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La Serbia si arma contro la NATO

La situazione si acuisce: la Serbia cerca rassicurazioni contro la NATO
Paul Antonopoulos, Fort Russ 23 agosto 2018

Nell’ottobre 2017 la Russia consegnava alla Serbia 6 caccia MiG-29 nell’ambito del programma di assistenza tecnica militare. Ieri, l’Aeronautica serba riceveva 2 caccia modernizzati. Il pilota serbo Boris Mandic condivideva le impressioni dopo aver pilotato uno di questi aerei. La cerimonia solenne per presentare i due caccia nell’Aeronautica serba avveniva nell’aerodromo di Batajnica, presso la capitale Belgrado, e vi parteciparono il presidente Aleksandar Vucic e l’ambasciatore russo Aleksandr Chepurin. Mentre nessun politico serbo della coalizione di governo oggi ammetterebbe che la Serbia è impegnata in una discreta corsa agli armamenti, preparandosi a qualsiasi scenario. NATO e Stati Uniti fanno pressioni sulla Repubblica di Bosnia ed Erzegovina (B&H) per cambiarne radicalmente la costituzione. Il risultato sarebbe uno Stato unitario in cui la “Republika Srpska”, semi-Stato autonomo per lo più ortodosso dei serbi della B&H sarebbe interamente sotto il dominio islamista di Sarajevo. In tal caso, Lavrov osservò, già nel 2014, che la Russia avrebbe riconosciuto qualsiasi referendum avviato dai serbo-bosniaci per rompere completamente da uno Stato centralizzato. Tuttavia, ciò significherebbe l’enorme destabilizzazione della regione. Lo scopo sarebbe riunificare la “Repubblica serba” con lo Stato-nazione riconosciuto dall’ONU, la “Repubblica di Serbia”, con capitale Belgrado. Nel frattempo, gli estremisti albanesi continuano a spingere, con la sponsorizzazione degli Stati Uniti, la loro campagna di pulizia etnica e storica dei serbi dalla regione occupata del Kosovo. Allo stesso modo, la Russia riconosce questa regione occupata come parte integrante della Serbia. Storicamente, la Serbia viene spesso definita una sorta di “Malorossija”. Durante i grandi conflitti tra potenze del 19° secolo, si capì anche allora che un solo, forte, unificato Stato serbo con accesso all’Adriatico era a dir poco un’estensione della Grande Russia.
Vi sono diversi “movimenti di indipendenza” sponsorizzati dagli Stati Uniti nella oramai piccola nazione serba, per spezzarla ulteriormente. Un tempo, la Serbia era unita a cinque altri Stati ora indipendenti, in quella che era nota come Jugoslavia. Infranta nello stesso periodo dell’URSS, per ragioni simili. A differenza della Russia, col suo grande nucleo, la Serbia non poté resistere all’assalto totale di diversi ex-Stati jugoslavi sostenuti da Stati Uniti, NATO e UE. I serbi sono il popolo più filo-russo dei Balcani e le due lingue sono inter-intelligibili. Sulla cerimonia di presentazione dei due caccia, un veterano pilota serbo espresse le proprie opinioni sulla qualità dell’aereo. Il pilota e istruttore Boris Mandic spiegava come pilotava un MiG-29 e ne condivideva le impressioni sulle caratteristiche del caccia modernizzato. Secondo Mandic, il MiG-29 offre grandi possibilità al pilota, permettendo “di eseguire qualsiasi manovra e superare qualsiasi limite”. “Ho pilotato MiG-21 e MiG-29 e posso dirti che la differenza è enorme: sono diversi per potenza, manovrabilità, decollo”, affermava il pilota serbo. Mandic ricorda che il MiG-29 si basava sul MiG-21: le buone caratteristiche dell’ultimo furono perfezionate e portate al massimo.”Ecco perché il MiG-29 è considerato il miglior velivolo militare della sua classe”, aggiungeva. “Qualsiasi specialista confermerà che il MiG-29 è il velivolo migliore, più resistente, affidabile del mondo. Ha due potenti motori, le caratteristiche di volo sono indubitabili e il pilota si sentirà a proprio agio a bordo”, continuava a spiegare. Tuttavia, per volare su un aereo del genere è necessario sottoporsi ad un serio addestramento, osservava il pilota. Oltre a soddisfare severi requisiti medici, un pilota di MiG-29 deve avere buona preparazione psico-fisica e teorica e avere molte ore di volo. Per testare l’abilità dei futuri piloti, vengono utilizzati simulatori anti-g, centrifughe e camere isobariche. “La possibilità di volare su un MiG-29 è il culmine della carriera per un pilota militare. Siamo stati fortunati a riuscire a pilotare un aereo così perfetto, quasi in grado di superare le leggi della fisica e dell’aerodinamica, di superare la gravità”, concludeva.
L’esercito serbo di oggi è più grande di quanto le “proscrizioni” della NATO abbiano “incoraggiato”. Oltre a costruire una “struttura di risposta alle emergenze” a Nish, in Serbia, la Russia ha lavorato per sviluppare i rapporti con le agenzie d’intelligence serbe per frenare la corruzione USA-albanese del narcotraffico e a tenere “casa pulita”, nel caso in cui le crescenti tensioni vedano il ritorno delle violenze che colpirono la regione negli anni ’90. La differenza maggiore stavolta è che gli Stati Uniti sono militarmente incapaci di agire contro la Serbia, se la Russia continuerà ad aumentare sicurezza e relazioni con lo Stato dei Balcani occidentali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio