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Uno sguardo al nuovo caccia iraniano Kowsar

Military Watch 23 agosto 2018

Il 22 agosto le forze armate iraniane rivelavano un nuovo aviogetto da combattimento, il Kowsar, che sarebbe una piattaforma da combattimento di quarta generazione prodotto interamente nazionale. Mentre il caccia ha attirato notevole attenzione in tutto il mondo, con diverse fonti che l’indicavano come primo aviogetto da combattimento di produzione nazionale del paese, uno sguardo più ravvicinato alle origini della piattaforma e alle sue capacità fornisce una serie di interessanti rivelazioni sullo stato dell’aviazione militare iraniana. In effetti il Kowsar è lungi dall’essere il primo aviogetto da combattimento dell’Iran, con l’analogo Saeqeh che utilizza una cellula quasi identica, che ufficialmente compì il primo volo nel 2004 ed entrò in servizio nel 2007. Proprio come il Kowsar è strettamente derivato dal Saeqeh, così anche il Saeqeh è uno stretto derivato del F-5E Freedom Fighter statunitense, un caccia di terza generazione dell’era della guerra del Vietnam esportato in Iran assieme agli F-4E Phantom, più pesante e capace, e in seguito agli F-14 Tomcat. L’Iran ricevette quasi 300 caccia F-5, 166 dei quali erano della versione d’élite E, e sebbene le versioni più vecchie fossero vendute di seconda mano al Vietnam del Sud, il Freedom Fighter giocò un ruolo fondamentale nel tenere la linea contro la vasta flotta aerea irachena durante il Guerra Iran-Iraq. La chiave del successo del caccia leggero, in particolare rispetto ai più complessi e pesanti F-4 e F-14, sono semplicità e basso costo, rendendo relativamente semplice la manutenzione e l’acquisto di parti del caccia assai usato. Con l’Iran che cercava di sviluppare aviogetti da combattimento nazionali, la mancanza di esperienza nel campo e la scarsa base industriale del Paese significò che l’F-4E, piattaforma avanzata entrata in servizio nell’esercito statunitense nel 1965, era troppo complessa per considerare la retroingegneria, per non parlare dell’elitario F-14 Tomcat, che fino all’avvento della quinta generazione era il caccia occidentale più complesso e di alta manutenzione in servizio. L’F-5 tuttavia si rivelò un candidato ideale per la revtroingegenria, e il Saeqeh e il precedente meno noto Azarakhsh rafforzano le capacità del velivolo, con il primo entrato in servizio in numero considerevole e considerato aviogetto pienamente operativo. Il Saeqeh impiega due anziché uno stabilizzatore verticale, proprio come l’YF-17 e l’F-18 Hornet statunitensi, anch’essi fortemente derivati dal design dell’F-5. I caccia hanno anche sfoggiato nuove profili alari e prese d’aria quadrate, e la loro entrata in servizio è una pietra miliare fondamentale per l’aviazione militare iraniana.
Nonostante i progressi dagli F-5E venduti all’Iran, il Saeqeh non aveva le capacità di altri caccia dall’origine simile in servizio negli Stati Uniti ed alleati, tra cui l’F-18C Hornet e gli F-5E potenziati in servizio a Singapore, Taiwan e in misura minore in Svizzera e Tailandia. Nuovi avionica, display a testa alta, cockpit a vetri, oltre ai missili aria-aria dalla gittata visiva sono tra le nuove caratteristiche chiave che hanno permesso al progetto dell’F-5 di rimanere operativo, la maggior parte dei quali non erano possedute dai caccia F-5 dell’Iran. In particolare, la capacità di dispiegare missili aria-aria AIM-120B con raggio d’azione di 75 km, e nel caso della flotta F-5 di Taiwan i missili aria-aria a lungo raggio Sky Sword II nazionali era la chiave del successo dei programmi di estensione della vita del caccia, risorsa che manca completamente all’Iran. Mentre la struttura del Saeqeh è formidabile, appare armato solo di missili a raggio visivo derivati dall’AIM-9 Sidewinder e bombe guidate, ostacolandone seriamente le prospettive nel combattimento aereo, permettendo agli aviogetti ostili di ingaggiarlo a distanze considerevoli, incapace di rispondere. Il nuovo caccia Kowsar, pur incorporando una serie di funzionalità all’avanguardia tra cui l’uso di display heads up, reti dati militari digitali, monitor digitali multiuso, computer per calcolo balistico, sistemi di mappatura mobile intelligenti e nuovi sistemi radar e avionici, rappresenta tuttavia non un caccia completamente nuovo, ma piuttosto un ulteriore sviluppo del design dell’F-5 basato sul successo del Saeqeh. Dato che i caccia dovrebbero essere fabbricati al costo estremamente basso di 5 milioni di dollari per aeromobile, forse molto meno se entrasse in produzione di serie, l’Iran potrebbe cercare di acquisire il Kowsar in numero maggiore rispetto al Saeqeh, rendendolo il primo caccia leggero della sua flotta aerea. Mentre la flotta del Paese di aviogetti bimotore F-14 e MiG-29 continuerà ad essere il nucleo della flotta aerea iraniana, coi F-4 Phantom più veloci assegnati prevalentemente a ruoli d’interdizione piuttosto che superiorità aerea, il Kowsar potrebbe ben costituire il pilastro della flotta da combattimento multiruolo leggera del Paese, con ruolo complementare alle piattaforme più sofisticate costruite all’estero. Infatti, se si pensa che l’Iran acquisterà in gran numero aviogetti russi Su-30 per la superiorità aerea, il Kowsar potrebbe benissimo essere il complemento ideale per il caccia pesante, proprio come l’indonesiano F-16 e in futuro l’indiano Tejas svolgono un ruolo complementare agli aviogetti Su-30 nelle loro flotte. La questione chiave rimane comunque se l’Iran potrà sviluppare munizioni sofisticate per il nuovo caccia, in particolare oltre ai missili aria-aria della gittata visiva, le cui carenze sono in particolare la debolezza del Saeqeh seriamente limitandone la capacità d’ingaggiare aviogetti schierati da potenze rivali come gli F-18 o F-16 degli Stati Uniti, ampiamente usati da Stati del Golfo Arabo ed Israele.

Traduzione di Alessandro Lattanzio