Il ruolo militare della Cina in Siria, passo avanti nella lotta al terrorismo

Jafar Razi Khan, PressTV 6 agosto 2018

La Cina ha recentemente manifestato la propria disponibilità a schierare forze militari nella Siria dilaniata dalla guerra, per aiutare l’Esercito arabo siriano nella lotta ai terroristi sostenuti dall’estero che scatenano il caos nel Paese dal 2011. Molti analisti ritengono che la mossa potrebbe essere un sostanziale passo in avanti nel coinvolgimento complessivo della Cina in Medio Oriente e persino globale. In un’intervista a Press TV, l’analista politico Daniel Patrick Welch osservava che la disponibilità della Cina ad assistere l’offensiva siriana dimostra che Pechino e Mosca sono “stanchi” della politica del cambio di regime degli Stati Uniti in varie parti del mondo. “Ci sono nuove indicazioni che la Cina consideri il coinvolgimento nella liberazione d’Idlib… Dimostrando l’emersione di un nuovo ordine. Cina e Russia con la loro integrazione… indicano di essere stanche della fabbrica di colpi di Stato e dei cambi di regime degli Stati Uniti”, affermava Welch, che inoltre affermava che Cina e Russia sfidano potere, influenza ed interessi statunitensi”. Col segnale che del coinvolgimento cinese, gli Stati Uniti semplicemente non possono fare ciò che vogliono nel mondo, se ci saranno accordi militari tra Cina e Russia”. Welch tuttavia affermava che è “estremamente improbabile che la Cina” venga coinvolta direttamente “nella Siria dilaniata dalla guerra. Se è stata presa una decisione politica, non è ancora arrivata a quel livello”. Indicando la politica cinese dell”One Belt, One Road” per trasportare merci tra Estremo Oriente edEuropa occidentale, l’esperto affermava che i cinesi sono diventati più forti spendendo trilioni di dollari per le loro infrastrutture negli ultimi 20 anni, mentre gli Stati Uniti guidando l’occidente hanno speso trilioni di dollari in “omicidi e massacri” negli ultimi anni, e affermava che questo mostra “quanto è incasinato questo sistema e quanto vicino potremmo essere al crollo dell’impero USA!” Le osservazioni arrivavano dopo che l’Ambasciatore cinese in Siria, Qi Qianjin, aveva suggerito che Pechino potrebbe schierare forze per assistere l’Esercito arabo siriano nell’imminente offensiva su Idlib.
Parlando al quotidiano siriano al-Watan, il diplomatico cinese dichiarava che monitoravano il conflitto, aggiungendo che l’esercito cinese “è disposto a partecipare a fianco dell’esercito siriano che combatte i terroristi ad Idlib e in qualsiasi altra parte Siria”. “C’è cooperazione militare tra Cina e Siria nell’antiterrorismo: sappiamo che la guerra al terrorismo e la campagna siriana contro i terroristi servono non solo gli interessi del popolo siriano, ma anche gli interessi del popolo cinese e di tutti i popoli del mondo C’è una stretta cooperazione tra i nostri eserciti nella lotta ai terroristi venuti in Siria da tutto il mondo, compresi terroristi provenienti dalla Cina. Questa cooperazione tra gli eserciti ed altri elementi pertinenti continuerà in futuro”. Alla domanda sulla possibilità che il suo Paese partecipi alla prossima campagna dell’Esercito arabo siriano contro i terroristi ad Idlib, specialmente per la presenza dei terroristi uiguri, l’inviato rispondeva che la Cina “segue la situazione in Siria, in particolare dopo la vittoria nel sud, e le sue forze armate sono disposte ad affiancare l’Esercito arabo siriano che combatte i terroristi ad Idlib e in qualsiasi altra parte della Siria”. Nel frattempo, l’addetto militare cinese in Siria Wong Roy Chang affermava che esiste una “continua” cooperazione militare tra i due Paesi e che la Cina desidera promuovere le relazioni con le Forze Armate siriane. “Primo, il governo cinese si oppone a ogni terrorismo… In secondo luogo, ci dispiace che alcuni cittadini cinesi, incoraggiati da organizzazioni estremiste, siano venuti in Siria e abbiano formato un’organizzazione terroristica che combatte cittadini e governo siriano. Lo condanniamo ed esprimiamo il nostro dolore per i crimini commessi da tale organizzazione contro popolo e governo siriani”. In risposta a una domanda sulla possibilità della partecipazione della Cina all’operazione su Idlib, l’addetto dichiarava: “La cooperazione militare tra gli eserciti siriano e cinese è in corso, abbiamo buoni rapporti e manteniamo questa cooperazione per la sicurezza, l’integrità e la stabilità dei nostri Paesi: noi, la Cina e le sue Forze Armate, desideriamo sviluppare le nostre relazioni con l’Esercito arabo siriano, poiché per partecipare all’operazione su Idlib è necessaria una decisione politica”, e smentiva che oggi ci siano consiglieri militari o forze speciali cinesi in Siria.
Il sostegno promesso dalla Cina arriva quando migliaia di terroristi uiguri si sono infiltrati con le famiglie in Siria nel corso del conflitto, la cui maggior parte s’è stabilita nella provincia di Idlib, insieme ad altri terroristi. Mentre le Forze Armate siriane si preparano a lanciare la campagna per la riconquista di Idlib nel nord della Siria, il governo cinese è preoccupato dal destino di tali terroristi, in quanto rappresenteranno una minaccia alla sicurezza nazionale della Cina se rientrassero. I separatisti uiguri sono una minoranza etnica turca in Cina, con alcuni che cercano l’indipendenza della provincia dello Xinjiang, dove la minoranza uigura si concentra. Sebbene la Cina abbia dato sostegno politico a Damasco e si prevede svolga un ruolo importante nella ricostruzione post-bellica della Siria, Pechino finora ha evitato di offrire sostegno militare diretto all’Esercito arabo siriano. Un articolo pubblicato su Worldview affermava che la Cina potrebbe probabilmente schierare un numero limitato di soldati delle Forze Speciali in Siria. “È probabile che Pechino schiererà un numero limitato di soldati e consiglieri delle Forze Speciali per assistere le forze governative siriane, mentre lavorerà anche con le varie agenzie di intelligence siriane per impedire ai terroristi uiguri di rientrare in Cina e compiervi attentati”. “Il Presidente Xi Jinping ha impegnato ampie risorse per riformare l’esercito cinese e ha sviluppato le storiche rotte commerciali in Asia, Medio Oriente, Africa ed Europa. E in entrambi i tentativi, il ripristino della Siria del Presidente Bashar al-Assad avvantaggia Pechino”, aggiungeva. A luglio, il Presidente Assad affermò che le forze governative si concentrano su Idlib, osservando che la liberazione della provincia nord-occidentale è una priorità militare. La provincia è occupata dai maggiori concentramento terroristici taqfiri fuggiti alle operazioni di liberazione nel Paese.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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