Putin si propone di abbattere la dittatura del dollaro con l’oro

Paul Antonopoulos, FRN 27 agosto 2018

Il governo russo del Presidente V. V. Putin intende sbarazzarsi della “dittatura del dollaro” acquistando oro e vendendo titoli statunitensi, secondo la recente edizione del Die Welt. Le autorità russe non si aspettano nel prossimo futuro un miglioramento delle relazioni con l’occidente. Secondo l’analista James Rickards, intervistato dai redattori, le autorità russe hanno un “piano strategico”, poiché l’oro è un “investimento perfetto” per proteggersi dalle sanzioni statunitensi, spiegava. L’edizione notava che nell’ultimo decennio Mosca ha sistematicamente aumentato le riserve del metallo prezioso, aumentandone la quantità da 457 tonnellate nel 2008 a 1944 tonnellate nel luglio 2018. In questo senso, la Russia ha addirittura superato la Cina diventando il quinto Paese nel mondo per riserve auree, secondo Die Welt. Nel frattempo, al fine di adempiere al piano strategico, le autorità russe sono pronte ad assumersi alcuni rischi economici legati al calo dei prezzi dell’oro, che quest’anno ha già perso il 9% del valore, scriveva la pubblicazione. Secondo l’autore, la politica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha attivamente utilizzato il dollaro come arma contro altri Paesi, potrebbe far sì che l’oro giochi un ruolo molto più importante nel sistema finanziario globale.
In precedenza Bloomberg scrisse che a luglio la Russia aveva acquistato 26 tonnellate d’oro. Pertanto, il volume totale delle riserve auree del Paese ha raggiunto le 2170 tonnellate, dal valore stimato di 64 milioni di dollari USA per tonnellata, o circa 128 miliardi di dollari complessivamente. Tuttavia, il valore aumenterà in proporzione al numero di obbligazioni in dollari USA sul mercato, il cui valore è diminuito in modo significativo dalla metà degli anni ’80, essendo caratteristica del crollo dell’impero globale statunitense. La pratica dei Paesi che convertono la ricchezza in oro fisico è un evento prevalente nella corsa verso grandi conflitti militari. L’instabilità del dollaro costringe la Russia a pensare ad altri mezzi di pagamento coi partner della cooperazione tecnico-militare, affermava Dmitrij Shugaev, direttore dell’Agenzia federale per la cooperazione tecnico-militare. “Oggigiorno, ci sono molte domande sulla principale valuta di pagamento nei contratti d’esportazione: il dollaro USA. In primo luogo, fino a che punto essa è sicura… Non c’è certezza di ciò che sarà il dollaro domani. Tale situazione insieme alle sanzioni, imposte a noi e ai nostri partner, ci costringe a pensare alla necessità di cercare altri mezzi di pagamento”, dichiarava.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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