Nuove armi laser russe possono distruggere i satelliti statunitensi

La Russia ripristina anche la rete di monitoraggio dell’era sovietica
Paul Antonopoulos, FRN 26 agosto 2018

Per rinforzare le difese militari orbitali della Russia, il gigante eurasiatico ha riattivato la rete globale di sorveglianza sovietica per monitorare gli oggetti vicini alla Terra, inclusi satelliti-spia statunitensi, NATO ed israeliani, secondo un istituto di ricerca. Il documento del Keldysh Institute of Applied Mathematics, afferma che gli osservatori sono stati riattivati negli Stati dell’ex-Unione Sovietica, e anche in Bolivia e Svizzera. La Russia potrà utilizzare nuove armi laser per colpire satelliti, astronavi e altri oggetti orbitali ostili. Di fatto, l’esercito russo ha compiuto un passo verso questa realtà cogli ingegneri del Paese che creavano un laser. Una fonte a marzo riferiva all’agenzia Interfax che il produttore di armamenti Almaz-Antej aveva “completato il lavoro sul complesso anti-satellite” dotato di laser ed apparecchiatura di controllo a terra. “Lo sviluppo di questo complesso ha avuto luogo, e il lavoro svolto permetterà di fare un passo avanti nella creazione di tali velivoli”, affermava la fonte. Secondo Interfax, le società della difesa avevo lavorato al laser montato su aereo, che se confermato, potrà colpire i satelliti nemici. La Russia “utilizzerà attivamente gli sviluppi acquisiti con la creazione del velivolo armato di laser A-60″ affermava. Inoltre, altri otto avamposti di stanza nella Russia occidentale, Moldova e Messico copriranno l’orbita geostazionaria sopra l’equatore. La rete è focalizzata su almeno 5000 oggetti catalogati nel database, tra cui satelliti, veicoli spaziali e detriti spaziali, oltre a raccogliere dati sui nuovi lanci. Ciò avviene quando la leadership statunitense prevede d’introdurre l'”US Space Force” entro il 2020, come annunciato dal presidente Donald Trump a giugno. Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence aveva detto che la Space Force sarò composta da un corpo d’elite di soldati addestrati a combattere nello spazio e da un comando spaziale che progetterà le strategie militari per la guerra oltre l’atmosfera.
The Hill riferiva che gli Stati Uniti attualmente hanno circa 859 satelliti in orbita, 166 dei quali di proprietà e gestiti dai militari, con esperti che credono che il numero dei satelliti in orbita aumenterà di migliaia nel prossimo decennio, contribuendo a guidare ciò che diverrebbe un l’industria da miliardi di dollari. Molti al Congresso rimangono preoccupati da una Forza Spaziale che creerà costi e burocrazia ulteriori nel dipartimento della difesa già molto burocratico e potrebbe istigare, piuttosto che scoraggiare le politiche di risposta daggli avversari. Tuttavia, i principali funzionari del Pentagono che inizialmente sollevarono preoccupazioni sull’istituzione di un “corpo spaziale”, compreso il segretario alla Difesa Jim Mattis e il segretario dell’Aeronautica Heather Wilson, hanno fatto marcia indietro, continuava The Hill. Pertanto, bisogna chiedersi se l’iniziativa della Russia sia l’inizio della propria cosiddetta Forza Spaziale sfidando la spinta degli Stati Uniti ad avere la completa supremazia nello spazio.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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