Identificato uno dei cecchini di Bayrut come dipendente dell’ambasciata statunitense

PressTV, 17 ottobre 2021

È circolata la foto di Shuqri Abu Sab, impiegato dell’ambasciata USA a Beirut. Si dice che sia tra i cecchini che aprirono il fuoco contro i manifestanti nella capitale libanese il 15 ottobre 2021. Un giornalista libanese identificaba l’impiegato dell’ambasciata statunitense come uno dei cecchini che spararono sui sostenitori dei movimenti Hezbollah e Amal che marciavano pacificamente verso il Palazzo di Giustizia di Bayrut. In un post su twitter, Husayn Murtada pubblicò una foto di Shuqri Abu Sab, membro delle forze di sicurezza libanesi e impiegato dell’ambasciata statunitense, e affermò che fosse uno dei cecchini responsabili dei morti a Beirut. Almeno sette persone furono uccise e altre 60 ferite dopo che ignoti armati attaccarono i sostenitori di Hezbollah e Amal mentre attraversavano la rotatoria Tayunah di Beirut che divide i quartieri cristiani e musulmani. I manifestanti erano scesi nelle strade della capitale libanese per protestare contro la politicizzazione dell’indagine giudiziaria sull’esplosione al porto del 2020 che devastò Bayrut e causò oltre 200 morti.
Il ministero dell’Interno libanese conclude che il partito delle Forze libanesi avviò la sparatoria che uccise sette persone. La violenza fu la peggiore da più di un decennio e risvegliò i ricordi della rovinosa guerra civile del 1975-90 in Libano. In una dichiarazione, Hezbollah e Amal affermavano che gruppi armati affiliati al partito delle Forze Libanesi (LF) di Samir Geagea spararono ai manifestanti dai tetti, mirando alla testa, nel tentativo di trascinare il Paese in un nuovo conflitto settario. Parlando al funerale delle vittime, il leader di Hezbollah Hashim Safidin affermò che ciò che era accaduto a Bayrut “fa parte delle misure adottate dall’ambasciata statunitense in Libano e finanziate da certi partiti arabi”.
Il Libano è impantanato dalla fine del 2019 in una profonda crisi finanziaria, che ha spinto più della metà dei 7 milioni di abitanti nella povertà. La terribile situazione è peggiorata da più di un anno senza un governo funzionante nel Paese. Gli Stati Uniti esacerbavano la crisi imponendo il blocco al Libano nel tentativo di imporre un’amministrazione favorevole all’occidente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio