Tutti sanno della crescita dello SIIL pianificata dagli Stati Uniti in Afghanistan

Orinoco Tribune, 11 ottobre 2021

Il presidente iraniano Ebrahim Raeisi espresse preoccupazione per la persistenza di atti terroristici nel vicino Afghanistan, affermando che non è un segreto che la crescita del gruppo terroristico SIIL, che rivendicò l’ultimo attentato in Afghanistan, sia operare degli Stati Uniti. In un messaggio Raeisi espresse le condoglianze alla nazione afgana e alla società umana per l’uccisione e il ferimento di numerosi afghani inermi mentre pregavano in un luogo sacro. “Non è un segreto per nessuno che la crescita di tale movimento terroristico taqfiro sia avvenuta con sostegno e piani degli Stati Uniti”, affermava. “Negli ultimi anni, gli Stati Uniti permisero lei attività dei criminali dello SIIL in Afghanistan e ne impedirono l’eradicazione”. La dichiarazione si aveva dopo che l’attacco contro la preghiera del venerdì in una moschea sciita a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan, uccise decine di persone.
L’attacco, rivendicato dallo SIIL, prese di mira la moschea gremita, in un apparente tentativo di fomentare il conflitto tra sciiti e maggioranza sunnita afghana. Raeisi anche menzionò che l’atrocità è avvenuto il primo giorno di Rabi’ al-Awwal, il terzo mese del calendario lunare Hijri, che definì “il mese dell’unità tra i musulmani”. La Settimana dell’Unità, designata dal defunto fondatore della Repubblica islamica, Imam Khomeini, viene commemorata ogni anno dai musulmani come dimostrazione di unità tra sciiti e sunniti nel mondo. Secondo il racconto sunnita, la data di nascita del Profeta dell’Islam (pace su di lui) cade il 12 di Rabi I, mentre gli sciiti considerano il 17 di Rabi I come la data di nascita esatta. La settimana in mezzo è celebrata e commemorata dai musulmani come la “Settimana dell’Unità”.
Il presidente iraniano affermò che il recente attentato in Afghanistan mira a seminare discordia tra i musulmani ed è commesso da chi ha “natura disumana e antireligiosa evidente a tutti”. “Esprimo con la presente la mia preoccupazione per la continuazione degli attentati e l’associazione di atti di sedizione religiosa con provocazione etnica, rientra nel nuovo progetto di sicurezza degli Stati Uniti per l’Afghanistan, e sottolineo che la Repubblica islamica dell’Iran, come in passato, è pronta a dare pieno sostegno ai nostri fratelli e sorelle afgani, e speriamo che con la vigilanza dei gruppi afghani e la formazione di un governo inclusivo, gran parte di tale complotto sarà sventato e, se Dio vuole, il popolo afghano potrà sperimentare la pace”, aggiunse.
SIIL manteneva un punto d’appoggio nell’Afghanistan orientale e settentrionale in seguito al precipitoso ritiro degli Stati Uniti dal Paese, che portò al crollo del governo afghano a metà agosto. Il gruppo terroristico rivendicò diversi attacchi contro i taliban. In passato prese di mira gli sciiti in Siria e in Iraq. Controllando quasi l’intero Afghanistan, i taliban promisero di sradicarlo.

Traduzione di Alessandro Lattanzio