Di chi è la colpa della carenza del gas, dell’Unione europea stupido!

Tradotto e introdotto da John Helmer, Mosca, 14 ottobre 2021In una testimonianza ufficiale al Parlamento europeo, il commissario dell’Unione europea per l’energia Kadri Simson, attaccò la Russia per “esacerbare lo stretto equilibrio [dell’offerta]” e quindi causare “l’aumento dei prezzi”. Rispondendo alle accuse a Gazprom, Simson promise un’indagine. “Esaminiamo tale affermazione, attraverso i nostri angoli di concorrenza…. Una migliore risposta a qualsiasi speculazione e manipolazione del mercato è un’altra area in cui credo che dovremmo valutare le nostre opzioni d’azione”. Simson è una politicante estone che fece carriera ottenendo voti dagli estoni di lingua russa. Non poté sostituire il capo del suo partito ed ex-primo ministro, Edgar Savisaar. Simson è ricco. La presente relazione presso l’Unione europea (UE) degli interessi finanziari della Simson, di gennaio, è un vuoto quasi totale, ad eccezione di tre appartamenti che possiede a Tallinn, oltre a un garage, in cui con la famiglia non vive; vivono altrove, ma non coll’ex- marito, Priit Simson. È una giornalista specializzata nello studio di ciò che chiama “movimenti estremisti nella popolazione di lingua russa in Estonia”. In risposta al rapporto di Simson all’UE, Vzglyad, quotidiano online di Mosca, pubblicava l’articolo di Olga Samofalova.

“Bruxelles ha rifiutato di ammettere errori energetici”
“La Commissione Europea [CE] ha presentato le sue raccomandazioni sulla lotta alla crisi energetica scoppiata nell’Unione Europea [UE]. Dal discorso del commissario europeo per l’Energia Kadri Simson, si evince che Bruxelles non ammette gli errori che hanno portato alla crisi attuale. Qual è la ricetta per salvare l’Europa?” La commissaria europea per l’Energia Kadri Simson parlò, in primo luogo, dell’accelerazione della transizione all’energia eolica e solare. In secondo luogo, [parlò del] fatto che Bruxelles non prenderà in considerazione il ruolo di Nord Stream-2, ma ci penserà solo dopo che la Germania avrà deciso di rilasciare il permesso per l’avvio. Tutto questo potrebbe trascinarsi fino al prossimo anno. Il terzo punto è che la CE si recherà nei Paesi del Golfo Persico per discutere delle forniture di gas all’Unione europea. In quarto luogo, la CE studierà la possibilità di ottimizzare le riserve di gas nell’UE e la possibilità di acquisti congiunti di gas dei Paesi dell’UE che agiscono insieme. In quinto luogo, la ragione dell’aumento dei prezzi del gas nell’UE è stata finora definita dalla crescita globale della domanda. Gazprom non fu accusata direttamente. Tuttavia, Simson promise di studiare la situazione sul comportamento non competitivo o speculativo nel mercato del gas.
Così, la ricetta della Commissione Europea per combattere la crisi, di fatto, si è ridotta a soluzioni a lungo termine che non potranno incidere sulla situazione questo inverno. L’unica soluzione dichiarata dalla CE che può essere attuata qui ed ora è l’assistenza sociale alla popolazione. Ma la responsabilità di ciò spetta ai singoli Paesi europei. Bruxelles crede che i Paesi dell’UE possano spendere in sussidi e benefici per i poveri dai proventi dell’aumento dei prezzi per le quote di carbonio. Nel 2021, i Paesi europei guadagnavano 10,8 miliardi di euro su queste quote. Ma è proprio l’aumento del prezzo di tali quote che è un altro motivo dell’aumento del costo del gas. Secondo le stime della Commissione Europea, le bollette elettriche per i cittadini di molti Paesi dell’UE aumenteranno di 400-500 euro l’anno; la crescita e l’instabilità di tali prezzi dell’energia promette un aumento generale dei prezzi dei generi alimentari, e per tutti gli altri tipi di beni in futuro. Tuttavia, la Commissione europea non riconosce i propri errori che hanno portato l’UE a tutto questo.
In primo luogo, fu la CE ad insistere ad evitare contratti a lungo termine per la fornitura di gas e la creazione di scambi di borsa del gas. Allo stesso tempo, nei contratti del gas esistenti (nella maggior parte dei casi), gli europei sostituivano l’ancoraggio del greggio con uno col mercato spot del gas. Di conseguenza, invece di prezzi del gas prevedibili, l’Unione europea registrava fluttuazioni dei prezzi incontrollate e volatili sulle borse del gas. Il commissario europeo non disse una parola. Disse solo che la CE studia situazioni di comportamento non competitivo o speculativo nel mercato del gas, così come nel mercato delle quote di emissione di carbonio. La CE non muove direttamente accuse contro Gazprom. Tuttavia, l’insoddisfazione nei confronti di Gazprom si sente nella risposta del Commissario a una domanda sulle accuse della Polonia a Gazprom. Simson ammise che Gazprom “adempie pienamente ai contratti a lungo termine per le forniture di gas all’UE”. Ma subito indicò l’unico neo dei russi: “In pratica [Gazprom] non fornisce volumi aggiuntivi di gas al mercato europeo o li fornisce al livello inimo”. “Allo stesso tempo, la CE ringrazia la Norvegia per l’aumento delle forniture di gas”, affermava Stanislav Mitrakhovich, uno dei massimi esperti del
Fondo nazionale per la sicurezza energetica (NSF) e ricercatore dell’Università Finanziaria del governo della Federazione russa [FinU]. “Ma la Norvegia aumentò le forniture solo di poco, mentre la Russia aumentò le forniture del 20% rispetto allo scorso anno. E questa è [la risposta di Simson] su chi trattiene il gas e chi no’.
Perché Bruxelles non elogiò Gazprom? Si riserva la possibilità che in futuro ci sia l’opportunità per la CE di accusare Gazprom con un’altra indagine. La CE è ancora attenta con Gazprom: non è chiaramente il momento di litigare con un fornitore di gas. Tuttavia, iniziarà un’indagine contro Gazprom. “Questo non è uno scenario unilaterale”, affermava l’esperto FinU. ‘Ma quale affermazione esattamente può essere presentata a Gazprom? Dopotutto, i contratti vengono adempiuti. La CE comprende che sarà difficile dimostrare la presunta manipolazione di Gazprom. Ma vedo che riservano la possibilità: possono provarci”. Un altro errore dell’UE fu l’adozione da parte della Commissione Europea della Direttiva Gas [2009/73/CE], secondo cui Bruxelles vieta ai gasdotti russi di pompare gas a piena capacità anche in assenza di un’alternativa. Cioè, Bruxelles ha creato regole che limitano artificialmente le forniture di gas dalla Russia. Di conseguenza, il gasdotto OPAL può funzionare solo a metà della capacità, il che riduce la possibilità di pompaggio col gasdotto Nord Stream-1. Per i limiti del gasdotto Nord Stream-2, la CE doveva cambiare ancora una volta le regole nell’attuazione del progetto. Ora il gasdotto potrà funzionare solo per forza.
Un altro errore che la CE non ammetterà mai è che la transizione artificiale alla generazione eolica e solare è troppo rapida, coll’abbandono delle capacità energetiche di riserva, principalmente carbone e nucleare. I reattori nucleari esistenti vanno chiusi prima della fine della vita utile. Un chiaro esempio di ciò è la Germania, che vuole chiuderli nel 2022. Le centrali elettriche a carbone furono chiuse molto più velocemente perché la CE aumentava le tasse per le emissioni di gas serra, rendendole non redditizie. Simson non solo non ammetteva tali errori; al contrario, come previsto, sosteneva una transizione ancora più accelerata alla generazione eolica e solare. ‘La logica è questa: se la medicina non funziona, prendiamone ancora più. Penso che sia un errore. È necessario muoversi in modo evolutivo, non rivoluzionario’, affermava Stanislav Mitrakhovich. ‘Mi sembra, invece, che l’Europa dovrebbe discutere non dell’accelerazione, ma de rallentamento degli sforzi di transizione energetica, per non affrontare una catastrofe’. ‘L’Unione europea dovrebbe prendersi una pausa e condurre una ricerca scientifica su come il riscaldamento globale influenza le energie rinnovabili. Perché se quello che è successo [il mese scorso] nel Mare del Nord, quando le turbine eoliche si fermarono per due settimane a causa dell’assenza di vento, non è un fenomeno occasionale, ma diventerà permanente in futuro, allora è pericoloso’, avvertiva Sergej Kondratiev, vicecapo del dipartimento economico dell’Istituto per l’energia e la fondazione delle finanze. In tale caso, gli ingenti investimenti in turbine eoliche e pannelli solari non verranno compensati e rimborsati. ‘È spaventoso se gli europei, avendo chiuso le tradizionali centrali a carbone e gas, rimarranno senza vento, perché allora nessuno potrà aiutarli. Se non hai elettricità, è peggio: se i social network e le applicazioni non funzionano, significa praticamente l’arresto completo dell’economia”, avvertiva la fonte.
Secondo Kondratiev, oltre a rallentare la transizione dell’approvvigionamento energetico, l’UE dovrebbe ridurre la pressione sulla produzione di carbone e gas, nonché abbandonare il ritiro delle centrali nucleari prima della scadenza della vita operativa, estendendone invece il termine utile, proprio come Russia e Stati Uniti, per esempio. Anche il Giappone, dove c’è stato un incidente nucleare, non è pronto ad abbandonare la produzione nucleare. Inoltre, l’Europa dell’Est, invece di uscire dalla rete elettrica dell’UCTE, dovrebbe al contrario aumentare i flussi di elettricità ed espandere le connessioni intersistemiche col sistema energetico russo nell’UCTE, perché la Russia ha volumi inutilizzati abbastanza grandi che possono essere ricaricati. E questo non richiede grandi investimenti nell’eliminazione delle strozzature nelle reti. Ma l’Europa, come potete vedere, prende esattamente la strada opposta. È significativo che la Commissione europea non abbia detto quasi nulla sulla vera ricetta per salvare l’Europa dalla crisi qui e ora, non ritardare, ma rilanciare il Nord Stream-2 il prima possibile. Questa è, infatti, l’unica cosa che l’Europa potrebbe fare rapidamente per combattere la crisi.
La seconda cosa che la CE può fare è sperare in un inverno mite per evitare i blackout, nonché la chiusura dell’industria per fornire energia alla popolazione. Ma invece la CE promette di recarsi nei Paesi del Golfo Persico per trattative sulle forniture di gas entro poche settimane. Tale opzione sarà di scarsa utilità. ‘Le forniture dai gasdotti del Medio Oriente sono limitate. Il rilancio del progetto del gasdotto Nabucco dalle ceneri è un’astrazione. Il GNL può essere acquistato in Europa, ma è costoso. O l’Europa è disposta a pagare più di quanto pagherà l’Asia?’ secondo Mitrakhovich. A fine settembre, anche il ministro britannico dell’Economia, dell’Energia e della Strategia Industriale, Kwasi Kvarteng, si espresse a sostegno del Nord Stream-2, sebbene Londra sia meno dipendente dalle forniture di gas russo di altri Paesi europei. Spiegò che sostiene la diversificazione delle rotte di approvvigionamento del gas. Ma la Commissione Europea fece così tanti sforzi per eliminare il Nord Stream-2 che anche nelle attuali condizioni di crisi energetica non può rilanciarlo. Quanto all’idea della CE di acquisti congiunti di gas, sarà estremamente difficile. È chiaro che più carburante acquista il consumatore, più forte è la sua posizione negoziale col venditore e maggiore è lo sconto e le condizioni migliori che può ottenere. ‘L’offerta d’acquisto insieme di gas [per l’UE] fu fatta dieci anni fa. Era l’idea di creare un’unione energetica per comprare il gas tramite Bruxelles. Ma questo fallì. Il motivo è che i paesi dell’UE sono troppo diversi tra essi; hanno modelli di consumo diversi; e ci sono diversi contratti di fornitura di gas esistenti’, sottolineava Mitrakhovich.
L’idea di creare una riserva strategica di gas nell’UE è più ragionevole, ma ancora una volta non può essere attuata rapidamente. L’aumento della domanda quest’anno si è formato, tra l’altro, perché l’inverno 2020-2021 si rivelò gelido e lungo e gli impianti di stoccaggio sotterranei furono svuotati al minimo storico. Quindi, quando iniziò la nuova stagione di riscaldamento, l’UE pompò meno gas negli stoccaggi. Se inizialmente ci fossero stati più depositi sotterranei e tutti fossero stati riempiti di gas, allora la situazione dei prezzi del gas quest’anno sarebbe stata più semplice. Ma in alcuni Paesi europei non ci sono affatto strutture di stoccaggio. ‘Ma l’UE saprà costringerli a investire, e poi anche a pompare gas negli stoccaggi delle riserve? La costruzione di tali infrastrutture e lo stoccaggio del gas costano. ‘Non tutti i Paesi poveri dell’UE vorranno stanziarvi soldi. Se è un inverno caldo, dicono, allora perché immagazzinare gas extra? Lo stoccaggio del gas non è un piacere a costo zero”, aggiungeva Mitrakhovich”.

Traduzione di Alessandro Lattanzio