La Cina giustizia 30 spie della CIA

Joaquin Flores, Fort Russ 17 agosto 2018

Il think tank e media politico-militare statunitense Foreign Policy riferiva che il controspionaggio cinese aveva penetrato con successo una rete spionistica della CIA, con la conseguente esecuzione di oltre 30 agenti della CIA. L’intelligence cinese si era infiltrata con successo nella rete con un’operazione durata due anni, hackerando sistemi che la CIA riteneva super-criptati e impenetrabili. Questa “storia grave” veniva rivelata da Foreign Policy, secondo numerosi agenti della CIA che sostenevano di aver fatto parte del programma. Tutto ciò che sembra nuovo di questa versione, tuttavia, oltre a citazioni e alcune ricerche sommarie, è che la cifra veniva portata da 18 a 30. Questo programma creò in effetti una rete di spie nella Cina, basandosi su un sistema già usato in Medio Oriente. Secondo il rapporto, mentre gli hacker cinesi erano sorprendentemente sofisticati, la CIA fallì nel mettere a punto un sistema in cui le spie del Paese potessero accedere da qualsiasi computer. Piuttosto, suggeriva come protocollo che i laptop appositamente designati contenenti sistemi fisici fossero usati per impedire l’hackeraggio. Tuttavia, gran parte di tale storia era già nota. Ora che la storia è stata svelata, solleva altre domande sulla tempistica dell’articolo di Foreign Policy. Ad esempio, nel maggio 2017, la BBC rese pubblica una storia simile con vecchie cifre. La novità è che il numero passava da 20 a 30. Inoltre, i commenti degli investigatori tentarono di ritrarlo come svarione della CIA più che un successo cinese. Allo stesso tempo, la raffinatezza dei cinesi viene comunque sottolineata. Secondo un ex-agente della CIA, l’agenzia fu “scioccata” scoprendo che le autorità cinesi, che iniziarono ad operare nel 2010, spazzarono via l’intera rete di spie, interrogandole ed infine giustiziandole. Ciò che è interessante del rapporto di Foreign Policy è che la raffinatezza cinese viene enfatizzata, ma il ruolo della CIA nel danneggiare l’operazione viene evidenziato. Ciò avviene in un momento in cui la CIA era in disaccordo con il governo degli Stati Uniti, in particolare col Pentagono. Foreign Policy seguì la storia con questo tono.
Inoltre, in quello che viene definito “uno dei peggiori fallimenti della CIA negli ultimi decenni”, un’indagine congiunta FBI-NSA-CIA durata più di cinque anni, decise di rilasciare questo a FP pochi giorni fa. Ciò accade in un momento in cui Stati Uniti e Cina sono in guerra commerciale. FP si presenta come think-tank semi-ufficiale di politica estera degli Stati Uniti, come quando per esempio propose che gli Stati Uniti riconoscessero lo “Stato Islamico” come governo, comportando un peso in politica, tanto che gli Stati Uniti iniziarono supportare apertamente lo SIIL attraverso aviolanci di rifornimento e persino campagne aeree contro la Siria. È quindi discutibile perché, in questo momento, Foreign Policy abbia deciso di portare tale storia per nulla nuova. Il rapporto di Foreign Policy non è tecnicamente una “notizia falsa”, è semplicemente una vecchia notizia ripresa arbitrariamente, ora come sempre.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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