Siria – Yemen, 26 Luglio 2018

Il 26 luglio, un’enorme esplosione distruggeva un grande deposito di armi e munizioni dei terroristi turcomanni nei pressi d’Ishtabraq, ad ovest di Jisr al-Shugur, a sud d’Idlib. L’Esercito arabo siriano liberava a nord-ovest di Dara e a sud-est di Qunaytra, al-Basalah, Ayn Qazi, al-Hanut, Abu Huratin, Ayn Zaqar, Sad al-Maqraz, Baqar, Madali, Abu Mandarah e Razaniyah Sayda. L’Esercito arabo siriano liberavano al-Hamidiyah, al-Mazirah e Sad Uan, tra Qunaytra e il Golan occupato, mentre i terroristi di Nua consegnavano le armi, compresi diversi autoveicoli militari, artiglieria, lanciarazzi, mortai, RPG e altre armi e munizioni all’Esercito arabo siriano, che aveva eliminato oltre 140 terroristi nelle locali operazioni anti-SIIL.
Il Movimento di Resistenza libanese Hezbollah accusava gli Stati Uniti di avere pianificato con lo Stato islamico gli attentati nella provincia di Suwayda, che avevano causato 240 tra morti e feriti. “La comparsa di tali bande armate complete di armamenti e attrezzature dalla zona di al-Tanaf, dove gli Stati Uniti sono illegalmente presenti, con la loro ovvia assistenza, è pericolosa. Ovviamente, le forze regionali ed internazionali continuano a utilizzare tali bande criminali per attuare i loro obiettivi malvagi e ostili“. Il Generale Ali Maqsud affermava che gli attentati del SIIL contro Suwayda e l’abbattimento dell’aviogetto da combattimento siriano da parte di Israele erano strettamente correlati ai tentativi di Washington di prolungare la guerra in Siria, dopo i successi dell’Esercito arabo siriano contro i terroristi del SIIL nella regione di Huz al-Yarmuq, nei pressi del Golan occupato. Secondo l’esperto militare siriano, Israele aiutava i capi di SIIL e al-Nusra (Hayat Tahrir al-Sham) a fuggire dalla Siria come caschi bianchi ed ordinava ai restanti terroristi del SIIL di attaccare Suwayda dalla regione di al-Tanaf, base dei terroristi sostenuti dagli Stati Uniti.

Il 23 luglio, la difesa aerea yemenita abbatteva un aereo da ricognizione saudita nella provincia del Najran, sull’area di Rashah. Le forze navali yemenite effettuavano un’operazione d’assalto anfibio “contro i siti delle forze d’invasione ed occupazione nel porto di Muqa, compiendo una svolta nella confronto con l’aggressione“. Nell’operazione venivano distrutti il centro operativo e il centro comunicazioni delle forze d’invasione saudite, eliminando decine di militari sauditi e filo-sauditi; e furono distrutti anche i moli del porto e i carichi di armi e munizioni sbarcati, la cui esplosione causava un grave incendio che durava per diverse ore.
Il 25 luglio, le forze yemenite eliminavano diversi mercenari nel Juf, Jizan e Marib. Le forze di difesa navale e costiera colpivano la fregata saudita Damam, al largo di Hudaydah, centrandola con un missile antinave e causando grandi danni.
Il 26 luglio, l’esercito yemenita lanciava un attacco aereo con un drone contro il comando dei miliziani filo-sauditi nella provincia di Bayda.

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