Grecia: guerra ibrida, gasdotti e Stati Uniti

La Grecia e il governo Karamanlis furono destabilizzati e il Paese incendiato nell’ambito della guerra ibrida contro l’interesse della Grecia per i gasdotti russi?
Evans Agelissopoulos, Hellenic Insider 6 luglio 2018

Da quando gli Stati Uniti hanno lanciato sul serio la loro pretesa unipolare per dominare il mondo nel 1990 e una volta che la guerra del Golfo era in pieno svolgimento, la geopolitica energetica dominò la politica estera degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione europea. Durante il primo decennio del 2000, la Grecia fu gravemente incendiata in ciò che quasi tutti ora credono fu un processo di destabilizzazione della CIA per impedire l’arrivo degli oleodotti russi. Due volte gli Stati Uniti bloccarono l’arrivo del gas russo nei Balcani, una volta in Grecia e una volta in Bulgaria.

Fuochi in Grecia
Per oltre un decennio, la Grecia ha subito incendi sempre apparsi magicamente in luoghi dove c’erano alberi o cespugli diffondendosi a macchia d’olio, scoppiando, per coincidenza, nei giorni con forti venti. Chiunque osservasse i rapporti vedrà che le accuse si basavano sul una teoria: errori individuali (come sigarette gettate dai finestrini dell’auto, tralicci dell’elettricità che prendevano fuoco e nonne che cucinando distrattamente bruciando il cibo), e che dietro ogni disastro c’erano imprenditori immobiliari omicidi. La teoria funzionò fin quando si svilupparono le proprietà fino al 2010, ma c’era un problema fastidioso: alcuni incendi si ebbero presso le cime delle montagne dove l’accesso sarebbe stato possibile solo con l’elicottero. Quindi costruire una casa sulla cima di una montagna dove non si poteva nemmeno avere materiali o accedere a una qualsiasi proprietà era un’idea assurda. Ogni estate venivano svelate le carenze dello Stato. Non c’erano abbastanza aerei antincendio disponibili per spegnere gli incendi e non c’erano abbastanza pompieri. Ma tutti sanno che un incendio avviato deliberatamente è doppiamente difficile da estinguere. In effetti, rapporti emersero frequentemente dai vigili del fuoco stessi che scoprirono dispositivi incendiari sul luogo dell’incendio. Quindi, osservando un incendio in tempo reale, si può vedere un’estinzione e poi un altro fronte che si riaccende immediatamente a grande distanza. I media aziendali hanno sempre una scusa per tutto, asserendo sciocchezze come ceneri fumanti che volano per miglia iniziando un altro incendio in un’altra area. Quando la logica di base evapora, allora qualsiasi altra cosa può riempire il vuoto, e lo scopo è nascondere i veri responsabili e proporre una qualsiasi giustificazione assicurando che non si pongano domande e non siano mai richieste indagini adeguate. È la politica di chi supporta il sistema: non sembrano mai vedere secondi fini. Ma la storia lavora sempre contro chi usa le bugie per coprire la verità. La verità emerge, prima o poi.
Negli anni 2000 sotto il regime di Konstantinos Karamanlis, la Grecia compì una svolta verso la dipendenza energetica dalla Russia. Grandi edifici pubblici come ospedali e scuole avrebbero ricevuto gas russo, in particolare dopo che gli armatori greci aprirono la strada al gas liquefatto (GPL) inviato su navi cisterne, facilitandone consegna e stoccaggio. Ma un’altra parte delle proposte comprendeva la messa in sicurezza di un oleodotto greco-russo, come quello esistente nel Nord Europa (ovvero la Germania). Quello che è successo dopo è un caso di studio della guerra ibrida. Di nascosto, il governo greco fu destabilizzato da “incendi” massicci per tutto il Paese, provocando numerosi morti. Non era possibile autorizzare l’oleodotto South Stream, secondo i dettati statunitensi. L’ex-compagno di classe di Karamanlis, Christos Zahopoulos, si sarebbe gettato da un edificio a causa di una relazione, cosa inaudita nella società greca. Gli incendi arrivarono proprio vicino la casa estiva di Karamanlis, a Rafina. Dopo l’elezione nel 2004, Karamanlis incontrò Putin, che poi visitò la Grecia. Un accordo fu steso tra Grecia, Bulgaria e Italia per l’installazione del gasdotto russo South Stream. Il lobbista statunitense Matthew Bryza, che sposò la giornalista turca Zeyno Baran, fu il primo a scrivere contro l’accordo Putin-Karamanlis sul gasdotto South Stream. Dopotutto, questo gasdotto metteva da parte la Turchia. È un’ironia che quando decine di greci bruciarono vivi nel Peloponneso, Bryza si sposò a Costantinopoli nel 2007, il 23 agosto. Questo quando la Turchia era fermamente filo-USA.

Gli imbroglioni statunitensi
Funzionari statunitensi incontrarono l’allora Viceministro degli Esteri Giannis Valinakis a Rafina. nel marzo 2007, Bryza capì subito: “I Paesi europei obiettano alle politiche del governo greco nel settore energetico. Indipendentemente dai desideri, perseguite la dipendenza dell’Europa dal gas russo e quindi dagli interessi russi”, affermava. Di molti degli incontri avuti a New York City, quello al Waldorf Astoria nel settembre 2008 fu caratteristico. “Ogni volta che tentai di formulare la nostra agenda sulla situazione greco-turca, la conversazione veniva indirizzata verso il problema energetico, mentre in un altro incontro i progressi nelle questioni nazionali furono collegati direttamente all’energia, cioè alla cancellazione del gasdotto South Stream” ricorda Valinakis. I desideri statunitensi andarono alla ribalta: “Non possiamo agire sulle questioni che sollevate come quelle greco-turche, quando portate avanti gli interessi russi”, dichiarò Bryza. “Dovete aiutarci così da assicurarvi che non si sia tensione nell’Egeo”. In risposta, Valinakis affermò di aver risposto che “i problemi energetici sono trattati direttamente tra l’allora ministra degli Esteri Dora Bakogianni e il primo ministro. La Grecia segue una politica energetica indipendente”. Anche quando Valinakis parlò delle discussioni con Gheddafi sulle zone di esplorazione petrolifera indipendenti a sud di Creta, ricevette la seguente risposta:” È positivo. Può negoziare con Paesi come la Libia e altri, ma non con la Russia”. Valinakis rispose pubblicamente a Bryza nel maggio 2008, “…con modo serio e responsabile, il primo ministro e il governo avanzano proteggendo gli interessi nazionali nel modo migliore su tutti i fronti. Per estensione, qualunque consiglio venga ricevuto da qualsiasi vicino crea solo rumore e non aiuta in alcun modo”.

Incontro segreto a Bruxelles
Nel 2007, il quotidiano To Vima rivelò il piano di colpire tre primi ministri (di Grecia, Italia e Bulgaria) al fine d’intorbidire le acque e sabotare i dialoghi sul gasdotto. Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche era appena scoppiato in Grecia, e gli statunitensi marcavano il primo ministro. Il governo greco cercò di prendere in mano la situazione evitando che l’accordo collassasse. Così, nel giugno 2007, un primo incontro segreto si ebbe a Bruxelles tra i primi ministri dei tre Paesi summenzionati. Tale incontro doveva svolgersi mentre un altro incontro coi capi di Stato europei si teneva a Bruxelles, fornendo così una copertura. Karamanlis, Sergei Stanishev e Mario Prodi si coordinarono per uscire allo stesso tempo dall’incontro e chi li seguiva lo sapeva. Andarono tutti negli uffici dei rappresentanti greci e stilarono i dettagli riguardanti South Stream. Tre giorni dopo, da Costantinopoli arrivò l’annuncio che Grecia e Russia avevano deciso di approfondire la cooperazione sull’oleodotto di Burghas-Alexandroupolis. Il fatto che Karamanlis e Putin si accordarono sull’oleodotto South Stream provocò uno stupore totale presso gli statunitensi. Secondo il rapporto di To Vima l’ambasciatore degli Stati Uniti partì immediatamente da Atene. Va notato che nei documenti della Commissione trilaterale fu deciso negli anni ’70 di controllare la produzione europea di manufatti ed energia. Quindi l’estrazione di carbone venne bloccata nella maggior parte dei Paesi dell’Europa settentrionale divenendo dipendenti dall’importazioni di carbone e gas. La Grecia è abbastanza fortunata da avere abbondante lignite, che provvede circa il 50% del fabbisogno elettrico del Paese. Nell’arco di vent’anni, l’UE spinse alla completa privatizzazione e chiusura delle miniere di lignite affinché la Grecia fosse pienamente dipendente dalle importazioni. Con strana ironia, la Germania strinse un accordo con la Russia e ora ha due oleodotti che la riforniscono di gas e petrolio mentre l’Europa meridionale no. Ovviamente, gli Stati Uniti volevano rifornire l’Europa meridionale col gas e petrolio dell’alleato turco Azerbaigian, col gasdotto TAP. Come scrisse To Vima nel 2007, “il gioco è grande e il nostro Paese è piccolo. La fretta di Putin e le reazioni degli statunitensi dimostrano che la Grecia è in mezzo a un grave conflitto. È chiaro che dobbiamo decidere con cure e con approccio flessibile. La Grecia dovrebbe emergere e non diventare un bersaglio della vendetta-mania, sapendo tutti come reagiscono le grandi potenze”.

Testimonianza da Evia, 2009
All’epoca ero sull’isola greca di Evia, vicina ad Atene. Da lì, si poteva osservare lo scoppio di incendi sulla terraferma e sull’isola. In effetti, i fianchi delle montagne eruttarono fiamme blu in più di una posizione, allo stesso tempo. I vigili del fuoco menzionarono meccanismi pirotecnici lanciati dalle strade o lasciati cadere dall’alto. Un pilota sfortunato che tentava di spegnere gli incendi si schiantò, uccidendosi. La Grecia è montuosa in molte aree, e tali aree sono impossibili da raggiungere a piedi o con un autoveicolo. È quindi illogico credere che gli incendi possano iniziare simultaneamente sulle cime delle montagne in più di un luogo, rendendo impossibile ai vigili del fuoco o agli aerei antincendi. Così fu per l’incendio sulla catena montuosa Parnitha presso Atene.

Riaffermazione di Vyron Polydoras
Scoppiò un’argomentazione sul gasdotto South Stream tra l’allora ministro dell’Ordine pubblico greco Vyron Polydoras e l’allora ambasciatore statunitense Daniel Speckhard nel 2009. Speckhard convocò il ministro degli interni delle Samoa occidentali e sei deputati della Grecia a pranzo, dove disse: “Che succede con South Stream?” A cui Polydoras rispose: “Sarebbe stato la via ideale”. La risposta di Speckhard fu netta: “Non è permesso, capisci, è un problema geopolitico”. In risposta, Polydoras dichiarò: “andremo contro la Russia? Perché non chiede al cancelliere Schroeder? Alcuna pipeline fa concorrenza a un’altra. L’Europa richiede quattro e cinque gasdotti e non sarà ancora soddisfatta dal punto di vista energetico”.

Ritorno al futuro
Se si esaminano i piani dei due oleodotti, quello da Cipro è indipendente dalla Turchia e il secondo è il gasdotto originario per sostituire il South Stream russo attraverso la Turchia. La porzione greca del TAP è quasi completata, ma il problema è se mai passerà dalla Turchia. Ora, l’ironia della situazione è che la Russia ha siglato in accordo per far sì che i gasdotti South Stream arrivino in Turchia dal Mar Nero. Il ruolo geopolitico della Turchia si è improvvisamente alzato e gli USA sono impegnati in una guerra territoriale con la Turchia, non volendo permettergli ulteriore peso geopolitici. Come se la storia si ripetesse, il nuovo governo italiano, sfumatura di quello di Berlusconi, sembra più amichevole nei confronti della Russia. Berlusconi fu determinante negli anni 2000 ad accettare il gasdotto South Stream e fu probabilmente espulso perciò, avendo affrontato scandali non dissimili da quelli ripetutamente affrontati dal governo Karamanlis. Petrolio e gas sembrano essere l’arma d’elezione degli USA nel tentativo di mantenersi il ruolo globale e il dollaro come valuta di riserva mondiale, quando in realtà gli osservatori sanno che sono in piena ritirata. Resta comunque il problema: gli USA non sembra poter rifornire di energia l’Europa meridionale, e da due decenni, da quando è sorto il problema, non hanno mai saputo risolvere l’attuale situazione geopolitica dell’energia per i Balcani.

Cronologia degli incontri di Putin col primo ministro greco Konstantinos Karamanlis:
07.12.04: Karamanlis visita la Russia
08.09.05: Karamanlis incontra Putin a Porto Carras (Halkidiki), Grecia
04.09.06: Karamanlis incontra Putin ad Atene
15.03.07: vertice Karamanlis-Putin, prima discussione seria su South Stream.
22.06.07: Karamanlis – Prodi – Stanisev s’incontrano in segreto a Bruxelles
25.06.07: Karamanlis incontra Putin a Costantinopoli (è qui che l’accordo fu ufficialmente annunciato con lo stupore di tutti, anche di Erdogan)
18.12.07: Karamanlis compie una visita ufficiale a Mosca
29.04.08: visita di lavoro di Karamanlis a Mosca

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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