La Marina russa: deterrente credibile sui nemici

Andrej Akulov SCF 30.07.2018

Il 29 luglio, la Russia festeggia la Giornata della Marina. Dopo anni di abbandono, l’arma attraversa un periodo di rinascita divenendo la seconda forza navale dotata di armi all’avanguardia. Oggi è molto più operativa di quanto lo è stata per anni. In alcune aree la Marina dimostra un vantaggio tecnologico. Praticamente in qualsiasi parte del mondo, si può vedere la “Bandiera di Sant’Andrea”, insegna navale della Federazione Russa, un cambiamento radicale rispetto a solo dieci anni fa. Nel 2017, le navi russe hanno effettuato 46 visite gettando l’ancora in 28 porti di 27 Paesi nel mondo. L’elenco comprende cinque stati occidentali od orientali: Grecia, Portogallo, Cipro, Giappone e Corea del Sud, che rappresentano il 19% dei Paesi visitati da navi russe. Nove (33%) degli Stati appartengono alla regione Asia-Pacifico, con altri 13 (48%) di Africa, Medio Oriente e Asia meridionale. Il rapporto 81 a 19 % illustra il riequilibrio della Russia da occidente verso altri Paesi e poli di potere. La Marina russa ha anche condotto sei esercitazioni internazionali, dimostrando presenza globale e proiezione di potenza. L’arma è diventata abbastanza forte da permettere agli Stati Uniti di ricreare la Seconda Flotta dell’Atlantico. Una task force composta da tre navi di superficie e tre ausiliarie della Flotta del Baltico naviga per tutto il mondo. La rotta attraversa Atlantico, Artico, Mediterraneo, Oceano Indiano e Pacifico. Il 16 maggio, il Presidente Vladimir Putin dichiarò che la presenza navale russa nel Mar Mediterraneo sarà permanente. La forza permanente includerà navi da guerra con missili da crociera a lungo raggio.
Con l’arrivo di nuove navi e armi, la Marina può difendere gli approcci e le coste della Russia, missioni di precisione a lungo raggio con armi convenzionali e nucleari, proiezione di potenza e difesa del deterrente nucleare navale. Recentemente ha acquisito la capacità di condurre attacchi a lungo raggio con armi convenzionali contro infrastrutture fisse. I costruttori navali russi offrono navi di superficie delle dimensioni delle corvette, come ad esempio le classi Admiral Grigorovich e Admiral Gorshkov, punta di lancia davvero potente rendendoli formidabili macchine da guerra. Missili antinave Oniks, missili da crociera a lungo raggio Kalibr in grado di colpire bersagli terrestri a grandi distanze, armi da difesa di punto Pantsir-M, sistemi di difesa aerea Poliment Redut e sistemi antisiluro Paket-NK sono contenuti nei sistemi di lancio verticale (VLS) . Normalmente la suite di armamenti include un cannone da 76mm o da 100mm e sistemi d’arma ravvicinati (CIWS) per migliorare la versatilità della nave. Le fregate multiruolo sono diventate la spina dorsale della Marina russa. La Vasilij Bykov, la prima corvetta Proekt 22160, ha iniziato le prove in mare ad aprile entrando in servizio quest’anno. Per The Drive (War Zone)il concetto è abbastanza innovativo da dover essere studiato dalle marine occidentali come fonte di ispirazione per i futuri vascelli da combattimento multiruolo“. La fonte ritiene che la nave abbia “un design geniale” con uno scafo relativamente piccolo ma dotato di grande potenza di attacco.
I sottomarini convenzionali Proekt 636.3 Varshavjanka sono economici, silenziosi e letali coi missili Kalibr. Il nuovissimo sottomarino d’attacco multiruolo a propulsione nucleare Jasen sarà armato con missili da crociera d’attacco terrestre, missili antinave , missili antisoma, con diverse versioni del Kalibr-PL progettate per un’ampia gamma di missioni. Un solo sottomarino classe Jasen può trasportare 32 missili Kalibr a testa nucleare colpendo in profondità il territorio nemico. L’industria russa può produrre alcune delle piattaforme più sofisticate al mondo. Tra cui 11 sottomarini a propulsione nucleare. I costruttori navali possono costruire un sottomarino convenzionale in soli 18 mesi. La classe Ivan Gren (Proekt 11711E), la prima nave d’assalto anfibia progettata e costruita nella Russia moderna, è entrato in servizio il 20 giugno presso la Flotta del Nord. Il 25 giugno, la Marina russa riceveva l’Ivan Khurs, la seconda nave d’intelligence Proekt 18280. Le navi della classe sono agli ordini dell’intelligence navale della Russia. La nave può condurre guerra elettronica, ed intelligenza radioelettronica. Questo mese veniva riferito che il missile balistico intercontinentale lanciato da sottomarino (SLBM) Bulava (RSM-56) entrava in servizio nella Marina russa per diventare la spina dorsale della componente marino della triade nucleare fino al 2040. Una salva di quattro missili fu lanciata in 20 secondi a fine maggio, confermando la prontezza operativa dell’SLBM. Modernizzato secondo lo standard M3M, il bombardiere a lungo raggio Tu-22 progettato per le missioni navali decollerà il prossimo mese. La Marina testa il Posejdon (Status-6), nuovo natante subacqueo senza equipaggio (arma del giorno del giudizio) che può trasportare testate convenzionali o nucleari, consentendogli di colpire vari bersagli, compresi gruppi di aeromobili, fortificazioni costiere ed infrastrutture.
Secondo il Comandante in Capo Ammiraglio Vladimir Korolev, le armi guidate di precisione e le navi oceaniche sono la priorità futura. La Marina dispone anche armi superveloci. Il Kalibr che viaggia su Mach 3 ne è un buon esempio. Una velocità maggiore rende l’intercettazione impossibile e la distruzione viene massimizzata impartendo più energia cinetica all’impatto. Adottata da una vasta gamma di classi di navi e sottomarini, l’arma fornisce un salto qualitativo per migliorare drasticamente la potenza di fuoco delle forze navali russe. Il Kalibr consente alle navi nel Mar Caspio e nel Mar Nero di coprire l’intero Caucaso e ampie parti dell’Asia centrale e del Medio Oriente, le aree in cui è più probabile che emergano minacce alla sicurezza nazionale della Russia. Il missile antinave 3M22 Tzirkon che effettua i test finali, ha una gittata di 500 km, e impatterà alla velocità di Mach 6. Per ora, l’US Navy non ha un’arma simile. Secondo il Programma per l’armamento dello Stato 2018-2027, adottato alla fine del 2017, la componente navale della triade nucleare sarà composta da sei sottomarini strategici lanciamissili balistici (SSBN) Proekt 667BRDM e otto Proekt 955B, equamente divisi tra le flotte del Nord e del Pacifico. 12 sottomarini saranno in servizio in un dato momento con due revisioni e modernizzazioni in corso. Il programma prevede la costruzione della superfregata Gorshkov da 8000 tonnellate e di sei sottomarini d’attacco nucleare Jasen-M.
La dottrina navale russa del 2017 ha fissato l’obiettivo di costruire una potente forza per consentire al Paese di conquistare e mantenere la leadership mondiale fino al 2030. La Marina è sulla buona strada per portare a termine la missione con forze equilibrate in grado di supportare le operazioni dei sottomarini lanciamissili balistici strategici e mantenere una forte componente convenzionale, eseguendo varie missioni, compresa la proiezione di potenza, con navi all’avanguardia, aviazione navale, forze della difesa costiera e persino velivoli ad effetto suolo. La Russia ritorna decisamente un potenza marina.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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