L’Unione Sovietica NON invase la Polonia nel settembre 1939

Grover Furr

Introduzione
L’Unione Sovietica invase la Polonia il 17 settembre 1939? Perché chiederlo? Lo “sappiamo tutti” che si ebbe questa invasione. “Cercate!” Tutte le fonti autorevoli sono d’accordo. Questo evento storico è accaduto. Ecco un articolo su The New York Review of Books (30 aprile 2009, pagina 17) di Timothy Snyder, professore della Yale University, esperto accademico e fanatico anticomunista, che deve solo sapere che ciò che scrive per dirla educatamente, è falso: Perché il film (anche se non il libro)* inizia coll’invasione tedesca dell’Unione Sovietica nel 1941 piuttosto che coll’invasione e divisione della Polonia nel 1939. Lo Stato sovietico fu solo pochi mesi prima un alleato dei nazisti… (*”Defiance”)
“Behind Closed Doors” (serie PBS 2009): “Dopo aver invaso la Polonia nel settembre 1939, i nazisti e i sovietici divisero il Paese come decisero nel patto Molotov-Ribbentrop…”
Wikipedia: “L’invasione sovietica della Polonia”: “… il 17 settembre, l’Armata Rossa invase la Polonia dall’est…” http://en.wikipedia.org/wiki/Soviet_invasion_of_Poland
Tutti gli storici che ho letto, anche quelli che non si conformano ai paradigmi della guerra fredda, dichiarano senza problemi che l’Unione Sovietica invase la Polonia nel settembre 1939. Ma la verità è che l’URSS non invase la Polonia nel settembre 1939. Anche se le probabilità sono almeno 99 a 1, ogni libro di storia dice che lo fece. Devo ancora trovare un libro in inglese che su questo sia corretto. E, naturalmente, l’Unione Sovietica non fu mai “alleata della Germania nazista. Presenterò molte prove a sostegno di questa affermazione. Ci sono molte più prove a sostegno di ciò che dico molto più di quanto possa presentarne qui, e senza dubbio ancor più di ciò che non ho ancora nemmeno identificato o localizzato. Inoltre, all’epoca era ampiamente noto che non si verificò tale invasione. Lo dimostrerò. Probabilmente la verità sulla questione fu un’altra vittima della Guerra Fredda post-Seconda guerra mondiale, quando furono inventate o rese popolari molte falsità sulla storia sovietica. La verità su questo e molte altre domande riguardanti la storia del primo Stato socialista è semplicemente diventata “indicibile per una buona compagnia”. Demonizzare, uso la parola con cognizione di causa, non è troppo forte, la storia del movimento comunista e qualsiasi cosa abbia a che fare con Stalin è diventata de rigeur priva di rispettabilità. E non solo tra i sostenitori del capitalismo, ma tra noi, a sinistra, tra i marxisti, oppositori del capitalismo, l’ambiente naturale per un movimento per il comunismo. Qualche tempo fa, Doug Henwood mi mise alla prova sulla lista MLG a “difesa di Stalin”. Potrei scriverci su quali difese di Stalin hanno a che fare col “materialismo sensibile”, ma questo andrebbe oltre per me. (Lista MLG 17 maggio 2009). Doug crede di sapere qualcosa su Stalin e l’Unione Sovietica durante l’era staliniana. Ma no! Ma non si può biasimarlo troppo, poiché nessuno di noi lo sa. Più precisamente: “sappiamo” molte cose sull’Unione Sovietica e Stalin, e quasi tutte non sono vere. Abbiamo preso bugie per verità per tutta la vita. Sarò breve in questa presentazione. Ho preparato pagine web con riferimenti a gran parte delle prove che ho trovato (non tutte, sono solo troppe). Sto anche preparando una versione più lunga per eventuali pubblicazioni.

Il Trattato di Non-Aggressione tra Germania e Unione Sovietica nell’agosto del 1939
Per una discussione sugli eventi che portarono al Patto Molotov-Ribbentrop del 1939 un resconto eccellente è sempre Bill Bland, “Il patto di non aggressione tedesco-sovietico del 1939” (1990). Ho controllato ogni citazione in questo articolo; la maggior parte è disponibile online ora. È molto accurato, ma richiede molti più dettagli rispetto al presente articolo. Prima di entrare nella questione dell’invasione che non ci fu, il lettore deve familiarizzare con alcune idee sbagliate sul Trattato di non aggressione e sul perché sono false. Anche queste sono basate sulla propaganda anticomunista ampiamente, anche se ingenuamente, “creduta”. La più comune e più falsa di queste è riportata nella serie PBS “Behind Closed Doors”, “… nazisti e sovietici divisero il Paese come avevano deciso nel patto Molotov-Ribbentrop…” Questo è completamente falso, come rivelerà qualsiasi lettura del testo del Patto stesso. Basta leggere le parole sulla pagina (vedi sotto).
I sovietici volevano proteggere l’URSS e quindi preservare la Polonia indipendente
(Per il testo del Patto Molotov-Ribbentrop vedasi qui)
È convenzionalmente affermato come fatto che il Patto di non aggressione tra URSS e Germania (spesso definito “Patto Molotov-Ribbentrop” o “Trattato” dai due ministri degli Esteri che lo firmarono) fosse un accordo per “spartire la Polonia”, dividerla. Questo è completamente falso. Ho preparato una pagina con prove molto più complete; vedasi “I protocolli segreti del Patto MR NON previdero alcuna partizione della Polonia“.
Senza dubbio una grande ragione di tale falsità è questa: Gran Bretagna e Francia firmarono un patto di non aggressione con Hitler che “divise” un altro Stato, la Cecoslovacchia. Era l’accordo di Monaco del 30 settembre 1938. Anche la Polonia prese parte alla “spartizione” della Cecoslovacchia, sequestrando una parte dell’area di Cieszyn in Cecoslovacchia, anche se vi era solo una minoranza polacca. Questa invasione e occupazione non fu nemmeno concordata nell’Accordo di Monaco. Ma né Francia né Gran Bretagna fecero nulla al riguardo. Hitler conquistò la restante parte della Cecoslovacchia nel marzo 1939. Ciò non era previsto nell’Accordo di Monaco. Ma Gran Bretagna, Francia e Polonia non fecero nulla al riguardo. Quindi gli “alleati” anticomunisti Gran Bretagna, Francia e Polonia parteciparono alla divisione di uno Stato impotente! Forse è per questo che la “linea di partito” anticomunista è che anche l’URSS fece lo stesso? Ma qualunque sia la ragione di tale menzogna, rimane tale. L’Unione Sovietica firmò il Patto di Non-Aggressione con la Germania non per “spartire la Polonia” come gli Alleati fecero con la Cecoslovacchia, ma per difendere l’URSS. Il trattato includeva una linea di interessi sovietici in Polonia oltre cui le truppe tedesche non potevano andare nel caso in cui la Germania avesse sbaragliato l’esercito polacco con una guerra. Il punto era che, se l’esercito polacco fosse stato sconfitto, esso e il governo polacco potevano ritirarsi oltre la linea d’interesse sovietica, e così trovare un riparo, dato che Hitler aveva accettato di non andare oltre quella linea. Da lì potevano fare pace con la Germania. L’URSS avrebbe avuto uno Stato cuscinetto, armato e ostile alla Germania tra Reich e frontiera sovietica. I sovietici, “Stalin” per usare una cruda sineddoche (“parte che sta per il tutto”) non lo fecero per amore della Polonia fascista. I sovietici volevano un governo polacco, un qualche governo polacco. come cuscinetto tra URSS ed eserciti nazisti. L’assoluto tradimento del governo fascista polacco del proprio popolo frustrò questo piano. Per il resto del mondo, il governo polacco aveva due alternative nel caso in cui il suo esercito fosse stato distrutto da un aggressore.
1. Poteva rimanere nel Paese, spostando la capitale davanti l’esercito invasore. Da lì avrebbe potuto invocare la pace o arrendersi.
2. Il governo polacco poteva fuggire in un Paese alleato in guerra con la Germania: Francia o Gran Bretagna.
I governi di tutti gli altri Paesi sconfitti dalla Germania fecero una o entrambe queste cose. Il governo polacco, razzista, anticomunista, ultranazionalista, in breve fascista quanto gli altri, non fece nulla. Piuttosto che combattere il governo polacco fuggì nella vicina Romania. La Romania era neutrale. Entrandovi il governo polacco fu fatto prigioniero. La parola legale è “internato”. Non poteva operare come governo dalla Romania o attraversarla per andare in un Paese in guerra con la Germania come la Francia, perché permetterlo sarebbe stata una violazione della neutralità della Romania, un atto ostile contro la Germania. Discuterò ampiamente di “internamento” e legge internazionale sulla questione.

L’URSS non invase la Polonia, e tutti lo sapevano all’epoca
Quando la Polonia non aveva un governo, non era più uno Stato. (Discussione più dettagliata di seguito). Ciò significava che a quel punto Hitler non aveva nessuno con cui negoziare un cessate il fuoco o un trattato. Inoltre, i protocolli segreti del trattato MR erano nulli, poiché erano un accordo sullo Stato della Polonia e non esisteva più alcun Stato polacco. A meno che l’Armata Rossa non fosse intervenuta per impedirlo, non c’era nulla che impedisse ai nazisti di arrivare direttamente al confine sovietico. Oppure, come ora sappiamo che si preparava a fare, Hitler avrebbe potuto formare uno o più Stati filo-nazisti in ciò che poco prima era la Polonia orientale. In questo modo Hitler avrebbe potuto avere entrambe le cose: rivendicare ai sovietici che ancora aderiva all’accordo sulle “sfere d’influenza” del Patto MR mentre in realtà creava uno Stato ucraino fascista, nazista, militarizzato e nazionalista sul confine sovietico. A fine settembre fu concluso un nuovo accordo segreto. In esso la linea d’interesse sovietico era molto più a est della linea della “sfera di influenza” decisa un mese prima nel Protocollo segreto e pubblicata su Izvestiia e New York Times nel settembre 1939. Ciò rifletteva il maggior potere di Hitler, ora che aveva distrutto l’esercito polacco. Vedasi la mappa. In questo territorio i polacchi erano una minoranza, anche dopo la campagna di “polonizzazione” degli insediamenti polacchi nell’area negli anni ’20 e ’30. Si veda la mappa della popolazione etnica/linguistica. Come sappiamo che questa interpretazione degli eventi è vera? Come sappiamo che l’URSS non “aggredì” la Polonia quando occupò la Polonia orientale dal 17 settembre 1939, dopo che il governo polacco fu internato in Romania? Ecco nove prove:
1. Il governo polacco non dichiarò guerra all’URSS. Il governo polacco dichiarò guerra alla Germania quando l’invase il 1° settembre 1939. Non dichiarò guerra all’URSS.
2. Il comandante supremo polacco Rydz-Smigly ordinò ai soldati polacchi di non combattere i sovietici, sebbene ordinò alle forze polacche di continuare a combattere i tedeschi. Vedasi qui.
3. Il presidente polacco Ignaz Moscicki, internato in Romania dal 17 settembre, tacitamente ammise che la Polonia non aveva più un governo. Vedasi qui.
4. Il governo rumeno tacitamente ammise che la Polonia non aveva più un governo.
Vedasi qui. La Romania riconobbe che Moscicki faceva confusione quando dichiarò che aveva dato le dimissioni legalmente il 30 settembre. Così il governo rumeno inventò una storia secondo cui Moscicki si era già dimesso il 15 settembre, poco prima di entrare in Romania e di esservi internato (NYT 10.04.39, p.12). Si noti che Moscicki stesso non lo disse! La Romania aveva bisogno di tale finzione legale per cercare di eludere il seguente problema. Una volta che Moscicki fu internato in Romania, cioè dal 17 settembre 1939 in poi, non poteva fungere da presidente della Polonia. Poiché le dimissioni sono un atto ufficiale, Moscicki non potè dimettersi una volta in Romania. Per i nostri scopi attuali, ecco il punto significativo: sia i leader polacchi che il governo rumeno riconobbero che la Polonia era priva di governo una volta che il governo polacco passò il confine con la Romania e vi fu internato. Moscicki e la Romania volevano una base legale, una foglia di fico, per un governo del genere. Ma erano completamente in disaccordo su questa foglia di fico, che si denuncio per ciò che era: una finzione.
5. La Romania aveva un trattato militare con la Polonia contro l’URSS. La Romania non dichiarò guerra all’URSS. Il governo polacco in seguito affermò di aver “liberato” la Romania dagli obblighi previsti da questo trattato militare in cambio di un rifugio sicuro in Romania. Ma non ci sono prove di tale affermazione. Non c’è da meravigliarsi: è quantomeno improbabile che la Romania abbia mai promesso “rifugio sicuro” alla Polonia, poiché ciò sarebbe stato un atto di ostilità contro la Germania nazista. La Romania era neutrale e come discusso in seguito insistette per imprigionare il governo polacco e disarmare i polacchi costretti ad aver attraversato il confine con la Romania. La vera ragione per cui la Romania non dichiarò guerra all’URSS è probabilmente quella data in un articolo del 19 settembre 1939 sul New York Times: “Il punto di vista rumeno sull’accordo antisovietico rumeno-polacco è che sarebbe operativo solo se l’attacco sovietico fosse un evento isolato e non conseguenza di altre guerre”. “Una Romania ansiosa guarda la frontiera”. NYT 09.19.39, p.8. Ciò significa che la Romania riconobbe che l’Armata Rossa non era alleata della Germania in “un’altra guerra”. Questo è il tacito riconoscimento della posizione sovietica e tedesca che la Polonia non aveva più un governo, e quindi non era più uno Stato.
6. La Francia non dichiarò guerra all’Unione Sovietica, sebbene avesse un trattato di nutua difesa con la Polonia. Vedasi qui per il testo ricostruito del “protocollo militare segreto” di questo trattato, che fu “perso”, cioè che il governo francese mantiene ancora “segreto”
7. La Gran Bretagna non chiese mai all’Unione Sovietica di ritirare le truppe dalla Bielorussia occidentale e dall’Ucraina occidentale, le parti dell’ex-Stato polacco occupate dall’Armata Rossa dal 17 settembre 1939. Al contrario, il governo inglese concluse che questi territori non dovevano far parte di un futuro Stato polacco. Persino il governo polacco in esilio era d’accordo! Vedasi qui. Questi documenti sono in russo con citazioni pertinenti tradotte in inglese sotto.
8. La Società delle Nazioni non decise che l’URSS avesse invaso uno Stato membro. L’articolo 16 del patto della Società delle Nazioni richiedeva ai membri di adottare sanzioni commerciali e economiche contro qualsiasi membro che “ricorresse alla guerra”. Alcun Paese prese sanzioni contro l’URSS. Alcun Paese ruppe le relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica per questa azione. Tuttavia, quando l’Unione Sovietica attaccò la Finlandia nel 1939, la Lega votò l’espeulsione dell’Unione Sovietica, e diversi Paesi ruppero le relazioni diplomatiche con essa. Vedasi qui. Una risposta molto diversa! Che ci dice come la Lega vedesse l’azione sovietica nel caso della Polonia.
9. Tutti i Paesi accettarono la dichiarazione di neutralità dell’URSS. Tutti, compresi i belligeranti alleati dei polacchi Francia e Gran Bretagna concordarono che l’URSS non era una potenza belligerante, non partecipava alla guerra. In effetti accettarono l’affermazione dell’URSS secondo cui era neutrale. Vedi “Proclamation 2374 on Neutrality” di FDR, 4 novembre 1939: “…esiste uno stato di guerra infelice tra Germania e Francia, Polonia, Regno Unito, India, Australia, Canada, Nuova Zelanda e Unione del Sud Africa…”, qui ed anche “152 – Dichiarazione sulle aree di combattimento” – definisce, “i porti belligeranti inglesi, francesi e tedeschi in Europa o in Africa…” (qui. L’Unione Sovietica non era menzionata come belligerante. Ciò significa che gli Stati Uniti non consideraono l’URSS in conflitto con la Polonia. Per l’affermazione di neutralità dell’Unione Sovietica vedasi qui. Naturalmente, un Paese non può “invadere” un altro paese e tuttavia affermare credibilmente che è “neutrale” nella guerra che coinvolge quel Paese. Ma nessuno di tali Paesi dichiarò l’URSS un belligerante. Non gli Stati Uniti, la Società delle Nazioni o qualunque altro Paese al mondo.

Lo stato polacco crollò
Il 17 settembre 1939, quando le truppe sovietiche attraversarono il confine, il governo polacco aveva smesso di funzionare. Il fatto che la Polonia non avesse più un governo significava che non era più uno Stato. Il 17 settembre, quando Molotov consegnò all’ambasciatore polacco nell’Unione Sovietica Grzybowski la nota, Grzybowski disse a Molotov che non sapeva dove fosse il suo governo, ma fu informato che avrebbe dovuto contattarlo attraverso Bucarest. Vedasi qui. In effetti gli ultimi elementi del governo polacco passarono il confine con la Romania e quindi furono internati il 17 settembre, secondo un dispaccio della United Press pubblicato a pagina quattro del New York Times del 18 settembre dalla località di Cernauti, Romania. Vedasi qui Senza un governo, la Polonia come Stato aveva cessato di esistere secondo il diritto internazionale. Questo fatto è negato, più spesso semplicemente ignorato, dagli anticomunisti, per i quali è d’ostacolo. Diamo uno sguardo da vicino al problema nella prossima sezione. Ma una riflessione sul momento rivelerà la logica di tale posizione. Senza governo, col governo polacco internato in Romania, si ricordi, non c’è nessuno con cui negoziare; alcun organismo responsabile di polizia, governi locali ed esercito. Gli ambasciatori polacchi non rappresentano più il loro governo, perché non esisteva. (Vedi qui, in particolare l’articolo NYT del 2 ottobre 1939 )

La questione dello Stato nel diritto internazionale
Vedasi qui per maggiori dettagli. OGNI definizione di “Stato” riconosce la necessità di un governo od “autorità politica organizzata”. Una volta che il governo polacco attraversò il confine con la Romania, non c’era più. Persino i funzionari polacchi al tempo lo riconobbero cercando di creare l’impressione che “il governo” non fosse mai stato internato non essendo stato consegnato ad alcuno prima di entrare in Romania. Vedasi la discussione su Moscicki e il suo “desiderio di dimettersi” il 29 settembre 1939, già citato. Così, TUTTI, compresi i polacchi, riconobbero che, internandosi in Romania, il governo polacco aveva creato una situazione in cui la Polonia non era più uno “Stato”. Questa non fu solo “un’interpretazione ragionevole”, non solo una deduzione logica e intelligente, ma una tra le possibili deduzioni. Come dimostro in questo articolo, era praticamente l’interpretazione di tutti al momento. Ogni grande potenza, più l’ex-primo ministro polacco, lo comprese. Una volta risolto questo problema, tutto il resto passava.
*Il Protocollo Segreto del Patto MR non era più valido, in quanto riguardava le sfere d’influenza in “Polonia”, lo Stato. Al più tardi, il 15 settembre, la Germania decise che la Polonia non esisteva più come Stato (discusso ulteriormente qui). Quando la Polonia cessò di esistere come Stato, questo Protocollo segreto non si applicò più. Quindi se volevano i tedeschi potevano marciare fino alla frontiera sovietica. Oppure, ed è questo che Hitler avrebbe fatto se l’Unione Sovietica non avesse inviato truppe, avrebbero potuto creare Stati fantoccio, come uno Stato nazionalista ucraino filo-nazista. In ogni caso, una volta che Hitler decise che la Polonia non esisteva più come Stato, e quindi che l’accordo del Patto Molotov-Ribbentrop sulle sfere d’influenza nella Polonia non era più valido, l’Unione Sovietica aveva solo due scelte: o inviare l’Armata Rossa nell’Ucraina occidentale e nella Belorussia occidentake per stabilirvi la sovranità; o lasciare che Hitler inviasse l’esercito nazista al confine sovietico.
* Poiché lo Stato polacco aveva cessato di esistere, il patto di non aggressione sovietico-polacco non era più in vigore. L’Armata Rossa poteva attraversare il confine senza “invadere” o “‘aggredire” la Polonia. Mandando le truppe oltre confine, l’Unione Sovietica rivendicava la sovranità, quindi alcun altro poteva farlo, per esempio uno Stato nazionalista ucraino filo-nazista, o la stessa Germania nazista.
* La legittimità deriva dallo Stato e non c’era più uno Stato polacco. Perciò l’esercito polacco non era più un esercito legittimo, ma una banda di uomini armati che agiva senza alcuna legittimità. Non avendo alcuna legittimità, l’esercito polacco avrebbe dovuto immediatamente deporre le armi e arrendersi. Certo, poteva continuare a combattere, ma in quel caso non più da esercito legittimo, ma come partigiani. I partigiani non avevano alcun diritto tranne che le leggi del governo cui rivendicavano la sovranità.
* Alcuni nazionalisti polacchi affermano che i sovietici dimostrarono la loro “perfidia” rifiutando, dopo aver inviato truppe oltre la frontiera, di permettere all’esercito polacco di attraversare il confine con la Romania. Ma questo è del tutto sbagliato. L’URSS aveva relazioni diplomatiche con la Romania. L’URSS non poteva permettere a migliaia di uomini armati di attraversare il confine da zone in cui deteneva la sovranità verso la Romania, Stato confinante. Immaginate se, diciamo, Messico o Canada tentassero di permettere a migliaia di uomini armati di attraversare il confine verso gli Stati Uniti!

Rinegoziazione delle “sfere dell’influenza” 28 settembre 1939
Vedasi qui. Tutto questo fu riferito direttamente da una comunicazione Ribbentrop (ministro degli Esteri tedesco) a Schulenburg (ambasciatore tedesco a Mosca) del 15-16 settembre, Telegramma n. 360 del 15 settembre 1939, con riferimento alla “possibilità della formazione in questa area di nuovi Stati”. Si noti che Ribbentrop era molto scontento all’idea che i sovietici “prendessero la minaccia tedesca alle popolazioni ucraine e della Russia bianca come motivo per l’azione sovietica” e voleva che Schulenberg ottenesse che Molotov desse qualche altro motivo. Non ebbe successo; questo fu esattamente il motivo che i sovietici diedero: “Né si può chiedere al governo sovietico di rimanere indifferente al destino dei fratelli di sangue ucraini e bielorussi che abitano in Polonia, che anche prima erano privi di diritti e che ora sono stati abbandonati al loro destino. Il governo sovietico ritiene suo sacro dovere tendere la mano di aiuto ai fratelli ucraini e bielorussi che abitano in Polonia”. TASS, 17 settembre 1939; citato in New York Times del 18 settembre 1939, p. 5; anche Jane Degras (a cura di), Documenti sovietici sulla politica estera 1933-1941, vol. III (Londra / New York: Oxford University Press, 1953), pp. 374-375. Il governo tedesco già considerava la Polonia non esistere più, non vi era alcun riferimento alla “Polonia” ma solo a “zona ad est della zona d’influenza tedesca”, ecc.

Imperialismo polacco
Una parola per spiegare il riferimento sovietico al “destino dei fratelli di sangue ucraini e bielorussi che abitano la Polonia”. Al trattato di Riga firmato nel marzo 1921 la Repubblica Russa (l’Unione Sovietica non fu formata ufficialmente che nel 1924), esaurita la guerra civile e l’intervento straniero, accettò di cedere metà di Bielorussia ed Ucraina agli imperialisti polacchi in cambio di una disperatamente necessaria pace. Usiamo le parole “imperialisti polacchi”, perché i polacchi, di madrelingua polacca, erano una piccola minoranza nella Bielorussia occidentale e nell’Ucraina occidentale, aree che passarono alla Polonia con questo trattato. Il regime capitalista polacco quindi incoraggiò i polacchi etnici a popolare queste aree per “polonizzarle” e imporre ogni sorta di restrizioni all’uso delle lingue bielorussa e ucraina. Fino all’inizio del 1939, quando Hitler decise di rivoltarsi contro la Polonia prima di entrare in guerra coll’URSS, il governo polacco manovrava per unirsi alla Germania nazista in una guerra all’Unione Sovietica per conquistare altro territorio. Ancora il 26 gennaio 1939, il ministro degli Esteri polacco Beck ne discusse col ministro degli Esteri nazista Joachim von Ribbentrop a Varsavia. Ribbentrop scrisse: … 2. Poi ho parlato con Beck ancora una volta della politica che la Polonia e la Germania avrebbero perseguito nei confronti dell’Unione Sovietica e in questo contesto parlato anche della questione della Grande Ucraina e nuovamente proposto la collaborazione polacco-tedesca in questo campo. Beck non fece mistero del fatto che la Polonia avesse aspirazioni dirette sull’Ucraina sovietica e un collegamento col Mar Nero…” (Originale in Akten zur deutschen auswärtigen Politik .. Serie D. Bd. VS 139-140. Traduzione inglese in Documenti sulla politica estera tedesca 1918-1945 . Serie D. Vol. V. Il documento in questione è il n. 126, pp. 167-168, citazione a pagina 168. Anche in russo in Dio Krizisa T. 1, Doc. No. 120).
Il ministro degli Esteri polacco Beck disse a Ribbentrop che la Polonia avrebbe voluto cogliere TUTTA l’Ucraina all’URSS, perché quello era l’unico modo con cui la Polonia avrebbe potuto “collegarsi al Mar Nero”. Occupando Bielorussia occidentale ed Ucraina occidentale, l’Unione Sovietica riunì bielorussi e ucraini di est e ovest. Questo è ciò che i sovietici intendevano dicendo che “liberavano” queste aree. La parola “liberazione” è convenzionalmente usata quando una potenza imperialista occupante si ritira, ed è quello che successe qui.

Il governo polacco in esilio
All’inizio di ottobre 1939 i governi inglese e francese riconobbero un governo polacco in esilio in Francia (in seguito si trasferitosi in Gran Bretagna). Questo fu un atto di ostilità contro la Germania, ovviamente. Ma Gran Bretagna e Francia erano già in guerra con la Germania. (Gli Stati Uniti decisero di rifiutarsi di riconoscere l’occupazione della Polonia, ma trattarono il governo polacco in esilio a Parigi in modo equivoco. Evidentemente non erano sicuri di cosa fare). L’URSS non potè riconoscerlo per una serie di motivi:
* Riconoscerlo era incompatibile con la neutralità dell’URSS. Sarebbe un atto di ostilità contro la Germania, con cui l’URSS aveva un patto di non aggressione e il desiderio di evitare la guerra.(L’URSS lo riconobbe nel luglio 1941, dopo l’invasione nazista).
* Il governo polacco in esilio non poteva esercitare alcuna sovranità.
* La cosa più importante: se l’URSS riconosceva il governo polacco in esilio, l’URSS avrebbe dovuto ritirarsi ai confini del periodo precedente al settembre 1939, perché il governo polacco in esilio non avrebbe riconosciuto mai l’occupazione sovietica di Bielorussia occidentale e Ucraina occidentale. Quindi la Germania avrebbe semplicemente marciato fino alla frontiera sovietica.
Permettere ciò sarebbe stato un crimine contro il popolo sovietico, ovviamente. E, come ben presto inglesi e francesi decisero, un colpo contro di loro e grande spinta per Hitler. Vedasi qui.

Governo polacco unicamente irresponsabile
Alcun altro governo durante la Seconda guerra mondiale fece qualcosa di lontanamente simile a quello che fece il governo polacco. Molti governi di Paesi occupati dall’Asse costituirono “governi in esilio” per continuare la guerra. Ma solo il governo polacco si internò in un paese neutrale, privandosi quindi della capacità di funzionare come governo, spogliando il proprio popolo dell’esistenza come Stato. Cosa avrebbe dovuto fare il leader del governo polacco, una volta compreso che erano stati completamente battuti militarmente? Il governo polacco avrebbe dovuto rimanere da qualche parte in Polonia, se non nella capitale, a Varsavia, nella Polonia orientale. Se avesse creato una capitale alternativa in Oriente, cosa cui i sovietici si erano preparati a fare ad est di Mosca, nel caso in cui i nazisti l’avessero catturata, avrebbero potuto preservare una Polonia “fratturata”. Lì avrebbe dovuto capitolare come, per esempio, il governo francese fece nel luglio 1940. Oppure avrebbe potuto chiedere la pace, come fece il governo finlandese nel marzo 1940. Allora la Polonia, come la Finlandia, sarebbe rimasta uno Stato, anche se avrebbe certamente perso territorio. Oppure, il governo polacco poteva fuggire in Gran Bretagna o Francia, Paesi già in guerra con la Germania. I capi di governo polacchi potevano fuggire in aereo in qualsiasi momento. Oppure raggiungere il porto polacco di Gdynia, che resistette fino al 14 settembre, e fuggire via mare. Perché non lo fecero? I capi del governo polacco pensavano che potevano essere uccisi? Bene, allora? Decine di migliaia di loro concittadini e soldati furono uccisi! Forse credevano davvero che la Romania avrebbe violato la neutralità con la Germania e gli avrebbe permesso di passare in Francia? Se lo credevano, erano incredibilmente stupidi. Non c’è mai stata alcuna prova che il governo rumeno gli diede il permesso di farlo. Credevano che Gran Bretagna e Francia gli avrebbero “salvati”? Se è così, anche questo fu incredibilmente stupido. Anche se inglesi e francesi intendevano davvero schierare un grande esercito per attaccare le forze tedesche in occidente, l’esercito polacco avrebbe dovuto resistere almeno un mese contro la Wehrmacht, forse di più. Ma l’esercito polacco fu posto in rotta dopo i primi due giorni di guerra. O forse fuggirono semplicemente per pura codardia. Questo è ciò che suggerisce il loro volo da Varsavia, capitale polacca. Tutto ciò che accadde in seguito fu dovuto al governo polacco internato in Romania. Ecco come il mondo avrebbe potuto essere diverso se una Polonia “fratturata” fosse rimasta dopo la resa a Hitler:
* Una Polonia “fratturata “poteva accettare un patto di mutua difesa che includesse l’URSS. Ciò avrebbe riavviato la “sicurezza collettiva”, l’alleanza antinazista tra alleati occidentali e Unione Sovietica che i sovietici cercarono, ma i capi inglesi e francesi rifiutarono. Questo avrebbe
– fortemente indebolito Hitler;
– probabilmente evitato gran parte dell’Olocausto ebraico;
– certamente impedito l’occupazione di Francia, Belgio e il resto d’Europa;
– certamente ha impedito milioni di morti sovietici.
* La Polonia poteva emergere dalla Seconda guerra mondiale come stato indipendente, forse neutrale, come Finlandia, Svezia o Austria. Tutto questo, e altro ancora, se solo il governo polacco fosse rimasto nel Paese almeno il tempo necessario per arrendersi, come fecero tutti gli altri governi.

Conclusione
In una discussione sulla lista MLG del marzo 2008 Barbara Foley scrisse: “… Se noi di sinistra vogliamo vedere un movimento rivitalizzato per il rovesciamento rivoluzionario del capitalismo e la costruzione di società egualitarie che consentano agli esseri umani di essere umani, allora abbiamo bisogno della comprensione più chiara possibile dei risultati e fallimenti di precedenti tentativi di trasformazione sociale rivoluzionaria. Molte grandi cose accaddero nell’URSS e in Cina mentre queste società tentavano di costruire il socialismo; ci furono anche molte tragedie e rovesci. Barbara colpiva nel segno. Non scopriremo mai come costruire una società giusta, egualitaria basata su collettività e cooperazione, ciò che fu tradizionalmente chiamato “comunista”, finché non apprendiamo le lezioni, positive e negative, dalla ricca storia ed esperienze di chi ci ha preceduto.

L’Unione Sovietica
Innanzitutto tra questi i nostri predecessori sono i coraggiosi, intelligenti e visionari aderenti dell’Unione Sovietica durante il periodo di Lenin e Stalin (metto Krusciov in una categoria completamente diversa). Loro, e specialmente Josif Stalin, sono stati calunniati e demonizzati dal nemico di classe, dai capitalisti e loro ricercatori. Questo è appropriato. È logico che i capitalisti e chi sostiene lo sfruttamento odino Lenin, Stalin e i comunisti del loro tempo. Tuttavia, gli esperti del nemico di classe hanno mostrato molta più coscienza di classe di noi! Non solo hanno promosso bugie che li avvantaggiano e ci scoraggiano, è normale. Ma ci hanno persuaso a credere a tali bugie! e questo è il NOSTRO difetto.

Falsità sull’URSS durante il periodo di Stalin, 1920-1953
Ho trascorso gran parte dell’ultimo decennio a studiare i documenti degli archivi ex-sovietici che sono stati resi pubblici dalla fine dell’URSS nel 1991, gettando una luce completamente nuova sulla storia dell’URSS durante il periodo di Stalin. Potrei riassumere la lezione principale citando il titolo di una canzone di Weird Al Yankovich: “Tutto ciò che sai è sbagliato”. La storia dell’URSS in questi anni va rifatta da capo. Ecco una lista di alcuni eventi cardinali ampiamente o completamente distorti nella storiografia anticomunista (inclusa la storiografia anticomunista nella stessa Russia):
La cosiddetta “carestia artificiale in Ucraina” è un mito. Fu l’ultima di una serie di carestie naturali causate da fallimenti dei raccolti verificatisi frequentemente in tutta la storia russa e che sono note alla maggior parte delle società agricole. Gli imputati nei famosi “Processi-spettacolo di Mosca” del 1936, 1937 e 1938 non furono incastrati, ma furono colpevoli almeno di quei crimini che confessarono.
Anche Lev Trotzkij, processato in contumacia in ognuno di questi processi, cospirò con Germania e Giappone per rovesciare il governo sovietico, porre fine al Comintern, smembrare l’Unione Sovietica e sabotare la difesa durante la guerra, a condizione di ottenere un aiuto futuro per il potere.
Il “Grande Terrore” delle esecuzioni di massa che ebbe luogo nell’URSS tra il 1937 e il 1938 fu un tentativo di alcuni leader del Partito e del capo dell’NKVD (la polizia segreta) Nikolaj Ezhov di seminare sfiducia e malcontento tra la popolazione sovietica per indebolirla e facilitare così il rovesciamento del regime sovietico. Stalin e gli altri dirigenti del Partito associatigli si opposero e misero fine a questo, quando se ne resero conto.
Stalin tentò duramente d’istituire un tipo di democrazia socialdemocratica nell’URSS negli anni ’30, e fece ulteriori tentativi negli anni ’40, ma trovò opposizione e fu sconfitto in questo dai leader del Partito.
Il famoso attacco di Nikita Khrushjov a Stalin nel suo “Discorso Segreto” al 20° Congresso del Partito nel febbraio 1956 è completamente disonesto. Uno studio attento di ciascuna delle “rivelazioni” di Khrushjov, o accuse contro Stalin e Lavrentii Berija, mostra che ognuna di esse può essere dimostrata falsa alla luce delle prove documentali provenienti dagli archivi ex-sovietici.
Potrei fare una lista molto più lunga. In breve, nulla ci è stato detto; nulla nei famosi libri canonici antisovietici e anti-staliniani citati abitualmente, è degno di fiducia.

Il nostro compito
È facile sentirsi indignati per tali menzogne grossolane. Ma forse non dovremmo essere sorpresi dal fatto che i ricercatori anticomunisti, finanziati dalle istituzioni capitaliste, debbano falsificare la storia dell’Unione Sovietica e del movimento comunista in generale. Cosa dovremmo aspettarci che facciano? Invece, dovremmo guardare alle nostre mancanze. È il tempo che la sinistra mostri la stessa coscienza di classe degli “studiosi” capitalisti. Dobbiamo vederne le falsità. È essenziale che spazziamo via le montagne di menzogne sulla storia dell’URSS e del movimento comunista internazionale del XX secolo e impariamo cosa successe realmente, così possiamo valutarne debolezze e punti di forza e imparare a fare meglio. Fin quando non intraprenderemo seriamente questo compito, i nostri sforzi per costruire una società migliore di giustizia ed uguaglianza non potranno avere successo. Tutte le nostre critiche e teorie saranno costruite su fondamenta menzognere. Althusser, Foucault, Deleuze e Guattari, Zizek, Badiou e molti altri, tutti “credevano” alle bugie di Khrushjov sulla storia sovietica e su Stalin, e teorizzarono di conseguenza.

Cina
C’è anche un tentativo di demonizzare Mao Zedong e la Rivoluzione Culturale. C’è anche un tentativo di recuperare la Rivoluzione culturale, il Partito comunista cinese e Mao più in generale. Su questo è stato fatto un lavoro davvero interessante! Il nostro stesso Dan Vukovich, già della Santa Clara e ora insegnante a Hong Kong, contribuisce a questo sforzo. Abbiamo bisogno di uno sforzo simile sulla storia sovietica del periodo di Stalin (così come di prima e dopo). Il tentativo anticomunista, in gran parte riuscito, finora, di demonizzare Stalin e l’Unione Sovietica durante il suo tempo, fa parte di un più ampio piano reazionario, persino fascista: condannare allo stesso modo come malvagi i tentativi rivoluzionari di raggiungere una società non sfruttatrice di uguaglianza e giustizia. Dobbiamo semplicemente resistergli con tutto ciò che abbiamo. Ma possiamo farlo solo con un lavoro storico paziente. Il lavoro teorico va basato sulla realtà storica – su ciò che è realmente accaduto, non sulle falsità. Il principale fallimento tra chi recupera l’esperienza comunista cinese è, ancora una volta, l’unilateralità. In risposta alla totalizzante negatività dei falsificatori anticomunisti, essi sono tentati di abbracciare un atteggiamento positivo ugualmente totalizzante sulla Rivoluzione Culturale. Eppure la Rivoluzione Culturale fallì e la Cina si è rivolta decisamente al capitalismo prima che Mao morisse. Un simile movimento storico si verifica in Russia, per recuperare Stalin e gli anni di gloria dell’URSS, quando gli occhi di gran parte dell’umanità erano sui successi, evidenti e apparenti, della collettivizzazione, dell’industrializzazione e del socialismo nell’URSS. Ma questo movimento è anche fatalmente unilaterale, una reazione borghese contro la demonizzazione reazionaria dell’URSS e di Stalin. Le “critiche” della storia comunista che oggi passano come verità non solo nei libri di testo e nella cultura borghese, ma anche a sinistra, sono peggio che inutili: sono una cortina di fumo di bugie. Lo scopo è oscurare ciò che è realmente accaduto e così impedirci di apprendere le vere lezioni dei successi e dei fallimenti dei nostri predecessori comunisti.

Studio dialettico e marxista necessario
I tentativi di recuperare le rivoluzioni cinese e sovietica, che potremmo chiamare, come lo chiamavano i cinesi, “esperienza storica della dittatura del proletariato”, condividono alcuni gravi difetti:
– per la maggior parte non usano una metodologia marxista;
– non sono intraprese allo scopo di capire “cosa è giusto” e “cosa è andato storto” dal punto di vista delle lezioni da apprendere, positive e negative, su come realizzare una rivoluzione comunista e costruire la società comunista.
Perciò corrono il rischio di cadere in schemi nazionalisti, piuttosto che marxisti o comunisti. Il nostro compito è imparare le lezioni, positive e negative, dall’esperienza sovietica e cinese, così noi e chi verrà dopo di noi, so possa far meglio la prossima volta. Per far ciò dobbiamo sapere cosa successe veramente. La mia presentazione di oggi è intesa come piccola parte di questo lavoro essenziale.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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