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Il Presidente Putin visita la Germania

Peter Korzun, SCF 20.08.2018

Il Presidente Vladimir Putin ha concluso il suo viaggio in Europa includendo la cerimonia nuziale e i colloqui con il premier austriaco e la cancelliera tedesca Angela Merkel. La visita in Austria dimostrava che Putin gode di buoni rapporti personali coi rappresentanti politici europei. Non vedono nulla di strano nell’invitarlo ad eventi sociali, come il matrimonio della ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl, soprattutto se gli organizzatori vogliono attirare l’attenzione dei media. Questo fu seguito da un summit con la cancelliera tedesca, la seconda volta che i due leader s’incontravano in poco più di tre mesi. Il precedente incontro si svolse a Sochi, nel Mar Nero, a maggio. La cancelliera visitava la Russia diverse volte. I “colloqui del Castello di Meseberg” in Germania sono stati sostanziali e dettagliati, come osservava il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, ma evidentemente abbastanza importanti da rendere pubblici pochi dettagli. Per qualche tempo i leader hanno parlato direttamente senza interpreti, confrontandosi sull’Ucraina (comprese le prospettive di una missione di pace sponsorizzata dall’ONU e il nuovo ruolo mediatore dell’UE), la Siria (e i problemi della sua ricostruzione), le sanzioni statunitensi sull’Iran e il futuro del gasdotto Nord Stream 2. Non sono stati pianificati accordi nella riunione, ma la politica “America First” spinge i due Paesi divisi dalle diverse opinioni sulle questioni internazionali, verso una cooperazione più stretta. La Russia può svolgere un ruolo molto importante nel creare le giuste condizioni con cui i rifugiati siriani potranno lasciare la Germania e tornare a casa, attenuando così un problema pressante. La ricostruzione della Siria apre nuove opportunità per la cooperazione russo-tedesca. Il Presidente Putin e la cancelliera Merkel discussero dell’idea di un incontro sulla Siria che coinvolga i capi di Francia e Turchia, nonché Russia e Germania, concordando l’avvio di nuovi colloqui in questo formato. Non è stata fissata alcuna data per il summit delle quattro nazioni.
Qualche tempo fa, una tale visita in Germania e Austria era difficilmente concepibile e qualsiasi speranza di far rivivere un dialogo sarebbe sembrata inverosimile. I tempi cambiano, riflettendo la necessità di riportare le relazioni alla normalità. I conflitti e le emozioni negative cedono il passo ad approcci costruttivi e disinvolti. Inoltre, la Russia dimostrato la capacità di resistere alle pressioni. Proprio alla vigilia del summit Putin-Merkel, il Wall Street Journal pubblicava un articolo sulle sanzioni che preparano gli Stati Uniti per fermare Nord Stream 2. È tempo che la Germania si opponga perseguendo il progetto. Durante i colloqui col Presidente Putin, la cancelliera Merkel aveva detto che è esattamente ciò che farà. Uno sguardo alla storia ne supporta la posizione.
Nei primi anni ’80, l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan cercava d’impedire ad Europa occidentale ed Unione Sovietica di collaborare sull’energia. Le sanzioni furono utilizzate per costringere alla sottomissione. Nonostante ciò, il gasdotto “Fratellanza” (Urengoj-Pomarij-Uzhgorod), soprannominato anche il gasdotto siberiano o progetto Jamal, nacque nel pieno della Guerra Fredda. L’accordo quadro tra Germania occidentale ed Unione Sovietica fu firmato nel luglio 1981. L’Ostpolitik del cancelliere Willy Brandt fu portata avanti, a beneficio di tutti. Nel novembre 1982, le sanzioni furono revocate e il 1 gennaio 1984 il gas naturale iniziò a fluire. La somiglianza tra Jamal e Nord Stream 2 è ovvia. Resistere alle pressioni avvantaggia chi si rifiuta d’inginocchiarsi. La Germania non è sola. Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz è un forte sostenitore del Nord Stream 2. La Repubblica d’Austria è diventata il primo Paese dell’Europa occidentale a firmare un contratto per il gas coll’Unione Sovietica nel 1968. Nel 2017 fu stabilito un nuovo record delle esportazioni di gas russe in Austria, per 9,1 miliardi di metri cubi, aumento del 50,3% (3 miliardi di metri cubi) dal 2016 (6,1 miliardi di metri cubi) e del 33,8% (2,3 miliardi di metri cubi) dal 2005, quando fu raggiunto il precedente record (6,8 miliardi di metri cubi). Donald Trump è molto critico nei confronti del cancelliere tedesco, il cui governo non è forte come un tempo. L’idea di ritirare le forze statunitensi dalla Germania è stata recentemente rilanciata. La continua spaccatura tra Stati Uniti ed alleati europei della NATO apre la questione della sicurezza del continente. Prima del vertice della NATO di luglio, il cancelliere sostenne l’iniziativa del presidente Macron di creare un corpo di spedizione europeo. Fu Frank-Walter Steinmeier, l’attuale presidente tedesco e poi ministro degli Esteri, a lanciare un’iniziativa europea per il controllo delle armi nel 2016. E fu la Germania occidentale che firmò il trattato di Mosca con l’Unione Sovietica nell’agosto 1970 che contribuì alla distensione. Durante l’incontro con Vladimir Putin, Angela Merkel sottolineava che i disaccordi con Mosca devono vanno risolti col dialogo. Sa che ci sono molti conflitti che possono essere risolti se le due nazioni cooperano.
In effetti, Russia e Germania storicamente avevano una relazione speciale. Iniziarono a collaborare sull’economia e lavorano per allentare le tensioni politiche sullo sfondo dello scontro tra occidente e Oriente. Possono rifarlo. L’incontro di Meseberg ha mostrato che le parti comprendono l’importanza del dialogo e la necessità di evitare a tutti i costi qualsiasi ritorno alla Guerra Fredda.

Traduzione di Alessandro Lattanzio