Il successo militare russo

Pierre Van Grunderbeek, Mondialisation 31 luglio 2018

La Russia è riuscita a recuperare e persino a superare le potenze occidentali nel progettare nuovi tipi di armamenti, in poco meno di venti anni. Esperti occidentali sostenuti da classe politica e media si erano abituati a parlare della Russia post-comunista come Paese incapace di reggere senza l’aiuto dell’occidente. Ora sono sconcertati dai russi che impongono la loro visione strategica con le loro forze militari in Siria o Crimea, per poi esprimere frustrazione con rozze provocazioni. Ma come si può spiegare tale sottostima della potenza militare russa e perché non fu prevista? Le due principali ragioni di questa cecità sono dovute al crollo economico, industriale e sociale degli anni ’90 che si pensava fosse definitivo e in particolare sul bilancio della difesa. Il budget della difesa della Russia è dieci volte inferiore a quello degli Stati Uniti! Quante volte abbiamo sentito tale affermazione, anche da media russi come RT o Sputnik o addirittura dal Presidente Putin? I due Paesi spendono tra il 4% e il 5% del Prodotto interno lordo (PIL) per la Difesa e questa affermazione si basa sull’importo del PIL in dollari speso per la Difesa. Il bilancio degli Stati Uniti è in dollari mentre quello della Russia in rubli. Gli esperti convertono quindi il budget della difesa russa in dollari dal rublo per confrontarlo con la spesa militare statunitense. Il PIL non è uno strumento rilevante in tale confronto. Sarebbe molto più sensato utilizzare il prodotto interno lordo con parità di potere d’acquisto (PPP) [1] per fare questa valutazione, se si vuole un ordine di grandezza comparabile. L’industria degli armamenti in Russia è quasi totalmente indipendente da importazioni e i tassi di cambio non hanno alcun impatto sulla politica militare russa. Un esempio lampante: la caduta del rublo nel 2014-2015 vide in pochi mesi il valore del rublo dimezzarsi rispetto al dollaro. Ciò influenzò l’economia russa in quanto il costo delle importazioni in valuta estera, dollari o euro, raddoppiò [2], ma questo fu molto limitato sull’industria militare, che non ha importanza tranne forse nelle macchine utensili. L’industria militare ha continuato a produrre lo stesso numero di armi, la ricerca continuava come prima, e l’attività dei militari rimase la stessa, mentre il rapporto comparativo col PIL statunitense in dollari USA aumentò da 8:1 nel 2014 a 14:1 nel 2015. È difficile fare calcoli precisi perché il PPP e la percentuale del budget della difesa variano di anno in anno in modo diverso negli Stati Uniti e in Russia, e ci sono importi relativi alla Difesa, come la ricerca, che può essere supportata da altri budget, ma possiamo ancora avvicinarci alla realtà senza entrare in calcoli complessi. Basandosi sul PPA, il rapporto diventa quindi 5:1, sempre enorme, ma ci sono altre correzioni da fare.
Da impero, gli Stati Uniti dedicano gran parte del loro budget per la difesa alle forze di proiezione in tutto il mondo. La Russia ha interessi da difendere solo nel vicino estero e non ha bisogno di alcuna forza di proiezione, col risultato di un’economia considerevole.
Gli Stati Uniti mantengono undici portaerei con una flottiglia di scorta di circa dieci navi, mentre la Russia ha una sola portaerei che raramente lascia la base. Ancora un’economia significativa.
Gli Stati Uniti hanno oltre 800 basi militari fuori dal proprio territorio nazionale: la Russia, una dozzina (21 se contiamo i centri di supporto logistico).
Gli Stati Uniti hanno intrapreso programmi militari complessi e costosi come il sistema antibalistico THAAD, che secondo Reuters costa oltre 886 miliardi di dollari per sviluppo e produzione. [3] La risposta asimmetrica russa è stata semplicemente produrre missili a basso costo e siluri di nuovo tipo che bypassano il sistema THAAD e ripristinano il MAD. [4]
L’F-35 JSF, cacciabombardiere di quinta generazione, è un fallimento nonostante il costo stimato di un trilione di dollari. Una spiegazione di tale fallimento è che c’è un deficit tra gli scienziati nati negli Stati Uniti perché l’istruzione secondaria è un disastro negli Stati Uniti, tra le altre cose a causa del costo degli studi. La maggior parte dei migliori studenti frequenta scuole di legge o medicina, dalle prospettive più redditizie, consentendogli di rimborsare più facilmente i prestiti. La scienza non è popolare tra gli studenti e solo i più motivati scelgono questa strada e finiscono i loro studi al MIT. [5] Per ovvie ragioni legate alla sicurezza e al segreto militare, solo i nativi statunitensi [6] sono ammessi allo sviluppo dei programmi militari e poiché vi è un deficit di scienziati nazionali, ciò ha conseguenze per l’esercito e la ricerca sulla difesa. Scienza, matematica e fisica in particolare sono sempre stati i punti di forza della Russia sin dall’era sovietica. Questo permette alla Russia di avere molti specialisti per sviluppare gli armamenti.
La produzione militare negli Stati Uniti è diffusa in tutto il paese per ragioni politiche e legate alla concorrenza liberale, con conseguente spreco di denaro. La produzione militare russa è centralizzata, con conseguenti risparmi sostanziali.
Quindici anni di guerre in Afghanistan e Iraq hanno esaurito le forze di terra statunitensi usurando il materiale dispiegato, permettendo a Russia, Cina e Iran di rafforzarsi senza attirare l’attenzione degli esperti militari occidentali. Questi quindici anni di guerra hanno anche distolto l’attenzione degli Stati Uniti dagli avversari strategici per concentrare le ricerche sulla lotta agli avversari più deboli che praticavano la guerra asimmetrica.
Sergej Shoju, Ministro della Difesa russo, ha messo in ordine nel suo ministero e messo fine alla cattiva gestione del predecessore. La difesa degli Stati Uniti è un centro di spreco mostruoso, soprattutto per la sovrafatturazione o comprando gli equilibri delle milizie locali nei Paesi occupati che garantiscono la sicurezza delle truppe statunitensi.
La coscrizione è ancora obbligatoria in Russia. Il servizio militare dura 12 mesi. Ciò consente una riserva di truppe di oltre 2 milioni di individui a un costo molto basso.
Questo elenco non esaustivo spiega il riequilibrio militare russo nonostante l’apparente grande differenza di bilancio. Nel complesso, le forze armate statunitensi sono ancora di gran lunga superiori, ma la Russia ha sviluppato una deterrenza la cui rappresaglia provocherebbe danni inaccettabili a qualsiasi aggressore. Va anche notato che anche durante il periodo Eltsin, la ricerca nel campo militare non fu interrotta nonostante la mancanza di mezzi finanziari.

Conclusioni
Quanto tempo dalla prima guerra cecena del 1994-1996, quando l’ex-Armata Rossa fu colpita da poche migliaia di jihadisti! Quanto tempo dal 2012 quando il quotidiano Le Monde affermò che la Russia non aveva i mezzi per opporsi all’occidente sulla questione siriana e che doveva conformarsi ai desideri degli altri membri del G8 per mera costrizione economica! Oggi, grazie alle sanzioni occidentali e alle contromisure russe, l’economia russa è sempre meno dipendente dal capitalismo neoliberale occidentale, e l’esercito russo è diventato una forza formidabile e lo sarà ancora più nei prossimi anni. La ricerca si è trasformata in armi ipersoniche, guerra elettronica, testate nucleari semi-orbitali (missili Sarmat), droni di terra, aerei e sottomarini, vari missili antiaerei e antibalistici, sottomarini d’ultima generazione (furtivi), armi laser ed armi convenzionali e nucleari. Vladimir Putin chiese che il 79% del materiale dell’Esercito russo venga rinnovato entro il 2020 (attualmente al 65%). Solo gli Stati Uniti di Donald Trump hanno capito il pericolo (per essi) ma è troppo tardi, ci vorranno anni, decenni, agli Stati Uniti per riguadagnare l’invincibilità militare e dovrebbero mobilitarvi enormi mezzi finanziari. A parte la distruzione totale dell’umanità, una guerra contro la Russia non è più possibile e perciò il capitalismo globalizzato neoliberale ha lanciato la strategia per indebolire l’economia russa. Sotto la presidenza Obama e anche molto prima, il sistema attaccò gli alleati strategici della Russia come Siria, Ucraina o repubbliche ex-sovietiche dell’Asia centrale nella speranza di ridurre l’area d’influenza russa. Nella seconda fase, il sistema attaccò direttamente l’economia russa con le sanzioni e cercando di indebolire l’economia col crollo dei prezzi del petrolio. A tali vani tentativi, la Russia ha dimostrato una notevole capacità di ripresa e il PIL è in aumento da oltre un anno. L’amministrazione Trump ha fatto ancora più pressione direttamente sulle esportazioni russe: gli idrocarburi con la sfida Nord Stream-2 o l’industria degli armamenti, sanzionando società o Paesi che collaborano con Rosoboronexport. Rosoboronexport è l’agenzia per l’esportazione del complesso militare-industriale russa. Non vedo perché tali nuovi tentativi abbiano successo; al contrario, indeboliranno gli “alleati-vassalli” degli Stati Uniti seminando discordia nelle loro file. Rimarrà un’ultima opzione: l’esclusione della Russia dalla rete SWIFT ma sarebbe la vera dichiarazione di guerra che richiederebbe il consenso dei Paesi europei e la Russia ha comunque ha preparato un sistema sostitutivo con il Cina. Questa strategia non è sfuggita all’attenzione del Presidente Putin e del suo entourage. La Russia si prepara militarmente alla guerra per assicurarsi che non sia necessaria. [7]
Il paradosso per le potenze europee è che la Russia è un avversario strategico ma allo stesso tempo mercato importante per le esportazioni e fornitore indispensabile di idrocarburi. Il prossimo decennio vedrà un drastico cambiamento nell’ordine globale in cui l’Unione europea troverà difficilmente posto data la sua debolezza militare e la dipendenza dalla NATO e quindi dagli Stati Uniti per la difesa. Probabilmente è troppo tardi per evitare l’emarginazione parziale o totale ed essere uno dei poli del mondo di domani. Riarmandosi, la Russia ha preso la via giusta ed è ora una delle grandi potenze del mondo. Che l’approviamo o deploriamo, in questa prima metà del secolo, dobbiamo essere militarmente forti per essere sovrani e poter perseguire una politica indipendente.

Note
[1] Il prodotto interno lordo (PIL) è un buon strumento per valutare l’evoluzione dell’economia di un Paese, ma il prodotto interno lordo a parità di potere d’acquisto (PPP) è più adatto nel confronto tra due Paesi.
[2] Vediamo che il rapporto tra Stati Uniti e Russia nel 2014 è 10:1 per il PIL e 5:1 per il PPP.
[3] LCI
[4] MAD: acronimo di Mutual Assured Destruction.
[5] MIT: Massachusetts Institude of Technology. Questa università è considerata una delle migliori del mondo. Vi furono formati settantotto premi Nobel.
[6] Il successo scientifico civile degli Stati Uniti è in gran parte dovuto agli scienziati stranieri che hanno studiato nelle università statunitensi e poi trovato lavoro nel Paese. Il 50% delle start-up nella Silicon Valley fu creata da stranieri. “…il 48% delle famiglie della Silicon Valley parla una lingua diversa dall’inglese, e il 55% dei dipendenti scientifici e tecnologici è nato fuori dagli Stati Uniti (India e Cina rappresentano pozzi cerebrali più importanti)”. Wikipedia.
[7] Se vis pacen, para bellum. Se vuoi la pace, prepara la guerra.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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