Peter Kolosimo il partigiano del mistero

A destra Peter Kolosimo con Renzo Cabassi, cofondatore del CISU

Nel vasto universo dell’archeologia misteriosa, Peter Kolosimo spicca essendone stato uno degli esponenti di punta. Pier Domenico Colosimo nacque il 15 dicembre 1922 a Modena, da madre statunitense. Laureatosi in filologia in Germania, durante la Seconda Guerra Mondiale aveva prestato servizio nelle truppe corazzate dell’esercito tedesco. Ma in seguito aderì alle forze di liberazione cecoslovacche, e nella foresta boema tra Pilsen e Pisek fu il primo partigiano che incontrò l’Armata Rossa. Tornato in Italia, si dedicò al giornalismo politico. Diresse la radio jugoslava di Kopar (Capodistria), poi fu l’unico inviato italiano ad assistere alla proclamazione della Repubblica Democratica Tedesca, quindi lavorò per la radio svizzera in occasione dell’Anno Geofisico Internazionale, dove si dedicò alla divulgazione scientifica. Aveva annunciato il lancio dello Sputnik I un mese prima del volo.
Dopo la guerra, si ebbe un processo di apertura e di rinnovamento che scosse molti vecchi dogmi. Le incursioni nell’ignoto, per molti ex-combattenti, testimoniavano la presenza di eventi strani che venivano, per lo più, ignorati nei testi di storia. Kolosimo ebbe forse consapevolezza di questi eventi durante la guerra, tanto che il profondo impatto subito l’avrebbe spinto a tale lavoro investigativo. Nella nuova era bipolare, la corsa allo spazio e all’atomo avevano trasformato la percezione della razionalità scientifica, tanto che, ad esempio, la storia umana più antica non sempre veniva vista come un processo normale, ma nebuloso e con vuoti e salti evolutivi non sempre logici, suscitando dei sospetti negli scienziati sul reale processo evolutivo dell’umanità. Tale tendenza si diffuse negli ambienti di ricerca sovietici e dell’Europa orientale, e Kolosimo aderì a questa tendenza.
Kolosimo decise di avventurarsi nel lato oscuro della storia, “dove uno spazio caotico emerse, scuotendo le certezze e ponendo domande ad ogni passo. Le sue prime indagini lo convinsero che nel lontano passato fosse nata una cultura madre, pilastro del successivo processo di civilizzazione su tutti i continenti.” Lo scrittore inglese Graham Hancock ne è convinto, riprendendo tale discorso nella sua tesi su una antichissima civiltà marittima mondiale. Ma Kolosimo andò oltre, indicando l’intrusione di esseri ed oggetti volanti, che più volte avrebbero incrociato lo sviluppo evolutivo dei popoli. Kolosimo non parlava apertamente del fattore extraterrestre, anzi spesso ne era critico, ma neanche lo evitava. Questa posizione si riflette nelle sue migliori opere: Non è Terrestre, Terra Senza Tempo, Il Pianeta Sconosciuto e Astronavi sulla Preistoria, dove anche se diffidente, non si sottraeva a una visione del possibile intervento alieno presso delle civiltà scomparse. Si deve riconoscere il suo ruolo di precursore nel raccogliere informazioni provenienti da culture lontane da quelle occidentali: asiatiche e dell’Europa orientale, all’epoca, e non solo all’epoca, poco conosciute al pubblico occidentale, oltre a riportare dei documenti inquietanti, cosa che divenne un marchio distintivo delle sue opere.
Fondata e diretta la rivista PK e divenuto presidente della Società di Studi Preistorici Italia-Germania Democratica, negli ultimi anni si concentrò anche su aspetti connessi al paranormale, ai misteri dello spazio e della Storia, e all’alchimia. Finché il partigiano del mistero, nel 1984, lasciò la sua indimenticabile eredità.

Bibliografia:
Il Pianeta Sconosciuto (1959)
Terra Senza Tempo (1964)
Ombre sulle Stelle (1966)
Non è Terrestre (1968)
Astronavi sulla Preistoria (1972)
Guida al mondo dei sogni (1974)
Odissea Stellare (1974)
Fratelli dell’Infinito (1975)
Polvere d’Inferno (1975)
Italia Mistero Cosmico (1977)
Civiltà del Mistero (1978)
Fiori di Luna (1979)
Viaggiatori del Tempo (1981)
Civiltà del Silenzio (1981)
Misteri dell’Universo (1982)

Fonte: Cronica Subterranea

A Cura di Alessandro Lattanzio

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