Il presidente Trump contro l’Ordine Mondiale, una tempesta in un bicchiere d’acqua?

Prof. James Petras, Global Research 27 luglio 2018

Introduzione
Leader politici, magnati dei media e giornalisti hanno saturato il pubblico mondiale con accuse sul presidente Trump che distrugge l’ordine mondiale, mina alleanze storiche, valori occidentali, organizzazioni del commercio mondiale e viola costituzioni ed istituzioni nazionali e internazionali. Negli Stati Uniti, legislatori, giudici e leader di entrambe le parti hanno accusato il presidente Trump di essere un traditore per aver fraternizzato e servito come strumento del presidente russo Putin. Questo documento analizzerà e discuterà tali affermazioni e accuse. Inizieremo confrontando e discutendo azioni e reazioni dei predecessori del presidente Trump per determinare se c’è stata una “rottura” col passato. Ciò richiede un esame dell'”eredità”, quali azioni precedettero la sua presidenza. In secondo luogo, valuteremo cosa ha detto il presidente Trump e cosa ha fatto e il loro senso. Concluderemo esaminando se i conflitti sono d’importanza storica mondiale o una tempesta in un bicchiere d’acqua, e se il presidente Trump agisce contro l’attuale Ordine Mondiale in cerca di un nuovo ordine mondiale.

Eredità del presidente Trump: che “mondo” che “ordine”?
Parlare di “mondiale” è un’astrazione, la nostra vita è costruita attorno a molti mondi micro, locali, regionali e macro connessi e disconnessi. Il mondo del presidente Trump è imperiale, incentrato sulla supremazia statunitense; il mondo regionale è centrato negli alleati e satelliti. Nella misura in cui Trump ha forzato le divisioni con l’Unione Europea e minacciato la Cina, ha messo in discussione l’ordine mondiale esistente. Tuttavia, non è riuscito a costruire un nuovo “ordine mondiale”. Trump ha ereditato un disordine mondiale dilaniato da prolungate guerre regionali in Africa, Medio Oriente e Asia meridionale. Sotto i precedenti quattro presidenti, i valori imperiali sostituirono gli ideali democratici come testimoniano i milioni di persone massacrate in Iraq, Siria, Libia, Yemen, Somalia e Palestina negli ultimi due decenni. Il presidente Trump tenta di riconfigurare un ordine mondiale basato su pressione economica, minacce militari e spacconate politiche. Nel processo di “rifacimento” di un ordine mondiale incentrato negli Stati Uniti, Trump genera caos e disordini per rafforzare la sua mano nei futuri negoziati e accordi. La cosiddetta “pazzia” di Trump è una tattica per assicurarsi un “accordo migliore”, come è il caso dell’accordo coll’UE. Un approccio con vantaggi a breve termine e conseguenze a medio termine impreviste. In effetti Trump ha fatto ben poco per disfare l’ordine esistente. Gli Stati Uniti hanno circondato militarmente la Cina sotto l’ex-presidente Obama, politica seguita da Trump alla lettera. Washington rimane nella NATO e commercia coll’UE. Il Pentagono continua la guerra in Medio Oriente. Il Tesoro finanzia la pulizia etnica israeliana. In altre parole, Trump non ha voluto e non è riuscito a liberare gli Stati Uniti dal caos politico dei predecessori. Ha aumentato il budget militare ma non può proiettare potenza. Trump ha minacciato guerre commerciali in tutto il mondo, ma in realtà il commercio è aumentato e il deficit rimane. Nonostante le affermazioni di Trump su una “grande” trasformazione e le accuse di distruzione sistematica da parte dei nemici, rimane la domanda: cosa è realmente cambiato?

La retorica è realtà per Trump e gli anti-Trump
Pochi cambiamenti hanno avuto luogo nonostante spaccatura e retorica nel “box” politico. Nonostante i cambiamenti nelle personalità, le strutture politiche sottostanti rimangono e permangono, nonostante elezioni, indagini e rivelazioni continue. La cosiddetta “guerra commerciale” non è riuscita a ridurre il commercio mondiale; l’occupazione rimane invariata; le diseguaglianze persistono e si approfondiscono. Le politiche che minacciano la guerra si alternano a quelle sulla pace. Gli aumenti nei bilanci militari vengono spesi da e per i generali in poltrona.
Democratici e repubblicani si denunciano a vicenda e condividono cocktail e cena, credendo di aver fatto una ‘onesta giornata di lavoro’… Gli immigrati vengono sequestrati, internati ed espulsi in nazioni gestite da squadroni della morte finanziati da politici statunitensi. Trump minaccia una guerra catastrofica contro l’Iran mentre le sanzioni non scoraggiano Teheran nello sviluppare legami con Europa ed Asia. Le agende interne che promettono “trasformazioni” vanno e vengono, mentre trilioni di dollari per le infrastrutture promessi svaniscono nel buco della memoria. Le denunce scatenate riecheggiano nelle camere legislative ma sono sospese, garantendosi l’approvazione bipartita, in modo che miliardi di dollari finiscano nel bilancio militare. Le regalie fiscali ai ricchi provocano dibattiti insignificanti. Gli assassini in poltrona fingono di essere giornalisti e spingono il Pentagono a disobbedire al presidente “traditore” e a lanciare una guerra, evocando una risposta dal Presidente, minacciando nuove guerre. Nessuno di essi rischierà la propria pelle! Gli imprenditori sostengono che vi è una carenza di lavoratori qualificati, dimenticando di finanziare l’istruzione professionale o di aumentare salari e stipendi. I candidati spendono milioni, ma più spendono, meno elettori hanno. L’astensione è la risposta maggioritaria a guerre commerciali fasulle, falsi intrighi russi, sciarade bipartisan, politica pornografica e stronzate tweettate.

Conclusione
La realtà travolgente è che il “caos” è come la schiuma su una birra stantia: pochissime, se non alcuna, cambiamento si è avuto. L’Ordine Mondiale resta, indifferente alle inconcludenti battaglie commerciali tra Europa e Nord America. Le voci rabbiose di Washington sono scoregge davanti all’espansione infrastrutturale miliardaria della Cintura e Via fino all’Africa occidentale. Nell’ordine mondiale in corso, Washington incrementa i sussidi agli israeliani a 38 miliardi per il prossimo decennio e stanzia il 4% del PIL per automatizzare il complesso militare-industriale. Il presidente alterna tweet su guerra e pace, ordini a fedeli e infedeli nel gabinetto, e a onesti e disonesti operatori dell’intelligence. Sotto la stessa tenda, gli investigatori s’indagano a vicenda. Tutto ciò non è negativo, perché nulla cambia, non peggiorando almeno finora: alcun processo per tradimento o impeachment; niente pace o nuove guerre in Medio Oriente, niente guerre commerciali o nucleari! Ma non c’è motivo di credere che le minacce non diventino realtà. Netanyahu può menare Trump per il naso verso una guerra catastrofica contro l’Iran. Trump può provocare una guerra commerciale con la Cina. I cambiamenti climatici possono portare alle sette piaghe delle proporzioni bibliche. Le bolle economiche possono scoppiare e le banche centrali potrebbero non poter salvare le banche troppo grandi per fallire. Ogni disastro promesso e non accaduto può diventare realtà. Nel frattempo, i profeti del destino e dell’oscurità incassano assegni settimanali e spuntano la lista delle iniquità degli avversari. Il dieci per cento che difende o si oppone all’ordine mondiale decide ancora chi governa sul resto del novanta per cento. Non c’è da stupirsi che vi sia sostegno bipartisan ad aumentare i poteri della polizia!

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente Basi militari USA in America Latina e Caraibi. Il Piano Sud America Successivo Paura e orrore degli imperialisti... di essere colonizzati