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Resistenza in Palestina, fratture nel governo israeliano

Il 12 maggio, una jeep dell’esercito israeliano veniva distrutta dai palestinesi. L’auto fu colpita da un missile anticarro vicino al villaggio Netiv Haassar. Due soldati rimasero uccisi e uno ferito. Un altro soldato israeliano fu ferito da schegge durante un attacco coi mortai sullo stesso villaggio. Gli israeliani bombardavano le postazioni palestinesi con carri armati e artiglieria. Anche l’aeronautica militare israeliana colpiva le presunte postazioni palestinesi, uccidendo 9 persone nella Striscia di Gaza. Fonte: Война История Политика

Le conseguenze di un attacco missilistico a Petah Tikva. 20 persone rimanevano ferite dall’attacco notturno di Hamas. Petah Tikva è una delle più grandi città israeliane nell’area metropolitana di Gush Dan, 10 km ad est di Tel Aviv.Nella Striscia di Gaza si registravano 56 morti, di cui 14 bambini e 5 donne, e 335 feriti.
Mentre il gruppo palestinese Qatayb Qasam dichiarava di aver lanciato 15 razzi su Dimona, dove è presente un impianto nucleare, il Rappresentante del Movimento della Jihad Islamica, Abu Hamza, affermava:
– Oggi abbiamo attaccato Tel Aviv con circa 300 razzi.
– Il mondo intero ha visto le capacità missilistiche della Palestina.
“Il nostro jihad e la nostra resistenza continueranno e non faremo mai marcia indietro, non importa a quale costo”.

Fonte: Iranian Military Portal
La Resistenza palestinese lanciava un nuovo attacco missilistico su Israele.

Fratture nel governo israeliano
Intanto, Benjamin Netanyahu si rivolgeva ai cittadini di Israele: “Quello che sta accadendo nelle città israeliane negli ultimi giorni è insopportabile. Non tollereremo l’anarchia. Uniamoci per adempiere al compito di cui tutti hanno bisogno da cittadini del nostro Paese. La sfida è ripristinare il controllo, eliminare questa anarchia, mantenere la sicurezza, ripristinare la calma che tutti meritiamo”. Ma i rivoltosi ebrei coordinandosi tramite WhatsApp e le chat di Telegram, effettuavano attacchi e i radicali sionisti esortavano ad uccidere gli arabi. Questo senza che le aziende responsabili e le forze dell’ordine agissero per fermare tali tipi di attività sui social. Fonte: Война Сирия Донбасс Украина

Folle di ebrei e arabi si lanciavano pietre a Lod, dove gli ebrei avevano attaccato la moschea al-Umari. Dai minareti si chiedeva ai musulmani di proteggere la moschea:

Decine di giovani palestinesi manifestavano a Nazareth bruciando pneumatici, così come a Taybah, Qafr Qasim e Qalansuw vi erano rivolte. La polizia bloccava il traffico verso gli insediamenti del Distretto centrale d’Israele.

Nella città di Haifa, un gruppo di sconosciuti attaccava una pattuglia della polizia. Non c’erano dati sulle vittime.

A Bat Yam, gli ebrei locali picchiavano a sangue un uomo di origine araba. L’uomo entrava in coma. Gli ebrei del posto attaccavano negozi, automobili e case arabe con lo slogan “Morte agli arabi”.

Secondo i rapporti israeliani: Benjamin Netanyahu aveva chiamato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. I colloqui durarono 40 minuti. La situazione era complicata dal fatto che Netanyahu era amico di Trump e ne aveva sostenuto la sua campagna elettorale. Biden sarà un senile, ma ricorderà molto bene questo fatto. Inoltre, il primo ministro Netanyahu aveva chiesto di inviare l’esercito israeliano nelle città con popolazioni miste ebraiche e arabe, ma il ministro della Difesa Beni Gantz aveva respinto la richiesta.
Fonte: Война Сирия Донбасс Украина
Infine, il presidente del partito israeliano Beiteinu, Avigdor Lieberman, affermava: “I brutali tentativi di linciaggio di oggi, le rivolte di ebrei e arabi, sono il risultato del lavoro mediocre del primo ministro (Netanyahu) e del ministro della sicurezza interna, responsabili della situazione nel Paese, e credo che ne siano pienamente colpevoli”.
Fonte: Война Сирия Донбасс Украина

Infine, il figlio di Netanyahu, Yair, diffondeva una strana affermazione:
“Ciao arabi, la Turchia non è vostra amica. Questa è la loro ultima partita”. Quello che il figlio di Netanyahu voleva dire con questo messaggio non è del tutto chiaro.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Resistenza in Palestina, fratture nel governo israeliano”

  1. il padre è un criminale e lui, il figlio, è un imbecille! cosa c’entra la turchia con quello che sta succedendo? forse il giovanotto figlio di netanyahu intendeva riferirsi all’iran!

I commenti sono chiusi.