Idlib non sarà mai un’altra Cipro del Nord

Parlamentare siriano Dottor Ahmad Kuzbari intervistato da Basma Qadur, Syria Times 19 agosto 2018

Il parlamentare siriano Dott. Ahmad Kuzbari sottolineava che il regime turco non riuscirà mai a creare nella provincia d’Idlib un’altra Cipro del Nord, e l’Esercito arabo siriano alzerà la bandiera nazionale sulla sponda orientale dell’Eufrate. Le sue osservazioni furono fatte durante un’intervista con l’e-newspaper Syriatimes sul processo politico, la presenza turca e statunitense in Siria e la cosiddetta opposizione moderata siriana e il comitato costituzionale. Il parlamentare affermava che le forze turche nel nord della Siria sono occupanti e prima o poi lasceranno i territori siriani. “Penso che non ci sia alcuna giustificazione per l’occupazione. Il volto di Erdogan è sporco da quando il mondo ha capito che sostiene gruppi terroristici e il suo progetto di fratellanza che mirava a far rivivere l’impero ottomano falliva, per non parlare dello sfruttamento della questione dei rifugiati siriani”. Il deputato affermava di ricordare l’invasione turca del nord di Cipro nel 1974, dove la Turchia era una delle potenze garanti della sicurezza di Cipro. “La Turchia non riuscirà mai a rendere Idlib un’altra Cipro del Nord perché pagherà un alto prezzo della manipolazione della sicurezza europea: in realtà, il sogno della Turchia di rilanciare il potere ottomano porterà all’esclusione dalla NATO come attore indipendente”, dichiarava il Dott. Kuzbari, riferendosi al fatto che il regime turco ha ricattato gli europei con la questione dei rifugiati e praticato il terrorismo di Stato. “Il regime turco agisce come un califfato che cerca di governare 1,5 miliardi di musulmani, penso che ci saranno alleanze eterogenee che porteranno alla caduta degli idioti”, affermava il politico.

Risultati dei colloqui
Alla domanda su Astana, Ginevra e Sochi sulla Siria, il Dott. Kuzbari chiariva che la via di Astana ha risultati positivi a differenza della via di Ginevra. “Sin dall’inizio, i colloqui di Ginevra sulla Siria miravano a minare l’autorità dello Stato siriano e a frammentarne terra e struttura sociale non solo chiudendo un occhio sul terrorismo, ma anche fornendogli denaro, armi e strutture logistiche. I colloqui di Ginevra non hanno portato a nulla, quindi i Paesi che sono davvero interessati a porre fine alla guerra in Siria e ad attuare diritto e legittimità internazionale hanno creato un’altra strada, ad Astana, per sostenere quella di Ginevra”. Il parlamentare, aderente alla delegazione della Repubblica araba siriana ai colloqui di Astana, Sochi e Ginevra, sottolineava che il cessate il fuoco e l’istituzione di zone di allentamento sono tra gli esiti positivi dei colloqui di Astana. “Quando i Paesi coinvolti nella guerra in Siria hanno visto questi risultati positivi, hanno boicottato i colloqui di Astana e li hanno attaccati sostenendo che i colloqui di Ginevra sono l’unica via per raggiungere una soluzione politica alla crisi in Siria, nonostante la partecipazione dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria Steffan De Mistura in tutte le sessioni di Astana”, affermava il Dott. Kuzbari, indicando che il governo siriano ha consegnato ai garanti iraniani e russi, durante l’ultimo incontro tenutosi a Sochi, una lista principale di 16000 persone rapite dai gruppi terroristici. “La formazione del comitato costituzionale è stata discussa anche nei colloqui di Sochi”, dichiarava il Dott. Kuzbari, sottolineando che la soluzione politica sarà raggiunta solo dal popolo siriano e sotto la leadership siriana senza alcun intervento straniero.

Causa della guerra
“Qui poniamo la seguente domanda: la situazione interna della Siria prima della guerra era la causa della guerra? E fu la causa della distruzione delle città e infrastrutture? La risposta è sicuramente NO. Tutti conoscevano bene la situazione in Siria prima di questa dannata guerra: era uno dei Paesi più sicuri al mondo e faceva progressi in tutti gli aspetti, compreso quelli politici. La Siria era un Paese autosufficiente, che esportava grano, cotone, fosfato e petrolio, e non aveva debiti col FMI (Fondo Monetario Internazionale). Quindi, dobbiamo leggere attentamente il quadro e riconoscere l’importanza della posizione della Siria sia geograficamente che politicamente, quindi possiamo capire la ragione di ciò che è accaduto e ancora accade in Siria.

Soluzione politica
Il parlamentare chiariva che la guerra in Siria è tra lo Stato siriano e il terrorismo. Quando l’Esercito arabo siriano ha iniziato a difendere la patria e la sovranità, fu accusato di usare la forza e lo slogan della “soluzione politica” fu lanciato da alcuni Paesi occidentali e regionali che definirono questo slogan nei loro termini, avanzando diversi meccanismi per attuarlo. “Per lo Stato siriano, lo slogan “soluzione politica” significa dialogo nazionale siriano completo tra i siriani e senza alcun intervento straniero da una parte, e lotta al terrorismo e difesa della sovranità, della sicurezza e dell’unità della Siria dall’altra”. Il Dott. Kuzbari indicava che il governo siriano ha agito positivamente nei confronti di qualsiasi iniziativa che mirasse a fermare lo spargimento di sangue in assenza di qualsiasi partito che credesse in una soluzione politica e negli interessi nazionali superiori, lontano da interventi ed agende straniere. Pertanto, il Dr. Kuzbari afferma che il governo siriano ha opinioni molto chiare sulla soluzione politica e programmato tutti i passi necessari. “Il governo siriano lavora duramente per raggiungere accordi locali di riconciliazione e il ritorno degli sfollati e dei rifugiati nelle loro città fornendogli gli aiuti necessari nonostante le ingiuste sanzioni economiche imposte alla Siria, pur tenendo presente che la Siria è sotto la dura pressione statunitense dall’occupazione dell’Iraq, per costringere il governo siriano a seguirne le politiche nella regione. Inoltre, gli Stati Uniti lanciarono un “Programma di sanzioni siriane” nel 2003, usando la scusa che Damasco non era seria nello sconfiggere il terrorismo .

Opposizione
Per quanto riguarda il destino della cosiddetta “opposizione moderata siriana” sostenuta dai Paesi occidentali e regionali, il deputato affermava che i membri di tale opposizione sono collegati a gruppi terroristici in Siria, agendo come due facce della stessa medaglia. Nondimeno, è naturale che i gruppi moderati di opposizione svaniscano dopo l’eliminazione dei gruppi terroristici da parte dell’Esercito arabo siriano ed alleati. Tale opposizione era formata da Paesi che hanno sostenuto e finanziato la guerra in Siria per rovesciarne lo Stato. Pertanto, l’opposizione agisce come un burattino che non ha alcun sostegno pubblico e alcun piano politico, economico o sociale. Tutto ciò che tale cosiddetta opposizione moderata ha è l’odio per lo Stato siriano e una lealtà verso chi li paga”, sosteneva il Dott. Kuzbari. Sul ritiro degli Stati Uniti dalla base di al-Tanaf in Siria, il politico chiariva che la questione è legata a tre punti: garanzia della sicurezza d’Israele, riavvicinamenti internazionali tra attori e risorse energetiche, precisamente il gas. “Ci sono studi che presumono che i maggiori giacimenti di gas siano nell’area di al-Tanaf, e penso che gli statunitensi stiano segretamente cercando di provarlo. D’altra parte, giocano col tempo perso cercando di ostacolare un accordo sulll’Eufrate orientale tra il governo siriano e le forze curde, tuttavia, l’Esercito arabo siriano entrerà sicuramente nella zona e vi alzerà la bandiera siriana.

Comitato costituzionale
Sul comitato costituzionale, il Dott. Kuzbari affermava che finora non esiste nulla chiamato “comitato costituzionale”, ma esiste un accordo sulla creazione di una commissione per studiare l’attuale costituzione e proporre emendamenti alla conferenza di Sochi. “Da più di quattro mesi, il governo siriano ha presentato una lista di 50 candidati per la proposta commissione costituzionale, e abbiamo sentito che anche la cosiddetta opposizione ha presentato la lista dei suoi candidati, ma l’elenco degli esperti delle ONG ed indipendenti, in conformità con la risoluzione n. 2245, non è ancora stato presentato a De Mistura”. Nel 2011 fu costituita una commissione per redigere una bozza dell’attuale Costituzione che soddisfaceva tutte le richieste e fu adottata dal popolo siriano in seguito a un voto referendario. Tuttavia, la costituzione fu emessa nel 2012 e non era gradita agli ideatori della guerra della Siria. Pertanto, iniziarono con la cosiddetta via di Ginevra nel tentativo di cambiare il sistema politico in Siria da semi-presidenziale a sistema parlamentare per ridurre i poteri del Presidente e trasferirli al Primo Ministro. Ma questo non accadrà mai perché la maggioranza del popolo siriano ha scelto l’attuale sistema politico e ha votato per l’attuale costituzione. “Personalmente, l’attuale costituzione è moderna e la maggior parte di chi la critica non l’ha letta e punta principalmente a trasformare la Siria in uno Stato fallito”, affermava il Dottor Kuzbari, che presiede il Comitato costituzionale e legislativo nell’Assemblea del Popolo siriano. Affermava che il governo siriano è aperto a qualsiasi emendamento ritenuto necessario e appropriato dal popolo siriano. Il parlamentare concluse: “L’Esercito arabo siriano libererà tutte le aree siriane dai gruppi terroristici perché chi ha preso le armi contro lo Stato legittimo è un fuorilegge, indipendentemente da come siano descritti da altri”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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