Sul caso degli usurpatori “caschi bianchi”

Muna Alno-Naqal, Mondialisation 27 luglio 2018

In un articolo sulla “diplomazia umanitaria” della Francia, scrivemmo: “La Francia annuncia di rendere omaggio a un’organizzazione terroristica di cui il mondo ha sentito parlare per la prima volta dopo il massacro di volontari della difesa civile ad Aleppo, come la ricercatrice giordana Hayat al-Huyq dimostrava su al-Mayadin TV il 22 luglio”; ponendo alcune domande. Come promemoria, seguì l’annuncio del portavoce del ministero degli Esteri israeliano di aver evacuato dalla Siria, nel cuore della notte, membri della cosiddetta organizzazione umanitaria denominata “caschi bianchi” su richiesta di Trump, Trudeau e Paesi europei, come Netanyahu spiegava su tweetter; Francia, Regno Unito, Germania e Canada annunciavano la disponibilità ad ospitarli. I media locali riferirono che circa 800 persone furono evacuate da Israele in Giordania, che ne ricevete solo 422. Tre ospiti erano presenti nella trasmissione, ed abbiamo raggruppato i punti essenziali dei loro interventi.

Hayat al-Huyq: scrittrice e ricercatrice giordana
È innegabile che il ruolo della Giordania nell’evacuazione dei caschi bianchi non è né più né meno da esecutore. E inizierò con due osservazioni:
La dichiarazione ufficiale della Giordania parla ripetutamente di “cittadini siriani”, non di caschi bianchi. La scienza del discorso suggerisce che tale insistenza significa che la stragrande maggioranza di loro non sono cittadini siriani.
Il portavoce del governo e il ministro degli Esteri avevano detto che 422 sfollati erano arrivati in Giordania sul totale annunciato di 800, mentre fonti attendibili dicevano 3000.
Tolta questa cifra di 422 sfollati tornati in Giordania via Israele, dove erano andati gli altri? Erano israeliani? Europei passati da Israele prima di tornare nei rispettivi Paesi? Gli arabi tornano a casa via Israele o Giordania?
La Germania annunciava che ne avrebbe accettato una cinquantina, il Canada non ne parlava più. Tuttavia, supponendo che i quattro Paesi in questione ne ricevano complessivamente 200, dove andranno gli altri? Considerando gli accordi per accoglierli e il loro numero, possiamo concludere che non sono tutti cittadini siriani, ma altre nazionalità o di non arabi che non hanno bisogno di visti speciali nei loro Paesi: agenti dei servizi segreti, cameramen o specialisti della comunicazione, come suggerito dalle produzioni video pubblicate sui loro siti e social network. Abbiamo anche notato che il comunicato ufficiale dello Stato giordano e la dichiarazione del ministro degli Esteri hanno reso necessario designare gli sfollati come “elementi della protezione civile”, senza mai menzionare i caschi bianchi; portando a ricordare fatti di grave importanza: Quando l’organizzazione dei caschi bianchi fu creata nel nord della Siria, iniziò uccidendo i giovani della Protezione Civile (precisamente ad Aleppo alla fine del 2013), istituzione nazionale siriana. Li uccisero e ne derubarono le attrezzature fin quando attrezzature e finanziamento giunsero dalla Turchia. Sul finanziamento dei caschi bianchi, sembra altrettanto importante segnalare un documento che indica i legami con un’altra organizzazione chiamata “Campagna della Siria”, guidata da Anna Nolan residente negli Stati Uniti e che non fu mai in Siria, organizzazione finanziariamente collegata alla “Blackwater”. E’ quindi molto chiaro che chiamano i caschi bianchi “Protezione civile” si cerca d’ingannare media ed opinione pubblica ritraendoli come organizzazione umanitaria al servizio della popolazione. Mi chiedo se l’ONU non lo sapesse. Risponderò che, da semplici ricercatori, possiamo rivelare, dal 2014, che sul ruolo dei caschi bianchi nell’eliminare la difesa nazionale siriana, il ruolo di Anna Nolan e della campagna siriana e il loro rapporto con la Blackwater, l’ONU è all’oscuro e continua, dal 2013, ad affidarsi sui loro rapporti per convocare riunioni del Consiglio di sicurezza, elaborare risoluzioni seguiti dagli attacchi aerei degli USA sulla Siria, mentre i media sono responsabili della disinformazione? L’ONU è un “testimone falso” e non solo in questo caso. Non ho l’opportunità di parlarne qui, ma ho seguito da vicino e in dettaglio, la stesura della relazione della prima Commissione d’inchiesta inviata in Siria nel 2011. Sì, mi permetto di dire che le Nazioni Unite si sono compromesse sin dall’inizio con organizzazioni sospette che fornirono i rapporti che volevano su armi chimiche o massacri. Non a caso ognuno di tali massacri coincise con una riunione del Consiglio di sicurezza o un attacco sulla Siria. Oggi assistiamo a una grande confusione, con alcuni Stati che affermano che l’evacuazione dei caschi bianchi aveva luogo con la collaborazione delle Nazioni Unite, mentre le Nazioni Unite dicono il contrario. Credo che tutti, comprese le Nazioni Unite, mentano e che tutti conoscano la natura di tale organizzazione e di ciascuno dei suoi membri; questo senza tralasciare l’idea che le Nazioni Unite avrebbero potuto cooperare dato che i suddetti Stati volevano tale evacuazione.

Vanessa Beeley: scrittrice, fotografa, giornalista e attivista per la pace
Non sono sorpresa dal gran numero di sfollati dalla nazionalità di Paesi del Golfo, dato ciò che ho saputo sul posto, soprattutto dagli abitanti del Ghuta prima e dopo la liberazione. Ciò che temo è che gli Stati membri della NATO che lavorarono duramente per rovesciare il governo siriano e armarono, finanziarono e protessero tale organizzazione non si siano rassegnati ad abbandonare i loro piani. Li riportano in Germania, Francia e Regno Unito, questi ultimi due Paesi parteciparono cogli Stati Uniti agli attacchi del 14 aprile in Siria dopo la sceneggiata dei caschi bianchi che curano la popolazione a seguito di un presunto attacco chimico del governo siriano a Duma; messa in scena usata come pretesto per legittimare gli attacchi. E poi, dato il gran numero di caschi bianchi nei Paesi summenzionati, fino a che punto ne sfrutteranno le testimonianze ora che l’Esercito arabo siriano passa a liberare Idlib? Dove vi sono elementi supportati da Stati Uniti e Turchia e dove i caschi bianchi sono ancora presenti, ed è ancora probabile che simulino un nuovo attacco chimico, come nel 2017 a Qan Shayqun? Questo, aggiunto alla testimonianza di quelli in Europa, per punire ancora una volta il governo siriano e scatenare la rabbia dell’opinione pubblica. Tale approccio dei Paesi membri della NATO dovrebbe quindi moderare il nostro ottimismo e invitarci a non credere troppo agli annunci del loro ritiro dalla Siria.

Turqi al-Hasan: generale di brigata ed esperto militare siriano
Mi chiedi se si tratta di un’operazione di salvataggio o di cessazione dell’attività. A mio parere, il ruolo di tale organizzazione è finito poiché ha perso terreno e non può più svolgere le stesse funzioni del passato. Penso che la questione sia stata discussa al vertice della NATO (11-12 luglio 2018? e che sia stato raggiunto un accordo per ridistribuirne i membri. Il fatto che la NATO sia interessata solo a tale organizzazione, escludendo tutti gli altri, indica che opera agli ordini dei servizi d’intelligence degli Stati che li sostengono in relazione coi ministeri degli Esteri di Stati Uniti e Regno Unito. Inoltre, le circostanze della sua apparizione sulla scena siriana e le ingenti somme destinatele, rilevato incidentalmente dagli Stati Uniti quando dichiararono di sospendere le dotazioni nell’aprile 2018, per riprenderle cinque settimane dopo, indicano chiaramente la natura dei compiti che eseguiva. E il fatto che l’evacuazione avvenisse via Israele testimonia il ruolo diretto di quest’ultimo nell’aggressione alla Siria, oltre ad indicare che gli sponsor hanno preferito evitare Idlib per non rivelare l’identità dei loro agenti segreti che preferiscono preservare. Noi non siamo turbati dal loro Oscar, né dalla candidatura al premio Nobel o da qualsiasi altro cosiddetto premio, perché la nostra televisione nazionale ha diffuso abbastanza documentari che provano che i caschi bianchi sono solo strumenti armati che combattevano al fianco di Jabhat al-Nusra, Ahrar al-Sham e varie fazioni terroristiche nell’est di Aleppo, Idlib e Ghuta. Abbiamo documenti completi su tali organizzazione. Sui numeri, penso che siano precisi, ma penso che i siriani non siano stati evacuati. Probabilmente, come gli altri, andranno nel nord del Paese o tenteranno di risolvere la loro situazione con le autorità. Tuttavia, ricordo che alcuni giorni fa, la televisione siriana riferiva che i servizi segreti israeliani cercavano di replicare nel sud della Siria, vale a dire a Dara e Qunaytra, lo scenario giocato in Libano: quello di Sad Hadad e dell’esercito Lahd che abbandonarono al loro triste destino. Sì, dobbiamo rimanere vigili…

Trascrizione e traduzione di Muna Alno-Naqal, 2018/07/26
Fonte: Masaiya di al-Mayadin

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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