CPEC cruciale per lo sviluppo della Cina

Wang Peng, Global Times 26/8/2018

I leader di Cina e Pakistan hanno raggiunto un accordo nel 2013 per promuovere congiuntamente la costruzione del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC), che rappresenta un punto di riferimento nella storia delle relazioni bilaterali. Coll’attuazione del progetto CPEC negli ultimi cinque anni, le tradizionali relazioni politiche e strategiche tra i due Paesi sono divenute una partnership pragmatica sempre più profonda dalla strategia economica vincente. La costruzione del CPEC ha un significato strategico ed economico per Cina, Pakistan ed Asia meridionale. È universalmente riconosciuto che la sicurezza è il nocciolo dell’interesse nazionale, poiché gli interessi politici, economici e culturali di un Paese possono a malapena essere salvaguardati se la sua sopravvivenza nazionale è minacciata. Attualmente, Cina, Pakistan, India e molti altri Paesi sono minacciate delle “tre forze” estremismo, separatismo e terrorismo. Secondo le statistiche, un numero significativo di terroristi in Cina si è infiltrato dall’estero. D’altra parte, alcuni cittadini cinesi, ingannati e sottoposti al lavaggio del cervello da idee religiose estreme, hanno abbracciato l’estremismo aderendo ad organizzazioni terroristiche e tornando in Cina per lanciare attacchi terroristici. Per reprimere le “tre forze”, la cooperazione internazionale è di primaria importanza, in particolare il coordinamento tra i Paesi dell’Asia meridionale, occidentale e centrale, che fungono da principali porte d’ingresso all’infiltrazione e fuga dei terroristi cinesi. Da questo punto di vista, gli sforzi congiunti di Cina e Pakistan nella lotta al terrorismo e alle “tre forze” non sono solo favorevoli al mantenimento della sicurezza comune dei due Paesi, ma anche utili alla stabilità dell’Asia centrale e meridionale. Le “tre forze” sono generate da una combinazione di molti fattori, tra cui il sottosviluppo di aree specifiche è il più importante. La Cina ha sempre sostenuto che una delle condizioni necessarie per rimuovere fondamentalmente il terreno fertile per il terrorismo è promuovere energicamente lo sviluppo coordinato dell’economia e società regionali.
Nel 1999, il Comitato centrale del Partito comunista cinese propose formalmente la strategia dello sviluppo occidentale. Negli ultimi 20 anni, le province centrali e occidentali hanno compiuto notevoli progressi, ma velocità e qualità dello sviluppo non possono ancora eguagliare quelle delle province o città costiere della Cina sud-orientale. L’indice di sviluppo urbano e il reddito dei residenti in province e regioni come Xinjiang, Tibet, Qinghai, Gansu, la Mongolia Interna, Guizhou, ecc., sono di gran lunga inferiori a quelli delle province costiere. Le ragioni del divario sono varie, ma l’assenza di porti nell’entroterra è senza dubbio uno svantaggio importante. Considerando che il trasporto marittimo è relativamente economico e sicuro, la Cina deve attribuire grande importanza alla costruzione della rotta sud della Via della Seta, cioè collegare la CPEC alla cintura economica della Via della Seta e sostenere lo sviluppo economico e sociale del Pakistan come priorità assoluta della strategia della Via della Seta. Ci sono pro e contro nel divario dello sviluppo tra la Cina orientale e quella occidentale. Da un lato, rappresenta una seria sfida agli sforzi del governo per sostenere lo sviluppo di Xinjiang e Tibet per eliminare la povertà. Dall’altro, sostiene il dividendo demografico della Cina e offre un’opportunità storica per la “seconda riforma e apertura”. Le vaste regioni centrali e occidentali hanno i loro vantaggi per costo del lavoro, terreni e risorse naturali. Pertanto, sulla base dell’accesso all’Oceano Indiano e della ferrovia Cina-Pakistan, la zona economica speciale di Kashgar e altre città occidentali dovrebbero diventare “porti interni” che collegano gli oceani, ricreando così il miracolo di Shenzhen e diventando il motore della seconda grande apertura e sviluppo della Cina.
Xinjiang e Tibet sono i territori della Cina su cui il governo ha piena sovranità. Pertanto, finché la Cina occidentale avrà accesso all’Oceano Indiano, probabilmente trarrà vantaggio dal surplus di capitale per sostenere queste aree in cui sono necessari fondi per lo sviluppo. Lo sviluppo economico di Tibet e Xinjiang è destinato ad aumentare notevolmente i tassi di occupazione locali, riducendo la criminalità, promuovendo il progresso sociale, trasformando le tradizioni sociali e infine formando un circolo virtuoso di trasformazione sociale e sviluppo economico.

L’autore è ricercatore associato presso l’Istituto di studi finanziari di Chongyang della Renmin University of China e ricercatore dell’Istituto Charhar.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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