività cinese attraverso il collegamento Agartala-Chittagong con la città portuale del Bangladesh completa il corridoio economico Bangladesh, Cina, India e Myanmar (BCIM). L’ultima proposta collegherà la città portuale del Bangladesh di Chittagong con Agartala, capitale dello Stato nordorientale dell’India di Tripura. Il piano sembra complementare al corridoio BCIM, formalmente proposto nel 1999 ed inserito successivamente nella struttura BRI. Il corridoio mira a collegare la città cinese di Kunming con la città indiana di Kolkata attraverso Dhaka in Bangladesh e Mandalay in Myanmar. Secondo un rapporto PTI, l’ultimo piano indiano fu ideato dopo che una delegazione ministeriale degli Stati nord-orientali di Assam, Tripura e Nagaland guidati da Ram Madhav, alto dirigente del Bharatiya Janata Party (BJP), visitava la città di Guangzhou e aveva colloqui con uomini d’affari cinesi e indiani. Madhav aveva detto che l’India invitava la Cina a utilizzare il corridoio nord-orientale dell’India per accedere all’Oceano Indiano. “In precedenza avevamo solo pensato di fornire alla Cina l’accesso all’Oceano Indiano attraverso lo Stato confinante di Sikkim e il porto di Kolkata, ma anche il porto di Chittagong è un’ottima opportunità”.

Gli altri corridoi dell’India sono in sincronia col BRI?
Il Corridoio Cina Centrale-Asia Occidentale (CCWAC) corre orizzontalmente (est-ovest) attraverso l’Asia, dalla Cina occidentale alla Turchia, mentre il Corridoio dei Trasporti Internazionale Nord-Sud (INSTC) corre verticalmente attraverso il continente da Mumbai a Mosca attraverso l’Iran, rendendosi complementare. Molti analisti affermano che oltre all’opposizione al CPEC, le preoccupazioni di New Delhi riguardo al BRI derivano dall’ansia per l’estendersi della Cina nell’Oceano Indiano e nei Paesi confinanti nell’Asia meridionale.
“L’India non si oppone allo sviluppo delle infrastrutture nella regione, ma è preoccupata per le implicazioni strategiche di alcune iniziative a guida cinese”, dichiarava Darshana M. Baruah, direttore associato e analista della Carnegie India in un rapporto pubblicato di recente. “La connettività è sempre più vista come strumento per esercitare l’influenza della politica estera”, scriveva Baruah, aggiungendo: “Questa visione si riflette ai vertici diplomatici di Paesi come India, Giappone e Stati Uniti che hanno emesso forti osservazioni su connettività e infrastrutture”. In questo contesto, la partecipazione dell’India a due importanti progetti di corridoio multilaterale, il Corridoio dei Trasporti Internazionale Nord-Sud (INSTC) che coinvolge Iran, Russia e Paesi dell’Asia centrale; e il Corridoio di Sviluppo Marittimo Asia-Africa (AAGC) proposto congiuntamente da India e Giappone. sono visti da molti analisti come potenziali rivali del BRI cinese. Tuttavia altri osservatori sostengono che con l’emergere di un ordine mondiale multipolare, di cui Cina e India sono i principali fautori, i corridoi potrebbero divenire complementari al BRI rispetto ai diretti rivali.

India e Cina hanno bisogno di una reciproca “comprensione profonda”
L’NSTC, ad esempio, è un perfetto complemento economico al Corridoio della Cina centrale – Asia occidentale (CCWAC), secondo Sreejith Nair dell’Istituto per la pace e gli studi sui conflitti di New Delhi. Il CCWAC corre orizzontalmente (est-ovest) attraverso l’Asia, dalla Cina occidentale alla Turchia, mentre l’INSTC corre verticalmente attraverso il continente da Mumbai a Mosca attraverso l’Iran, rendendoli complementari, ragionava Nair in un pezzo per Eurasia Review. “Una volta interconnesse, le due iniziative possono aumentare la connettività intraregionale che porta a un mercato energetico unificato in Asia, consentendo la razionalizzazione dei prezzi dell’energia… Una maggiore connettività regionale spinge il potere contrattuale a favore degli acquirenti, consentendo prezzi più bassi, certamente d’interesse economico dell’India (e della Cina)”, chiariva. Analogamente, il corridoio marittimo AAGC potrebbe anche essere visto come legittimo partenariato India-Giappone per integrare le economie di Asia del Sud, Sud-Est e orientale con Oceania e Africa, senza necessariamente competere con la Via della Seta Marittima BRI, che opera anche nell’Oceano Indiano. Con lo slancio crescente verso la partnership Cina-India su connettività e progetti infrastrutturali, sarà davvero interessante vedere se il drago e l’elefante potranno danzare insieme annunciando il Secolo asiatico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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