L’inarrestabile modernizzazione militare russa

Joaquin Flores FRN 28 agosto 2018

Manovre di ogni tipo, esercitazioni, esibizioni internazionali di armamenti, tutto questo è aumentato in modo significativo sponsorizzato dalle Forze armate della Russia. Eppure solo pochi anni fa erano in grave deterioramento. Oggigiorno, la questione della produzione di armamenti russi sempre più avanzati appare sui giornali occidentali ed è ancora oggetto di discussione tra politici e militari statunitensi ed europei. Allo stesso tempo, c’è il costante aumento dei Paesi interessati a importare materiale russo. Quindi, come fecero i militari russi, ridotto quasi a zero dopo la caduta dell’Unione Sovietica, a recuperare tanta forza?

Periodo di decadenza 1991 – 2008
L’eredità militare dell’Unione Sovietica fu grande: quella delle vittorie degli eroi nella Seconda guerra mondiale e dei migliori costruttori di armamenti del mondo. Tuttavia, il crollo del blocco sovietico lasciò un’eredità di altro tipo, cioè la completa demoralizzazione dell’esercito nel pieno di una gravissima crisi finanziaria. L’allora presidente, Boris Eltsin ordinò la formazione delle Forze Armate della neonata Federazione Russa, nel maggio 1992, 133 giorni dopo la caduta dell’URSS. In questo modo, al nuovo esercito fu lasciato un patrimonio complesso di 3 milioni di soldati, il più grande arsenale nucleare del mondo e molti problemi. Le Forze Armate della Russia hanno ricevuto tutte le unità militari, società, istituzioni ed organizzazioni dell’esercito sovietico che si trovavano nel suo nuovo territorio o sotto sua giurisdizione. Quindi, c’erano formazioni militari in Germania, Mongolia, Cuba e altrove, che ovviamente finirono per essere un peso troppo grande per uno Stato post-collasso logorato. In tale difficile situazione, le autorità russe furono costrette a ridurle di tre volte, a un milione. Di conseguenza, decine di migliaia di militari finirono letteralmente per strada, poiché lo Stato non era nemmeno in grado di fornire alloggi a tutti i veterani. Per chi rimase la vita non fu di molto migliore: la paga era scarsa e con ritardi di diversi mesi. Nel frattempo, i finanziamenti per l’addestramento e la preparazione militare erano impossibili. La gravità della situazione fu evidenziata dall’esperienza sul campo, nonostante alcuni tentativi di riforma alla fine degli anni ’90. Tra questi, vanno ricordati l’esibizione russa nella prima e nella seconda guerra cecena e il conflitto in Ossezia del Sud nel 2008. Quest’ultimo fu l'”ultima goccia” per il comando militare russo. Sebbene il Paese avesse vinto il conflitto, rivelò numerose imperfezioni nell’organizzazione delle Forze Armate, specialmente nelle comunicazioni e scambio di informazioni. Centinaia di carri armati, aerei e veicoli di fanteria dovevano essere rottamati.

L’inizio del piano di modernizzazione
La Guerra dei Cinque Giorni del 2008, con tutti i difetti e le lezioni, e i nuovi ordini dai governi Putin e Medvedev, furono il punto di partenza per una profonda riforma delle Forze Armate russe. I cambiamenti interessavano il personale, con ottimizzazione e miglioramento dell’addestramento, e la struttura dell’esercito. I sei distretti militari furono sostituiti da quattro, lo stipendio aumentato in modo sostanziale, così come il numero di alloggi. Una parte ancora più importante della riforma fu il riarmo dell’esercito russo. Secondo il programma di sviluppo degli armamenti per il 2020, il nuovo tasso di armamento delle Forze Armate, che nel 2010 era di circa il 20%, avrebbe dovuto raggiungere il 70%. Oggi l’indice ha già superato il 60%. I programmi militari russi sono numerosi, con aggiornamenti e materiali completamente nuovi. Uno degli obiettivi principali del programma è il rafforzamento dell’arsenale delle armi ad alta precisione e la modernizzazione della Forza missilistica strategica e della Forza aerospaziale. Tra i mezzi più avanzati integrati nell’arsenale russo vi sono i missili balistici intercontinentali RS-24 Jars, i carri armati T-14 Armata, il caccia Su-57 di quinta generazione, i sistemi missilistici S-500, portaelicotteri Priboj e sottomarini strategici Borej. L’elenco non include ancora i programmi militari storici della Federazione Russa annunciati dal Presidente Vladimir Putin al messaggio all’Assemblea federale del 1° marzo, diverse settimane prima della rielezione. Questi sono armamenti di una generazione completamente nuovi, la maggior parte dei quali al momento “non hanno analoghi al mondo”: missili ipersonici Kinzhal, missili da crociera Avangard, missili balistici intercontinentali Sarmat, missili da crociera a propulsione nucleare Burevestnik, droni sottomarini Posejdon e complessi laser Peresvet. La maggior parte di questi progetti è in via di completamento.

E’ tornata la corsa agli armamenti?
I frutti della riforma militare in Russia s’illustrarono nell’operazione antiterroristica di Mosca in Siria su richiesta del Presidente Assad. Gli attacchi aerei ad alta precisione portati dall’aviazione russa cambiarono completamente la situazione nella regione devastata da guerra e terrorismo salafita, in contrasto con l’azione della coalizione internazionale degli Stati Uniti che causava enormi perdita di vite civili intenzionalmente o per via di sortite indiscriminate e imprecise. Certo, in questi tempi turbolenti, il rafforzamento militare di un Paese, specialmente come la Russia col suo vasto territorio, solleva interrogativi sulle intenzioni. La dirigenza politica occidentale, ad esempio, approfitta di tali pian per “dimostrare” le ambizioni aggressive di Mosca, accusandola di riprendere una nuova corsa agli armamenti. L’unico problema è che tale “corsa” non è incoraggiata dalla Russia. La riforma militare si basa generalmente su due fattori: la necessità di ripristinare un adeguato sistema di difesa paragonabile al peso geopolitico del Paese, e in secondo luogo dall’inesorabile avanzata delle forze della NATO a est, ai confini russi, nonostante le promesse. Allo stesso tempo, le autorità russe cercano di persuadere gli Stati Uniti a “riprendersi” e a ripristinare la parità nucleare nel mondo, violata proprio da essi. In un mondo in cui il linguaggio della forza sembra l’unico strumento di dialogo, la Russia non può rimanere “silenziosa”. “Nessuno ci ha ascoltato, ascoltate ora”, è la frase del presidente russo che descrive il concetto di rinascita russa come grande potenza militare.

Il futuro della modernizzazione militare russa e il crollo delle forze armate statunitensi
Il futuro degli armamenti russi, insieme alla modernizzazione militare generale, è promettente. A differenza del sistema statunitense, il complesso industriale militare russo ha rigorosi controlli sui prezzi, il che significa che i costi di ricerca, sviluppo e produzione sono gestiti sotto rigorosa supervisione governativa. Ciò significa migliorare l’efficienza attraverso la regolamentazione: i costi sono contabilizzati e oggi nell’Esercito russo non si troverà mai un asse del water con spruzzo termico da 800 dollari. Tali esorbitanti costi nelle forze armate statunitensi sono giustificati dal capitalismo del libero mercato, anche se esiste come forma di benessere, poiché tali alti profitti basati sulla spesa dei contribuenti vengono poi reinvestiti in altre imprese redditizie. Poiché i principali generali di punta sono anche importanti detentori di quote nelle aziende militari statunitensi, c’è anche lo scopo di legare finanziariamente e ideologicamente, così come condurre famiglie militari, nel sistema capitalista clientelare rappresentativo di tale processo. E rappresentano anche parte della relazione invertita tra imprese e governo. Piuttosto che un governo che svolge un ruolo regolatore negli affari; negli Stati Uniti, le imprese svolgono un ruolo di deregolamentazione sul governo. Ciò è il prodotto delle regole lobbistiche in cui l’industria controlla il congresso, in assenza di regole di finanziamento elettorale, mentre in Russia la Duma ha il controllo dell’industria. Il modello statunitense in generale è fallimentare, e il processo descritto è vero anche in tutte le aree civili della vita statunitense. Di norma, la potenza degli Stati Uniti si eclissa a livello mondiale, e la rivoluzione multipolare che coinvolge America Latina, Eurasia Cina, Iran e l’Asse della Resistenza accelera. La modernizzazione militare russa è allo stesso tempo riflesso e causa di questo processo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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