Putin infrange i sogni di Netanyahu

Joaquin Flores FRN 25 agosto 2018

Il Viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov ha suscitato scalpore dissipando numerose voci e “speculazioni” sul ruolo della Russia in Siria, e verso Iran e Israele. Dopo i difficili colloqui nell’incontro tra le delegazioni russa e statunitense per discutere della Siria, a Ginevra, in Svizzera, le dichiarazioni di Rjabkov rispecchiano quelle del Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e della portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova. Le precedenti dichiarazioni riflettono l’attuale politica ufficiale della Russia verso Iran e Siria, chiarendo tutte le osservazioni vaghe fatte nei mesi passati. I funzionari israeliani devono ancora commentare, ma ci saranno senza dubbio grandi risonanze alla dichiarazione di oggi, spazzando via le idee errate diffuse, anche dai media alternativi e sfere analitiche filo-russie Tuttavia, la diffusione di queste importanti “idee sbagliate” fu fondamentale nella guerra delle informazioni e solo analisti di alto livello con collegamenti a Mosca compresero la natura del discorso sulla guerra delle informazioni in cui erano coinvolti. In questo senso, questi giornalisti ed analisti erano partecipi a un aspetto importante della strategia russa, nel contesto della guerra di 4.ta generazione, lavorando alla creazione di un simulacro di iper-realtà. Nel pezzo di FRN due settimane fa, fu delineato l’imminente crollo strategico d’Israele, spiegando come la creazione da parte della Russia di una serie di (8) avamposti smilitarizzati protegga Siria ed alleati iraniani dagli attacchi israeliani e dai gruppi terroristici islamisti che invadono la Siria coll’aiuto dello Stato sionista. Putin ha efficacemente stanato Netanyahu, con uno stratagemma brillantemente coordinato che effettivamente lascia Netanyahu e lo Stato sionista disarmati diplomaticamente. Con una classica manovra da “Trono di Spade”, Putin ha complottato contro Netanyahu mentre camminavano “fianco a fianco” per onorare il Giorno della Vittoria a Mosca, proprio sulla Piazza Rossa. In effetti, le dichiarazioni di Rjabkov chiariscono che la Russia rispetta la presenza dell’Iran in Siria, che ha descritto legale. Ciò che dà ulteriore credito alla visione avanzata da FRN sono i numerosi articoli secondo cui gli Stati Uniti facevano pressione su Mosca per il ruolo di Teheran nel Paese arabo. Quindi, qualsiasi vaga dichiarazione precedente fatta da Mosca che dava credito alla teoria che fosse coinvolta nel “bilanciare” gli interessi di Israele contro l’Iran, era parte di questo simulacro, in cui le azioni sul campo venivano interpretate in modi diversi e da vari attori.
Chiarendo la posizione della Russia, oggi Rjabkov confermava che legalmente l’Iran è in Siria su richiesta ufficiale del governo siriano per aiutarlo a combattere il terrorismo. Anche l’agenzia TASS riportato questi commenti. Rjabkov aveva detto: “Trattiamo con grande rispetto i passi dell’Iran per dare sicurezza e agire in Siria su invito del governo legittimo del Paese,… Abbiamo molte incongruenze cogli statunitensi in quest’area,… Gli approcci sono direttamente opposti in alcuni casi, ma anche qui, ed è importante, vi sono motivi per continuare il dialogo sulla Siria…. Sochi e Astana non possono sostituire Ginevra; questi sono luoghi indipendenti, e tutte queste tracce si completano a vicenda. Presumiamo che Tehran abbia punti di vista simili al riguardo… Nel prossimo futuro si terranno nuovi contatti, anche sulla piattaforma di Ginevra, che consideriamo componente importante per un lavoro maggiore”. Rjabkov ribadiva che la Russia ha avuto molti disaccordi cogli Stati Uniti su questioni come la Siria, aggiungendo che Mosca era comunque pronta a negoziare con Washington sulla situazione nel Paese. Ma l’ostinazione degli Stati Uniti, spinta ironicamente dagli interessi israeliani nello stesso Congresso degli Stati Uniti, portava la Russia a porre fine alla sciarada interessata a fermare il ruolo dell’Iran nella guerra anglo-islamista-sionista alla Siria sovrana. Rjabkov ribadiva che la Russia continuerà a collaborare con l’Iran sulla Siria nel formato di Astana. Il funzionario dichiarava che la Russia non ha intenzione di minare i colloqui a guida ONU sulla Siria a Ginevra, sottolineando che le discussioni diplomatiche a Sochi e Astana dovevano essere considerate un complimento ai colloqui di Ginevra, posizione che ha detto era condivisa tra Mosca e Teheran.
L’Iran è in Siria per assistenza militare nel Paese da quando il conflitto è scoppiato nel 2011. E’ un modo diverso di dire che le unità combattenti iraniane sono in Siria con ruoli specifici, addestramento e ricognizione, guidando le unità siriane e nel lo schieramento di unità combattimenti delle forze speciali. FRN ricorda ai lettori che la Russia entrò in guerra alla fine del 2015. I due Paesi sono intervenuti in Siria su richiesta ufficiale del governo siriano. Washington, che è andata oltre il ruolo di finanziatore dei terroristi, invase la Siria nel 2014 anche se ripetute critiche provenivano da Damasco ai vertici diplomatici e alle Nazioni Unite, poiché si tratta di crimini di guerra. Di conseguenza, numerosi crimini contro l’umanità furono commessi dal regime di Washington. Israele e Washington erano critici nei confronti del ruolo iraniano e russo nel Paese, e questa è la cornice per comprendere la grande manovra che Putin ha giocato a Netanyahu. La Russia ribadiva di esser pronta a discutere il ritiro delle forze straniere dalla Siria quando gli Stati Uniti inizieranno a ritirare le proprie forze. L’unico ostacolo alla vittoria finale in questo conflitto contro gli invasori salafiti sostenuti dai Stati Uniti e Israele è che armano e aiutano lo SIIL. Tutte le mappe del teatro indicano le basi dello SIIL nelle aree occupate illegalmente dalle forze statunitensi in Siria e, prima ancora, in Iraq. Affermando che questa è la visione ufficiale della Russia, la portavoce del Ministero degli Esteri russo Marija Zakharova dichiarava che Washington ha una presenza militare “illegale” in Siria. Rispondendo a una domanda dell’agenzia IRNA in merito alla pressione degli Stati Uniti per il ritiro dell’Iran dalla Siria, Zakharova dichiarava: “Gli Stati Uniti dovrebbero prima ritirare le proprie forze se vogliono discutere del destino delle forze straniere in Siria”. Il Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva anche detto che tutte le forze straniere che rimangono in Siria senza il consenso legale del governo siriano dovranno lasciare il Paese. “Tutte le forze straniere che rimangono senza invito del governo siriano devono essere ritirate”, dichiarava Lavrov.
L’annuncio principale di oggi, e quelli del 22 agosto di Lavrov e del 23 agosto di Zakharova, sulla riunione di oggi a Ginevra e la successiva dichiarazione di Rjabkov, confermano la valutazione di FRN su questi eventi. Putin ha effettivamente sconfitto Netanyahu, e con quale trama storica e iperrealistica si è rivelata.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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