Come la propaganda imperialista usa i genocidi per giustificare le guerre

Rainer Shea, Orinoco Tribune 8 novembre 2021Gli imperialisti hanno un’arma più potente della bomba atomica. Si chiama propaganda. Il tipo di propaganda messa a punto da decenni di pratica in false flag, storie di atrocità inventate e glorificazioni del militarismo. Coll’inizio della nuova guerra fredda e relativi progressi nel settore dell’alta tecnologia, la guerra cognitiva dell’impero statunitense ebbe portata e sottigliezza senza precedenti. Se gli aspiranti rivoluzionari statunitensi dovessero soccombere agli inganni che tale matrice della manipolazione ci prepara, il movimento verso la rivoluzione proletaria nel centro imperiale soccomberebbe alla stessa sorte dei progetti socialisti che Washington ha distrutto.

Lo sfruttamento dell’Olocausto da parte del sionismo
La maggiore tattica dell’impero in questa sovversione della mente è sfruttare l’empatia delle persone. Lo Stato sionista, fondato nello stesso periodo in cui iniziò la disinformazione della CIA, aprì la strada a tale prassi. Ronen Berelovich è un ebreo la cui famiglia perse molti membri nell’Olocausto. Nel suo documentario del 2009, The Zionist Story, racconta che crebbe in Israele, quindi usò il crimine di Hitler contro la sua famiglia come motivazione per entrare nell’esercito dell’occupazione. In seguito fu un nel movimento antisionista, col documentario che è il suo modo di tentare di rettificare i suoi errori. Concludeva: “Per razzismo, non c’è differenza tra Sudafrica dell’apartheid e Israele sionista. I sionisti, tuttavia, hanno l’arma più grande non disponibile all’apartheid sudafricano. Più grande di F-16, carri armati e missili nucleari messi insieme. Si chiama Olocausto. L’Olocausto consente ai sionisti di manipolare l’opinione pubblica mondiale e di soffocare ogni possibile discussione. È semplicemente la loro maggiore risorsa. Oggi essere antisionista è considerato antisemita, ed essere antisemita può mandarti in prigione in Europa. L’Olocausto è uno strumento così utile per i sionisti perché solo i mostri lo negano; è un prodotto del lato più oscuro del capitalismo, il fascismo, un male incomprensibile che va protetto dalla cancellazione con ogni mezzo necessario. E i sionisti sono ansiosi di sfruttare questo estremo potere emotivo che detiene l’Olocausto, usandolo come arma per smobilitare la resistenza contro il genocidio, la belligeranza regionale e le annessioni illegali perpetrate da Israele. Le forze del capitale dietro la formazione di Israele presero uno degli orrori che il capitale creò e ne usano il trauma storico come mazza per commettere altri di tali orrori nella Palestina occupata.
Gli imperialisti mirano a replicare tale modello di manipolazione su ogni altro fronte delle loro guerre, anche nella guerra nell’impero al comunismo. Vogliono che tutti coloro che si oppongono ai loro piani, non solo gli antisionisti, affrontino intimidazione e istigazioni che vengono diretti agli oppositori dell’occupazione israeliana. Lo fanno inventando costantemente storie di atrocità progettate per dare al pubblico l’impressione che i nemici di Washington siano tutti cattivi quanto Hitler, che gli imperialisti semplicemente s’intromettono nei Paesi per amore dell'”umanitarismo”. Poiché tale propaganda è modellata sullo sfruttamento dell’Olocausto da parte del sionismo, pur non avendo una base nei fatti storici che rendono l’Olocausto reale, sono di per sé sforzi per sfruttare l’Olocausto. Gli occidentali sono generalmente istruiti sugli orrori del genocidio nazista, quindi naturalmente hanno instillata una forte empatia per le popolazioni perseguitate. Tale empatia viene usata per convincerli a credere a storie inaffidabili di “genocidi” fabbricate dagli imperialisti.

La proiezione delle atrocità naziste sui comunisti
L’“Holodomor” è l’esempio originale di tale tentativo di attribuire i crimini dell’imperialismo ai suoi nemici. La sua creazione fu un attacco al primo Stato operaio, ei suoi creatori erano ironicamente gli stessi che perpetrarono l’Olocausto. Nella corsa alla propaganda per l’invasione dell’URSS da parte della Germania, i propagandisti nazisti inventarono affermazioni su Stalin che deliberatamente affamava l’Ucraina. Questi “racconti” furono poi spacciati nel mondo capitalista dall’impero editoriale di William Randolph Hearst, uno dei tanti alleati e promotori di Hitler nella struttura dell’imperialismo statunitense, e da allora furono adottati nell’ampia narrativa anticomunista. Gli fu anche dato un nome volutamente simile all’Olocausto, rendendolo ancora più cinico. Il regime fascista in Ucraina, installato da Washington col colpo di Stato del 2014, usa la narrativa su “Holodomor” per giustificare la ripetizione dei crimini della Germania nazista. Le promozioni del regime delle storie su atrocità sovietiche costituiscono la logica per vietare l’organizzazione comunista, incarcerare e torturare i dissidenti e glorificare i collaborazionisti ucraini che parteciparono all’Olocausto. Il regime sostiene che tali collaborazionisti sono gli eroici “padri fondatori” del Paese che “liberarono” dal comunismo, una narrativa che richiede reiterazioni della propaganda nazista come l’Holodomor. La persecuzione da parte del regime ucraino di ebrei, rom, comunità LGBT e russi, così come l’istigazione a paramilitarismo e guerra contro la Russia, sono le logiche conclusioni dell’accettazione della propaganda imperialista. Poiché i nazionalisti ucraini credono che i comunisti abbiano perseguitato il loro popolo e collegato i gruppi che attaccano a tale narrativa di persecuzione con la teoria cospirazionista del “giudeo-bolscevismo”, possono razionalizzare il compimento di tali orrori. Come avvertì Voltaire, “Chiunque può farti credere assurdità può farti commettere atrocità”.
Lo stesso vale per gli arbitri della campagna separatista uigura, che cercano di creare uno Stato separatista etno-nazionalista nella provincia cinese dello Xinjiang che chiamano “Turkestan orientale”. Tale fantasia è chiaramente modellata sul sionismo e, se avrà successo, senza dubbio implicherà immediatamente una guerra contro il resto della Cina parallelamente alla guerra anti-russa iniziata dall’Ucraina dopo il golpe di Washington. Tale violenta campagna ha un’agenda anticomunista altrettanto forte, dato che il suo obiettivo è il più grande Stato operaio del mondo. La motivazione della campagna deriva dai rapporti fasulli che la rete di propaganda della CIA produsse sulla Cina che commette un “genocidio” nello Xinjiang, una bugia che non solo alimenta una cultura della milizia tra gli uiguri della destra sinofobica nordamericana, ma alimenta le fiamme delle violenze estremiste uigure in Afghanistan. Tale violenza è perpetrata dal Movimento islamico del Turkestan orientale, l’organizzazione terroristica per procura degli Stati Uniti che Washington non considera nemmeno un gruppo terroristico. Ciò che Washington vuole che l’ETIM faccia in Afghanistan e in Cina è una versione ampliata di ciò che il fantoccio di Washington delle YPG ha già fatto nel nord-est della Siria.

Fare a Siria, Etiopia ed Eritrea quello che la NATO fece alla Jugoslavia
L’etno-stato curdo Rojava delle YPG commette numerosi crimini di guerra contro le culture vicine, affinché Washington possa usare tale Stato separatista come partner per derubare il petrolio della Siria. Ironia della sorte, tali atrocità e il terrorismo jihadista sostenuto dagli Stati Uniti che ha prodotto la guerra in Siria, sono razionalizzati dalla narrativa che Assad è colpevole di enormi atrocità. Negli ultimi dieci anni, il mondo fu bombardato con forse la più vasta ed elaborata propaganda su atrocità della storia, tutta diretta contro il governo siriano. Dai numerosi “attacchi chimici di Assad” che si rivelarono falsi o non commessi da Assad, al pluripremiato film di Netflix che promuove i terroristi siriani While Helmet sostenuti dalla NATO, alle dichiarazioni finte dei bambini rifugiati siriani sfruttati dai media, alle narrazioni che dipingono Assad come l’aggressore per essersi difeso dall’invasione jihadista da parte dei terroristi sostenuti dagli Stati Uniti, gli inganni sulla Siria furono enciclopedici. E come scrisse Maidhc Ó Cathail di Consortiumnews, servì tutto a sfruttare i ricordi dell’Olocausto, usando la paura della storia che si ripete per convincere la gente che c’è l’imperativo morale a rovesciare Assad. A sostegno di tale punto, Cathail citava Norman Finkelstein: “L’ironia è che l’olocausto nazista è ormai la principale arma ideologica per lanciare guerre di aggressione”, dice Norman Finkelstein a Yoav Shamir in “Defamation”, il pluripremiato documentario del cineasta israeliano del 2009 su come le percezioni dell’antisemitismo influenzano Israele e politica statunitense. “Ogni volta che vuoi lanciare una guerra di aggressione, tira fuori l’olocausto nazista”. Se si cercano prove a sostegno della tesi di Finkelstein oggi, si guardi alla mostra dell’US Holocaust Memorial Museum di immagini di corpi emaciati e maciullati dalla Siria… La piccola mostra, intitolata “Genocide: The Threat Continues”, presenta una dozzina di immagini che si dice provengano da un archivio di 55000 immagini presumibilmente contrabbandate fuori dal paese da “Cesare”, una misteriosa fonte che afferma di aver disertato col suo lavoro di fotografo militare siriano dopo aver ricevuto l’ordine di scattare foto di oltre 10000 cadaveri. Sottolineando la minaccia di imminente genocidio, il disertore, secondo quanto riferito, colpito nella coscienza, avvertiva che un destino simile attende le 150000 persone che, secondo lui, sono incarcerate dal governo del Presidente Bashar Assad.
La Jugoslavia è il grande modello di tale propaganda per smembrare le nazioni. Tale modello consiste nel produrre una narrativa sul genocidio sulla falsariga dell’Holodomor, quindi usarla al punto in cui Stati e Paesi presi di mira vengano cancellati. Come ammisero alcuni ex agenti della CIA in Jugoslavia, Washington usò i serbi come capri espiatori, co leader socialista serbo Milosevic accusato di numerosi crimini di guerra da cui fu scagionato. Gli imperialisti poi affermarono che i serbi avevano commesso un genocidio contro i gruppi etnici circostanti, dipingendo assurdamente l’ultimo bastione assediato del socialismo in Europa come nuova Germania nazista. Fu con la promozione di tali calunnie che gli imperialisti poterono farla franca distruggendo sistematicamente le infrastrutture della Jugoslavia, bombardando i civili ed imponendo crudeli politiche neoliberiste alla nazione. Questo fu tutto spiegato al pubblico degli Stati Uniti con la propaganda, come il New York Times titolava: “Bombardare i serbi. Ora”. È così che gli imperialisti giustificano il genocidio, o almeno le atrocità razionalizzate col linguaggio genocida; immaginate se quel titolo avesse detto “Bombardate gli ebrei” o “Bombardate i neri”. Nella realtà contorta che hanno costruito, alcuna atrocità commessa da Stati Uniti o suoi ascari è troppo grave, perché è solo una risposta proporzionata a violazioni dei diritti umani reali o inventate. Al momento, i principali obiettivi di tale tattica sono Etiopia e Eritrea, attaccate dall’organizzazione terroristica appoggiata dagli Stati Uniti Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino. Come l’ETIM, Washington rifiuta di riconoscere che il TPLF sia un gruppo terroristico. E tale negligenza è razionalizzata dalle storie su atrocità che la CIA spaccia contro i governi etiope ed eritreo, motivata da un’ampia campagna statunitense per destabilizzare il Corno d’Africa per contrastare l’ascesa della Cina. Questi due governi in particolare sono attaccati a causa della loro volontà di collaborare con la Cina su progetti infrastrutturali, creando una campagna imperialista contro lo sviluppo del Sud del mondo e il comunismo.
La conseguenza è la peggiore carestia degli ultimi dieci anni. Da quando il TPLF invase durante il periodo del raccolto per destabilizzare deliberatamente l’approvvigionamento alimentare, la popolazione della regione fu gettata nella fame che ricorda le peggiori carestie progettate dal colonialismo nel continente. Washington impone le sue sanzioni ai governi presi di mira come necessarie per affrontare le violazioni dei diritti umani di cui gli accusa. Ma chi ha studiato le disgustosa tattica manipolatoria dell’imperialismo vede tale farsa per quella che è: un’arma per sostenere scopi assolutamente disumani.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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