La Russia cambia le regole della logistica globale aggirando Suez

Valerij Kulikov New Eastern Outlook 30.10.2021

Dopo che la nave portacontainer Ever Given rimase bloccata nel Canale di Suez nel 2020, il commercio globale dovette affrontare le conseguenze di una crisi che in precedenza era considerata improbabile. Questo incidente evidenziò la necessità, almeno, di migliorare le infrastrutture in grado di soddisfare i requisiti della continua crescita della catena di approvvigionamento globale di materie prime. Tuttavia, altri rischi crescenti in questa regione possono influenzare sicurezza e stabilità della rotta, spingendo a una prima ricerca di un’alternativa al Canale di Suez. Il recente riscaldamento globale ha costantemente eroso la calotta glaciale artica, aprendo l’accesso all’attività economica nell’Artico per tutto l’anno. In questo contesto, si potrebbe scommettere sulla rotta del Mare del Nord (NSR) lunga 5600 km dall’Asia all’Europa, che sarà la principale alternativa marittima al Canale di Suez. Se la rotta del Mare del Nord sarà resa disponibile per tutto l’anno, diventerà un collegamento logistico e geostrategico essenziale che molti credono sia la “svolta”. La rotta del Mare del Nord si riferisce alla rotta lungo i territori settentrionali della Russia, a est dell’arcipelago Novaja Zemlya nell’Oceano Artico, nella regione di Arkhangelsk della Federazione Russa. La rotta prosegue lungo la costa artica russa di Mare di Kara, nell’Oceano Artico a nord della Siberia tra Mare di Barents a ovest e Mare di Laptev a est, e poi lungo la costa siberiana fino allo Stretto di Bering (tra il punto più orientale dell’Asia e il punto più occidentale dell’America, con la Russia a est e gli Stati Uniti e l’Alaska ad ovest). La rotta del Mare del Nord collega i porti europei e dell’Estremo Oriente della Russia, nonché gli estuari dei fiumi navigabili siberiani in un unico sistema di trasporto, attraverso Oceano Artico e Pacifico (Mare di Barents, Mare di Kara, Mare di Laptev, Mare della Siberia orientale, Mare dei Chukchi e Mare di Bering).
Si tratta di una rotta marittima molto apprezzata in quanto riduce notevolmente la distanza tra Europa e Asia via mare, rispetto al passaggio “tradizionale” attraverso il Canale di Suez. Ad esempio, il passaggio di una nave da carico sul Canale di Suez da Amsterdam, Paesi Bassi, a Dalian, Cina, richiede 48 giorni. La rotta del Mare del Nord accorcia il viaggio di 13 giorni. Qui, è appena il caso di dire quanto sia importante per la logistica, soprattutto oggi che il carico sulle catene logistiche del mondo è aumentato enormemente. Finora solo poche decne di navi mercantili attraversano la rotta del Mare del Nord. Questo perché al momento non è sempre aperta. È solo parzialmente accessibile da luglio a novembre e nel resto dell’anno i suoi tratti più importanti sono bloccati dal ghiaccio. Anche nei mesi caldi, una semplice nave da carico non può passare a causa della minaccia dei ghiacci. Per fortuna, la situazione cambia rapidamente, rendendo accessibile la rotta del Mare del Nord. Con la necessità di aprire questa rotta il prima possibile, vengono costruite navi da carico speciali che possono navigare lungo questa rotta senza i rompighiaccio. La Russia, che può beneficiare maggiormente della rotta del Mare del Nord, prevede di creare un vero e proprio corridoio marittimo nei prossimi cinque anni, consentendo al trasporto di merci di aggirare il Canale di Suez e di navigare per tutto l’anno su questa rotta già nel 2022 o 2023. L’affermava Jurij Trutnev, Viceprimo Ministro della Federazione Russa e inviato plenipotenziario presidenziale nel Distretto federale dell’Estremo Oriente. A tal fine, le infrastrutture necessarie, i sistemi di soccorso, i porti marittimi, le stazioni meteorologiche e le stazioni radar sul ghiaccio, i porti e le infrastrutture per l’energia vengono attivamente costruite lungo la rotta. Nel 2026, la Russia prevede di raddoppiare il numero di rompighiaccio che forniscono il passaggio ininterrotto alle navi da carico sulla rotta del Mare del Nord e di costruire nuove navi che trasporteranno merci lungo la rotta. In particolare, “la flotta cargo della classe ghiaccio si espanderà di oltre tre volte entro il 2030. È necessario costruire oltre 30 petroliere, 40 navi portarinfuse e 22 navi portacontainer”, specificò Trutnev. La Russia prevede di costruire rompighiaccio a propulsione nucleare o a GNL per mantenere il passaggio per tutto l’anno. Sono inoltre in costruzione navi da pattuglia rompighiaccio multiruolo della classe Ivan Papanin, sviluppate dalla società Jugreftransflot di San Pietroburgo. È una nave da trasporto artica con scafo rinforzato e motori elettrici che non avrà bisogno di una scorta di rompighiaccio. Grazie al nuovo sistema di propulsione Azipod e al rinforzo a poppa, la nave spezzerà ghiaccio per 2,1 m di spessore. Sarà anche in grado di avanzare da poppa. Tale nave sarà dotata di una stazione radar per una rotta ottimale nel ghiaccio.
La Russia investe pesantemente nell’infrastruttura della rotta del Mare del Nord e vuole che diventi accessibile il prima possibile. Con una popolazione di trecentomila abitanti, Murmansk, vicino al confine norvegese, ha già un moderno porto commerciale, con buoni collegamenti ferroviari e stradali con Mosca e il resto della Russia. La rotta del Mare del Nord darà alla città un collegamento globale. JSC Vanino Commercial Sea Port (Port Vanino) riprese le operazioni di carico dei container. Attualmente, Port Vanino può ricevere navi portacontainer con capacità da 1000 TEU. Inoltre, anche i porti del Primorye aumentano l’attività col reindirizzamento del traffico merci dalla Cina alla Russia. A causa dell’uso limitato della rotta del Mare del Nord, il sistema ferroviario russo è più attivo. Il trasporto via Vladivostok e Nakhodka e oltre lungo la ferrovia transiberiana si è dimostrato più economico del 30-40% rispetto alla rotta marittima attraverso il Canale di Suez. Sebbene sia impossibile sostituire completamente il Canale di Suez, è possibile creare una valida alternativa che crescerà di importanza. Se la rotta del Mare del Nord servisse anche una piccola parte di chi oggi spedisce merci attraverso il Canale di Suez, ciò di per sé trasformerà la logistica mondiale che, come l’economia, cresce senza sosta.

Valerij Kulikov, esperto di politica, in esclusiva per la rivista online “New Eastern Outlook”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio