Imran Khan allontanerà il Pakistan dagli Stati Uniti verso la Cina?

Daniel Hyatt, Global Times, 29/7/2018

Imran Khan è ora l’uomo più potente del Pakistan. Sul punto di diventare primo ministro della nazione dell’Asia meridionale tra un paio di giorni, lascia ben poco da speculare nel rivelare le relazioni con la Cina. Il giorno dopo il processo elettorale, che ha portato il partito di Khan ad emergere come vincente, Khan è apparso sugli schermi televisivi della nazione per parlare per la prima volta. Il primo Paese straniero che menzionò non fu previsto da molti. La Cina, il più grande investitore diretto estero che gestisce il progetto di punta Fascia e Vita e alleato più affidabile del Pakistan, era anche l’unico Paese di cui il nuovo leader parlava come esempio. Le elezioni di quest’anno in Pakistan si svolgevano all’ombra della condanna dell’ex-primo ministro Nawaz Sharif, che scontando una pena di 10 anni, in attesa di appello, per corruzione. All’opposizione prima di questa elezione, Khan era un netto critico di Sharif e della sua gestione degli investimenti cinesi. L’accusò di usare i progetti cinesi per espandere le attività di famiglia, accusa vista da molti come opposizione agli investimenti dal grande vicino del Pakistan. Nel 2014, quando il Pakistan Economic Corridor (CPEC) avanzava in Pakistan, Imran Khan e seguaci erano impegnati in un sit-in di 4 mesi nella capitale Islamabad. La protesta contava tenuto innumerevoli parti interessate al megaprogetto. In seguito, il politico ex-giocatore di cricket dovette spiegare in varie occasioni, anche durante gli incontri coi diplomatici cinesi, che non era contro i progetti cinesi e il CPEC. Affermò invece che chiedere trasparenza negli investimenti che il governo Nawaz tentava di evitare. Molto dopo, quando furono indette le proteste e iniziaorno i preparativi per le elezioni, Imran Khan annunciò il suo piano per liberare il Pakistan dai suoi problemi. Per rilanciare l’economia, propose il modello cinese. Voleva fare uso delle convenzioni cinesi per strappare milioni di pakistani dalla povertà. Rilasciò due settimane prima del voto, il Manifesto elettorale del suo partito, primo programma documentato che rivelava ciò che Khan volveva esattamente per l’iniziativa Fascia e Via.
Il documento considera il CPEC come un punto di svolta dalle grandi potenzialità per il Pakistan. Pianificava l’utilizzo dell’infrastruttura commerciale creata da CPEC ed Iniziativa Fascia e Via per promuovere la “strategia della crescita incentrata sulle risorse nazioali”. Il manifesto suggeriva anche l’impiego di competenze dalla Cina per integrare la produzione nazionale e migliorare i prodotti agricoli. Nonostante una serie di critiche da lui lanciate alla gestione degli investimenti cinesi da parte di Sharif, Khan non è scettico nei loro confronti. Il manifesto evidenzia che il CPEC sarà completato con maggiore attenzione a partnership e joint venture piuttosto che dall’elevata dipendenza del Pakistan dall’importazione di beni e servizi. Il suo partito promise di garantire la partecipazione degli affaristi pakistani nel completare i progetti del CPEC. Nel sistema elettorale pakistano, i partiti politici assumono rischi minori man mano che si avvicinano alle urne. Ma Imran Khan non disse nulla quando una sua intervista esclusiva fu pubblicata a Guangming Daily due giorni prima delle elezioni. Khan affermava che il CPEC riceverà ampio sostegno da tutti i settori della società pakistana. Si aspettava una ferma garanzia di attuazione a medio e lungo termine del corridoio e parlava del “ruolo insostituibile” del CPEC nella creazione di posti di lavoro. Riconosceva la Cina come primo investitore in Pakistan e il CPEC come piattaforma che attirerà investimenti stranieri. Poneva anche l’accento sulla cooperazione con la Cina su energia pulita, agricoltura ed industria. Credeva che l’amicizia storica tra Pakistan e Cina sia la base della futura cooperazione.
Le opinioni politico-economiche di Imran Khan non sembrano essere influenzate dalla sua istruzione occidentale. Mette in discussione la praticabilità delle politiche economiche capitaliste. È anche un deciso critico del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, degli Stati Uniti e delle loro guerre. Nell’ultimo discorso, promise un rapporto equilibrato con gli Stati Uniti rispetto a quello attuale da essi dominato. Il piano di Imran Khan è un chiaro perno del Pakistan dall’orbita USA verso il blocco cinese. La sua volontà di assicurare il completamento del progetto di punta della Fascia e Via, la determinazione a cooperare con la Cina e l’impegno a rivedere le relazioni sbilanciate cogli Stati Uniti chiariscono almeno una cosa dalla foschia delle elezioni pakistane, che la Cina ha un amico in Imran Khan.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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