La strategia di Kissinger è inadeguata oggi

Su Tan, Global Times 29/7/2018

Sulla scia del summit tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin il 16 luglio a Helsinki, il Daily Beast recentemente rivelava che Henry Kissinger consiglia Trump di lavorare con la Russia per contenere la Cina in ascesa, citando fonti familiari alla questione. “È stato un incontro che doveva svolgersi, lo sostenevo da anni“, aveva detto Kissinger. Secondo l’articolo, l’ex-segretario di Stato degli Stati Uniti, che elaborò la tattica di Washington per raggiungere Pechino negli anni ’70 isolando l’Unione Sovietica. ora lanciava l’inverso con Trump, suggerendo relazioni più strette tra Stati Uniti e Russia per “bloccare la crescita di “potere e influenza della Cina“. E i funzionari di dipartimento di Stato, Pentagono e Consiglio di sicurezza nazionale proponevano una strategia simile a Trump, secondo il sito.
Statista leggendario, praticante della realpolitik e sostenitore dell’equilibrio del potere, Kissinger è classificato come il più efficiente segretario di Stato degli Stati Uniti negli ultimi 50 anni secondo la rivista Foreign Policy. Ebbe una valutazione approfondita e accurata della Cina e della sua importanza oltre quarant’anni fa. Ma il suo consiglio sulle attuali relazioni USA-Russia indica una rassomiglianza, o piuttosto continuazione, della mentalità della Guerra Fredda sottesa alla competizione tra potenze. Dato che cambiamenti drammatici hanno avuto luogo nel panorama internazionale, si commettono errori se si adotta semplicemente la stessa logica. Soprattutto, il pensiero strategico di Kissinger, plasmato durante la lunga Guerra Fredda, potrebbe non rivelarsi efficace nell’affrontare l’ascesa della Cina. La Cina si riforma risolutamente aprendosi all’estero da 40 anni e continuerà a farlo. Il Paese è così profondamente coinvolto nel sistema economico e politico internazionale da non essere circondato o isolato da alcuno. Le relazioni trilaterali Cina, Stati Uniti e Russia non sono più il triangolo geostrategico degli anni ’70. L’elevata interdipendenza economica tra Cina e Stati Uniti e gli estesi collegamenti della Cina con altri Paesi fanno sì che avvicinarsi alla Russia non porti necessariamente all’isolamento della Cina. Né la Russia sarà disposta a fare da contrappeso alla Cina per conto di Trump. Non è più una relazione a somma zero. Inoltre, data la potenza economica e l’influenza internazionale della Cina, alcun Paese, neanche gli Stati Uniti, può rinnovare l’ordine mondiale senza la Cina. È invece possibile che i Paesi contemplino un nuovo mondo senza gli Stati Uniti, dato che Trump li ha allontanati dal resto del mondo. Questo non può sgravarsi con un incontro con la Russia.
Non c’è un chiaro paradigma su come sarà il nuovo ordine mondiale. Ma nonostante tutti i colpi di scena degli ultimi anni, il mondo è destinato a vedere un paesaggio multipolare e una globalizzazione continua, dalla maggiore interdipendenza. In tali circostanze, una mentalità da Guerra Fredda non è utile e l’isolamento non funzionerà.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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