Cerimonia di accettazione dei MiG-29 nell’Aeronautica serba

Burjat

In Serbia, il 22 agosto 2018, i primi due caccia MiG-29 venivano accettati dall’Aeronautica, trasferiti alla repubblica dalla Russia nel quadro dell’assistenza tecnica militare. L’evento vedeva la partecipazione del presidente serbo Aleksandar Vuchic. Secondo il leader serbo, erano in corso riparazioni ed aggiornamenti di altri sei MiG-29, eseguiti congiuntamente da specialisti serbi e russi. Secondo Vucic, tutti i caccia saranno in servizio per la parata a Belgrado nel novembre 2018. Aleksandar Vuchic, alla presentazione dei due MiG-29 modernizzati dalla Russia, proponeva di nominarli dai piloti eroi caduti nel confronto coll’aggressione della NATO alla Repubblica Federale di Jugoslavia nel 1999. “La mia proposta, spero che le Forze Armate serbe l’appoggino, sia che questi aerei prendano il nome dagli eroi del periodo dell’aggressione della NATO: Velichkovic, Djuric, Radosavljevic, Pavlovich… Tutti hanno dato la vita”, aveva detto il presidente serbo. La biografia degli eroi data dall’agenzia Tanjug.
Ljubisa Velikovich
Colonnello-Generale delle Forze armate della FRJ, Assistente del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica militare e della difesa aerea. Fu ucciso il 1 giugno 1999, nel momento in cui controllava personalmente la prontezza al combattimento delle unità affidategli nella prima linea della difesa.
Zhivota Djuric
Tenente-Colonnello, Comandante del 241.mo Squadrone caccia-bombardieri. Fu ucciso il 25 marzo 1999, abbattuto sul territorio controllato dall’esercito di liberazione del Kosovo. Non volle arrendersi e cadde con l’aereo attaccato dal nemico.
Zoran Radosavljevic
Maggore, morì il 26 marzo 1999. Il suo corpo e i resti dell’aereo furono trovati nella zona della città bosniaca di Bijeljina. Alla vigilia del deollo, la madre del pilota lo pregò di non volare. “Mamma, devo”, ricorda le parole della madre, “che ne sarà di un uomo se perde la patria?” “Noi piloti dobbiamo metterci in prima linea e così salvare almeno un bambino nel nostro Paese”.
Milenko Pavlovich
Colonnello comandante del 204.mo Reggimento caccia. Morì il 4 maggio in combattimento con l’aviazione della NATO.
Come riportato da Bmpd, in seguito ai risultati dei negoziati tra la leadership serba e le autorità russe, nel dicembre 2016 fu raggiunto un accordo secondo cui le Forze Armate serbe nel 2017 avrebbero ricevuto 6 caccia MiG-29, 30 carri armati T-72S e 30 BRDM-2, oltre ad altro materiale militare. La parte più importante del contratto sono i sei caccia MiG-29 delle VKS della Russia, precedentemente attivi presso la base aerea di Millerovo (31.mo Reggimento caccia). Gli aerei sono un dono del Ministero della Difesa russo alle Forze Armate serbe. I quattro monoposto e i due “scintille” sono in condizioni di volo, ma inizialmente era previsto che la Serbia pagasse agli impianti di riparazione aeronautici russi i costi associati al loro trasferimento, il prolungamento delle risorse, la riparazione e la modernizzazione dei sei aeromobili, così come di altri quattro MiG-29 serbi. Il pacchetto comprende anche la consegna di un gran numero di pezzi di ricambio, equipaggiamento supplementare e armi, sufficienti per le operazioni degli aerei per cinque anni. Questo è in netto contrasto con la pratica corrente del Ministero della Difesa della Serbia di acquisire componenti operativi “qui e ora”. Tuttavia, nel 2017 i piani cambiarono e la modernizzazione dei velivoli sarà effettuata in Serbia presso l’impianto di riparazione aeronautica Moma Stanoilovich di Batajnica, ma con l’assistenza tecnica di specialisti russi. Infine, dopo una lunga pausa, la Serbia avrà sette caccia MiG-29 monoposto operativi e tre caccia MiG-29UB, che permetteranno di condurre il normale processo di addestramento al combattimento, ora praticamente impossibile dato che l’Aeronautica e la Difesa aerea hanno operativi solo 2 MiG-29B, 1 MiG-29UB e 1 MiG-21UM, principalmente utilizzati per il pattugliamento.
Traduzione di Alessandro Lattanzio

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