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La convenzione del Mar Caspio apre nuove prospettive per la regione

Peter Korzun SCF 13.08.2018

Buone notizie sono arrivate il 12 agosto: il Mar Caspio Day vigente dal 2007 negli Stati litoranei. Un accordo finale per risolvere un importante problema internazionale veniva concluso ad Aktau, in Kazakistan. Russia, Iran, Azerbaigian, Kazakistan e Turkmenistan firmavano la convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio: la Convenzione sul Mar Caspio (CSC). Fornendo linee guida chiare per l’uso collettivo del mare, ponendo fine alla disputa internazionale che dura da più di due decenni. L’accordo allenterà le tensioni nella regione e aprirà la strada a progetti energetici nonché a maggiore cooperazione militare tra gli Stati del Caspio. Il fondale marino contiene circa 50 miliardi di barili di petrolio e quasi 9 trilioni di metri cubi di gas naturale in riserve accertate o probabili, dal valore di migliaia di miliardi di dollari USA. La delimitazione finale dei fondali richiederà ulteriori accordi tra le nazioni litoranee da integrare nella convenzione. Il documento si riferisce al Caspio come mare (non lago) dallo “status giuridico speciale”. Ogni Paese ha il diritto di stabilire acque territoriali non superiori alle 15 miglia nautiche dalla battigia. Altre 10 miglia nautiche sono definite come zone di pesca esclusive. La superficie rimanente del mare è ad uso comune. La sovranità degli Stati litorali si estende sulla superficie del mare fino al confine esterno delle acque territoriali, così come sui fondali marini e lo spazio aereo della zona. Le zone di sicurezza del fondale marino limitate a 500 metri potrebbero essere decise di comune accordo lungo il perimetro dei rispettivi settori, intorno agli oggetti artificiali, a condizione che non superino i 500 metri dai punti esterni. In alcun caso i diritti sovrani delle parti vanno indeboliti. Il Cinque del Caspio posono posare cavi sottomarini e condutture sul fondo del Mar Caspio solo con l’accordo degli Stati nei cui settori passeranno condutture o cavi. L’accordo mantiene la maggior parte del mare ad uso comune ma divide i fondali marini e le risorse sotterranee. Le cinque nazioni litoranee costituiranno un forum economico del Caspio. Una clausola del documento impedisce ai Paesi non rivieraschi di schierarvi forze militari. La libertà di navigazione delle navi militari è importante per la Russia, che pensa di inviare navi da guerra equipaggiate con missili da crociera a lungo raggio Kalibr da Astrakhan a Derbent, più vicino ai confini marittimi. Con l’entrata in servizio dei missili Kalibr, il ruolo della Flottiglia del Caspio russa è cresciuta. La convenzione prevede che le navi da guerra debbano attenersi a determinate regole, specialmente nelle zone litoranee ed economiche. Con cinque flotte che operano nell’area, la prevenzione degli incidenti è questione di particolare importanza e vi è consenso al riguardo. Agli inizi di agosto, Russia, Kazakistan, Turkmenistan e Azerbaigian svolsero l’esercitazione di ricerca e soccorso TENIZ-2018 per rafforzare la cooperazione tra le nazioni dalle frontiere marittime comuni. Non aderente alla Collective Security Treaty Organization (CSTO), il Turkmenistan deve cimentarsi coi problemi della sicurezza mentre i gruppi dello Stato islamico diventano più attivi nella parte settentrionale dell’Afghanistan. Avvicinarsi ai partner del Mar Caspio potrebbe essere necessario nel caso in cui il Paese abbia bisogno di alleati per respingere la minaccia.
I protocolli relativi alla sicurezza firmati al vertice di Aktau creano un quadro per la politica di sicurezza comune nella regione. Il Mar Caspio si trova nelle vicinanze del Medio Oriente instabile e del focolaio dell’Afghanistan, ponendo lo sforzo congiunto sulla sicurezza in cima all’agenda dei Cinque Paesi del Caspio. Cogli interessi economici e di sicurezza che uniscono i cinque Stati litoranei, la firma della convenzione può servire come punto di partenza per l’emergere di un nuovo forum internazionale. I cinque del Caspio porteranno certamente avanti programmo messi in attesa mentre i dettagli dell’accordo vengono definiti. È un grosso problema per gli investimenti. La Cina vi guadagnerà dato che lo sviluppo è collegato immediatamente con la Belt and Road Initiative (BRI). Il Mar Caspio potrebbe trasformarsi in una regione di fiorenti scambi commerciali e prosperità economica. L’Iran ne ha molto bisogno, mentre la pressione delle sanzioni USA sale. A maggio, Iran ed Unione economica eurasiatica (EAEU) firmavano un accordo sulla zona di libero scambio (ALS). Due Stati caspici, Russia e Kazakistan, sono membri dell’UEE. L’Unione ha un accordo di libero scambio con la Cina collegandola economicamente all’Iran, già collegato politicamente a Pechino attraverso la SCO, dove ha lo status di osservatore aspirado all’adesione a pieno titolo. La soluzione del problema del Mar Caspio certamente stimolerà la cooperazione economica russo-iraniana in quanto entrambe le nazioni sono colpite dalle sanzioni statunitensi. C’è una conseguenza geopolitica molto importante. È naturale che la regione ricca di risorse non sfruttate sia d’interesse per la NATO. Il bacino del Caspio è nell’area di competenza del Comando europeo. Ci furono tentativi di usare le differenze tra gli Stati del Caspio per infiltrarsi nella regione. La convenzione elimina la presenza militare degli Stati non rivieraschi tenendo lontana la NATO e aprendo la strada affinché il Caspio diventi un mare di pace.

Traduzione di Alessandro Lattanzio