Come l’opposizione di sinistra del Nicaragua siano opportunisti al servizio dell’occidente

Max Blumenthal e Nils McCune, Gray Zone Project

Il movimento di rinnovamento sandinista (Movimiento Renovador Sandinista – MRS) è il braccio intellettuale di sinistra della politica reazionaria in Nicaragua. La sua base popolare è minuscola, ma è stata abile nel corteggiare il sostegno occidentale. In un recente episodio del mio podcast Moderate Rebels con Ben Norton, ho chiesto a Nils McCune del ruolo del Movimento Rinnovatore Sandinista (Movimiento Renovador Sandinista – MRS) spacciando il recente colpo di Stato in Nicaragua come mobilitazione popolare progressista. McCune, residente da tempo della città nicaraguense di Tipitapa, ha lavorato a stretto contatto con il movimento campesino rurale del Paese e ha osservato il colpo di Stato sul campo. È anche un acuto osservatore della politica e della storia del Paese. Di seguito l’audio della nostra discussione e trascrizione dei commenti di McCune sul MRS, la sua collaborazione con la destra del Nicaragua e l’importanza di spacciare il colpo di Stato alla sinistra liberale occidentale. L’episodio completo può essere ascoltato qui.
Nils McCune: Penso che per decenni, probabilmente per secoli, l’élite abbia fatto politica, giusto? E tutti gli altri hanno il compito di svolgere semplicemente l’attività economica che consente all’élite di rimanere dov’è. E in Nicaragua, quel modello è durato per decenni e decenni fino al 1920 quando, finita la guerra civile in cui gli Stati Uniti furono coinvolti e che usarono come pretesto per occupare il Paese, emerse la figura di Augusto César Sandino che formò l’esercito per combattere la presenza degli Stati Uniti qui. E quell’esercito si basava sull’idea di una lotta dura in cui l’élite cedeva terreno a lavoratori e contadini, perché solo operai e contadini hanno la forza di condurre una lotta a lungo termine per i propri interessi capace di battere l’imperialismo. Questa era la sua tesi, ed era davvero l’ideatore della guerriglia nelle Americhe, fu il primo ad usarla. Ebbe successo I marines statunitensi lasciarono il Nicaragua dopo sei anni di occupazione. E poi Sandino fu tradito e ucciso da Somoza, il cui regime iniziò. Ma la ragione che va ricordata è che quando la Rivoluzione Sandinista prese il potere nel 1979, ci fu una combinazione di famiglie oligarchiche scontente di Somoza, e così di giovani rivoluzionari da tutte le classi sociali. Così molti dei quadri più alti, di governo, del Fronte Sandinista degli anni ’80 erano in realtà i figli di tali famiglie oligarchiche, per esempio i fratelli Cardenal che furono ministri dell’educazione e della cultura, così Carlos Fernando Chamorro proprietario di La Barricada. Quindi in quel periodo c’era un ruolo per tipi come le pecore nere di tali famiglie oligarchiche, arrivate a essere rivoluzionari in quel contesto. Ma non appena il Fronte Sandinista perse il potere nel 1990, ci fu l’esodo di tali figli dell’oligarchia dal partito, perché erano abituati a fare i ministri. Non volevano essere figure dell’opposizione in un partito di opposizione, non volevano difendere le conquiste della rivoluzione sulle strada, combattendo i poliziotti. Non volevano soffrire col popolo nicaraguense. Molti se ne andarono comprando case a Los Angeles, Miami o Spagna. Molti continuano a scrivere libri. E ciò che è interessante è che, (interrotto per un momento da Max che alza un libro, The Country under My Skin) sì, Gioconda Belli, giusto? Belli è una delle altre famiglie famose dell’oligarchia in Nicaragua. Quindi costoro presero le loro vite illustri. In alcuni casi mantennero i contatti cogli attivisti solidali statunitensi che diedero tempo, energia, sudore, a volte la vita, per sostenere la rivoluzione sandinista e che spesso fecero amicizia con persone che parlavano inglese, che avevano posizioni di rilievo nel Fronte Sandinista. Quindi gli ex-sandinisti hanno sempre avuto attenzione dalla sinistra europea e degli Stati Uniti. E tale parte del MRS fu formata da una combinazione di legittime lamentele col Fronte sandinista, al congresso del 1994, così come da una sorta di tendenza socialdemocratica che all’epoca voleva liquidare il marxismo, affermando che il socialismo era un’idea sorpassata, e volendo formare nuove alleanze. Quindi, una volta formato quel partito, iniziarono a creare la propria idea di ciò che potevano fare. Non hanno mai avuto sostegno popolare, non hanno mai organizzato un quartiere come il Fronte Sandinista, e non sono mai usciti a difendere le conquiste della rivoluzione. Quindi, non appena parteciparono alle elezioni, raccolsero solo il classico 2%. Nel frattempo, il Fronte Sandinista, con tutti i suoi eredi, legato alla grande maggioranza della popolazione, soffrì con essa ma non ebbe mai meno del 35% del voto qui. Quindi questa è davvero la chiave per iniziare a capire le due forze politiche che rivendicano la tradizione sandinista.
C’è anche dell’altro. C’è una figura, Monica Baltodano, che fa una sorta di analisi di estrema sinistra. Quindi abbiamo l’MRS, che fa un’analisi socialdemocratica, il Movimento Rinnovatore Sandinista, e poi c’è un MRS di estrema sinistra, il Movimento per il Salvataggio del Sandinismo. In entrambi i casi, sono il braccio intellettuale sinistro della politica reazionaria in Nicaragua, che ha continuamente cercato di distruggere il Fronte Sandinista e la memoria storica della sua lotta, per consentire all’élite di fare del Nicaragua la copia dei molti Paesi dove la sinistra non è mai stata in grado di prendere il potere e dirigere il Paese. Il segreto qui, e ciò che rende il Nicaragua diverso, è che c’è il ricordo storico della sconfitta del regime di Somoza e dell’élite nella costruzione di una base popolare nazionale. E quel ricordo è ciò che consente ai nicaraguensi di affrontare l’imperialismo. È una fonte costante di forza, ed è quello che si cerca. Questa è la mia opinione sul MRS. Sono molto forti, fuori dal Paese, sono molto deboli nel Paese. Non c’è un membro del MRS a Tipitapa perché è una città proletaria. Dubito che ci siano membri del MRS della classe operaia in tutto il Nicaragua. Hanno un’enorme influenza nelle ONG e furono i più agili nel ricevere sostegno dall’estero.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Chi ha perso il Pakistan col voto non può vincere il Venezuela con l'omicidio Successivo Il MiG-35 entra in servizio in anticipo