La stazione della CIA a Mosca è stata silenziata

Cos’è successo e perché?
Paul Antonopoulos, FRN 26 agosto 2018

Uno sviluppo importante del crollo dell’impero di carta degli USA , è la ‘Stazione della CIA a Mosca’ silenziata. Le comunicazioni degli informatori che operano per spionaggio, sovversione, destabilizzazione, assassinio, traffico di droga e tratta di esseri umani, conosciuti nel mondiale come “CIA”, sono cessate. Il servizio di intelligence degli Stati Uniti non riesce a spiegare pubblicamente cos’è successo. L’assenza di una chiara spiegazione pubblica ne fa sorgere una razionale: sin da quando le autorità russe hanno reagito purgando l’ambasciata degli USA a Mosca del loro personale in eccesso (rispondendo alla rimozione di diplomatici russi dagli Stati Uniti e alla pressione per rimuovere i diplomatici russi dagli uffici consolari in numerosi altri Stati), la CIA ha anche perso informatori cruciali. In altre parole, si dimostrano le accuse russe che l’ambasciata degli Stati Uniti agisse come “Stazione della CIA a Mosca”. Col silenzio dei suoi informatori, la CIA è all’oscuro delle intenzioni di Mosca sulle imminenti elezioni negli USA. Anche il New York Times ha trattato questa storia, conferendole una parvenza di credibilità di regime. Sebbene gli agenti della CIA non credessero che le loro fonti venissero compromesse dai sospetti, sarebbero state neutralizzate dal controspionaggio russo. La dichiarazione proviene da fonti vicine all’intelligence statunitense. Questo è un cambiamento storico: la Russia ha operato rimuovendo l’accesso della CIA alle attività russe sin dai tempi dell’URSS. Si prevede che gli agenti della CIA che lavorano a Mosca finiranno per stabilire una connessione live con DC, ma a un livello operativo molto più basso, riportando di argomenti lontani dai circoli del potere.
Prima delle elezioni del 2016, che vedevano Donald Trump verso a presidenza, la CIA avrebbe ricevuto informazioni cruciali da informatori vicini al Cremlino e persino al Presidente Vladimir Putin, secondo il rapporto. Il testo aggiungeva che gli agenti affermavano di avere difficoltà ad ottenere informazioni dalla Russia a causa della loro espulsione dal Paese. Un ex-agente aveva detto al giornale che il lavoro della CIA a Mosca è diminuito ed è sotto intensa sorveglianza. Funzionari della CIA hanno anche detto che le fonti vicine al presidente russo sono rarissime e che gli Stati Uniti ne hanno poche negli ultimi anni. Nel gennaio 2017, la comunità dei servizi segreti degli Stati Uniti affermò che Mosca cercò d’interferire nelle elezioni statunitensi, aggiungendo tuttavia che una possibile azione di hackeraggio non avrebbe influenzato l’esito del voto. Mosca respinge tali accuse d’ingerenza negli Stati Uniti, sostenendo che ciò viola i principi della politica estera russa. I servizi segreti statunitensi non hanno saputo fornire alcuna prova a sostegno delle loro affermazioni. Questo accadde l’anno scorso,quando il New York Times rivell per la prima volta il fallimento della CIA in Cina. Tra il 2010 e il 2012, circa 30 agenti statunitensi (o più, secondo alcune fonti) furono sequestrati e giustiziati e la rete della CIA nel paese asiatico fu distrutta dalle autorità cinesi. In effetti ciò dimostra che le due potenze in ascesa contro l’unipolarismo statunitense si sono depurate di spie, infiltrati e traditori al soldo degli statunitensi.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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