Penisola coreana e corsa ai missili balistici

Luka Preradovic, Chollima 1 aprile 2021Il recente lancio di due missili balistici a corto raggio da parte della Corea democratica il 25 marzo suscitava reazioni e commenti quale messaggio agli Stati Uniti d’America mentre vari media affermavano ripetutamente che la Corea democratica sfidava il presidente degli Stati Uniti neoeletto Joe Biden. Tale narrativa secondo cui Pyongyang ha condotto questi due nuovi missili per influenzare Washington con una dimostrazione di forza secondo i media occidentali può essere descritta solo come misto di egoismo e narcisismo. L’effettivo destinatario di tale dimostrazione di forza è Seoul per il suo piano di attuazione denominato “Corea Massive Punishment and Retaliation” del 2016 coll’obiettivo di colpire per decapitare la leadership di Pyongyang. Per il piano KMPR la Corea del Sud avviò lo sviluppo di un nuovo missile insieme agli aggiornamenti dei missili in servizio come Hyunmoo-2 modello C, l’Hyunmoo-4 a lungo raggio . Questo nuovo missile può portare una testata da 2000 chilogrammi su una distanza massima di 800 chilometri. Il primo test del Hyunmoo-4 fu condotto nel marzo 2020 con due missili lanciati e uno fallito. La Corea democratica, in risposta ai piani sudcoreani di decapitare la sua leadership col “Korea Massive Punishment and Retaliation”, testò nuovi missili per contrastare ciò sviluppando proprie capacità di attacco equivalenti.
Uno di questi nuovi missili è noto come KN-23 sotto la designazione degli Stati Uniti poiché quello ufficiale della Corea democratica è sconosciuto, fu esibito per la prima volta nel febbraio 2018 e il primo test fu effettuato nel maggio 2019. Simile al sudcoreano Hyunmoo-2 e al russo 9K720 Iskander con quest’ultimo capace di una traiettoria quasi balistica che KN-23 dimostrò con una gittata di 690 chilometri, quindi paragonabile a 9K720 Iskander per portata e manovrabilità. I missili testati il 25 marzo erano i derivati del KN-23 fatti sfilare a gennaio; la Corea democratica dichiarò che il missile ha una gittata di 600 chilometri, 200 chilometri più corta di quella del sudcoreano Hyunmoo-4, ma con testata del 25% più pesante. Questo fa parte della corsa agli armamenti tra i due Paesi che aggiornano e aumentano continuamente le forze convenzionali nella ricerca di sottomarini a propulsione nucleare e missili balistici con testate più pesanti che spezzino i bunker.
Ci sono vari commenti su questo ultimo lancio di due missili con una narrativa che può essere descritta come ipocrita coll’applicazione di doppi standard, come nel caso degli articoli di Jumin Lee e Duyeon Kim che non riconoscono che la corsa agli armamenti che coinvolge i missili balistici è non è nuovo in quanto avviato nientemeno che dalla Corea del Sud negli anni ’70 sotto la dittatura di Park Chung-hee, creando l’Agenzia per lo sviluppo della difesa nel 1971, mentre si concludeva un accordo cogli Stati Uniti che prevedeva la manutenzione dei missili Hawk e Nike Hercules con la costruzione di un impianto di manutenzione con ingegneri sudcoreani addestrati da Raytheon ed esercito nordamericano e macchinari forniti da Lockheed in seguito. La tecnologia missilistica nordamericana fu fornita alla Corea del Sud portando allo sviluppo del primo missile balistico sudcoreano Nike Hercules Korea-1 del 1972, col primo test riuscito del missile balistico NHK-1 nel 1978 e sua produzione fino al 1982. La Corea democratica nel 1979 o 1980 acquisì esemplari dei modelli di esportazione sovietici di SCUD-B dall’Egitto, come regalo o pagamento per la partecipazione alla guerra dello Yom Kippur, coi missili sottoposti a reverse engineering e nel 1985 avvio della produzione iniziale con la denominazione Hwasong-5 e la produzione completa dal 1986.
Tutti i test missilistici dal 2019 condotti dalla Corea democratica utilizzavano propellenti solidi e questo fu visto come un segno della sostituzione dei missili balistici a combustibile liquido Hwasong 5, Hwasong 6 e Hwasong 9 con quelli a propellente solido modernizzando l’arsenale dei missili balistici mentre continua lo sviluppo dei missili. Alcuni espressero dubbi sui derivati dei missili KN-23 come Vann Van Diepen, mettendo in dubbio la legittimità dei missili non sapendo delle differenze tra KN-23 e questo derivato o semplicemente ignorandone le differenze. Un altro riguardava la gittata poiché la Corea del Sud dichiarò che la portata era di 450 chilometri e non di 600 chilometri come affermato dalla Corea democratica, ma alcuni esperti sudcoreani suggerirono che Corea del Sud e USA non sarebbero riuscite a tracciare la traiettoria dei missili e che la portata presunta si basava su bassa quota e distanza da quando i missili poterono essere tracciati dai radar di Corea del Sud e USA a quando non poterono più, da cui calcolavano la gittata.
Infine è chiaro che la Corea democratica rispose all’iniziativa sudcoreana di aumentare la precisione dei missili balistici portando il peso della testata agli estremi, ma vari media insieme a commentatori, analisti ed esperti spesso descrivono la testata in 2500 chilogrammi indicano la Corea democratica avere scopi nucleari piuttosto che convenzionali come la Corea del Sud, per cui questo ultimo test fu una risposta.

Traduzione di Alessandro Lattanzio