Gli Stati occidentali recuperano terroristi dalla Siria

Finian Cunningham SCF 24.07.2018

Gli Stati occidentali compivano un drammatico intervento nella guerra in Siriana per far fuggire centinaia di terroristi, che vanno rintracciati per reinsediarli in Europa e Canada. Ma nel salvare le loro risorse del terrore, i governi occidentali mettono a rischio la futura sicurezza pubblica e seminano l’inasprimento del conflitto multiculturale. In una straordinaria rivelazione dei legami cogli estremisti in Siria, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ordinava ai suoi militari di evacuare 800 terroristi appartenenti ai cosiddetti caschi bianchi, mercenari della propaganda di Fronte Nusra ed altre organizzazioni terroristiche collegate ad al-Qaida. Netanyahu annunciava che il palese intervento per salvare i jihadisti nel sud-ovest della Siria avveniva su richiesta personale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del premier canadese Justin Trudeau, “tra gli altri”.
Separatamente, vi erano segnalazioni di quattro alti comandanti jihadisti che ricevevano passaggio sicuro dalle forze israeliane per uscire dalla Siria mentre l’Esercito arabo siriano si avvicinava alle restanti roccaforti islamiste intorno la città sud-occidentale di Dara e nella provincia di Qunaytra. Né era un caso che le operazioni di evacuazione fossero accompagnate dagli attacchi aerei israeliani alle strutture del governo siriano nella provincia di Hama. Damasco condannava l’esfiltrazione di centinaia di jihadisti da parte d’Israele ed alleati occidentali come “operazione criminale” e ulteriore prova della sponsorizzazione straniera che ha fomentato la guerra di otto anni. Ovviamente, Netanyahu, i governi e i media occidentali cercavano di ritrarre l’evacuazione dei “caschi bianchi” come “gesto umanitario”. Questo mentre aerei da guerra e cecchini israeliani intensificano l’assassinio dii medici e civili a Gaza. Il nuovo segretario agli Esteri inglese Jeremy Hunt descrisse il “salvataggio” israeliano dei “caschi bianchi” come “notizia fantastica”, affermando che i terroristi erano i “più coraggiosi dei coraggiosi”.
Non perderemo troppo tempo su tale frode. I cosiddetti primi soccorritori “caschi bianchi” sono una squadra propagandistica alimentata da CIA e MI6 che collaborano con le milizie terroristiche. I loro video falsi su attacchi chimici ed aerei furono strumento della propaganda cruciale per permettere ai media occidentali di demonizzare le Forze Armate siriane e il loro alleato russo. La fittizia propaganda sull’attacco chimico a Duma, il 7 aprile, provocò una raffica di attacchi aerei da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Creati nel 2013 da un agente dell’MI6 ed ex-ufficiale dell’esercito inglese, James Le Mesurier, i cosiddetti elmetti bianchi furono finanziati con centinaia di milioni di dollari dai governi di Stati Uniti, Gran Bretagna ed altri della NATO. Vi sono abbondanti prove video che mostrano i membri di tale gruppo di salvataggio fasullo partecipare a macabre esecuzioni da parte dei terroristi di al-Qaida con cui sono associati. Uno di tali video mostra l’esecuzione di un soldato dell’Esercito arano siriano a Dara, la città da cui ha avuto luogo l’evacuazione dei terroristi da parte d’Israele. Dara è anche, a proposito, menzionata mendacemente dai media occidentali come “culla della rivoluzione” o “luogo di nascita della rivolta” contro il governo del Presidente Assad. nel marzo 2011. L’unica cosa di cui Dara era luogo di nascita era la guerra segreta degli USA per il cambio di regime in Siria. Ora ecco una cosa curiosa sull’ultimo salvataggio di terroristi in Siria. Stati Uniti ed Israele non reinsedieranno alcuno degli 800 terroristi . La giornalista investigativa indipendente Vanessa Beeley, che fece molto per denunciare la natura macabra dei caschi bianchi e dei loro legami coi terroristi, dice che Stati Uniti ed Israele comprendono senza dubbio che accogliendo tali “rifugiati di guerra” s’invitano terroristi a casa propria. Cosa spinge Gran Bretagna, Germania e Canada ad avvicinarsi al piatto offrendo agli 800 caschi bianchi una casa? Il caso della Germania è particolarmente strano. Il ministro degli Interni Horst Seehofer autorizzava personalmente il reinsediamento dei caschi bianchi tirati fuori dalla Siria da Israele. È lo stesso Seehofer che sfidò in modo così netto la politica della “porta aperta” della cancelliere Angela Merkel nei confronti degli immigrati. Ciò a cui assistiamo è l’ignoranza suicida da parte dei governi occidentali nel prendersi tali caschi bianchi. Forse Seehofer e altri ministri del governo come l’inglese Jeremy Hunt sono semplicemente male informati. Ma sicuramente le agenzie di sicurezza statali dei loro rispettivi Paesi conoscono fin troppo bene la natura criminale e psicotica di chi fanno accedere nella propria società.
Un così insignificante disprezzo per la sicurezza pubblica non è nuova. Nel suo libro ben documentato, My Fight For Syrian Freedom, l’attivista irlandese per la pace Dr Declan Hayes descrive numerosi casi di come i jihadisti furono consapevolmente coltivati dai servizi di sicurezza inglesi e francesi allo scopo di condurre la guerra segreta per il cambio di regime in Siria e Libia. A tali terroristi fu concesso il ritorno in Gran Bretagna e Francia sotto la copertura di “rifugiati”, coi servizi di sicurezza che chiudevano un occhio sulla loro vera identità. Tali nefaste relazioni portarono tali terroristi a commettere atrocità in Europa. Ad esempio, come sottolinea Hayes, l’attentato dinamitardo al concerto di Manchester che nel maggio del 2017 uccise 22 persone, fu effettuato da agenti appartenenti a una cellula jihadista libica che MI5 e MI6 avevano supervisionato perseguendo la guerra del cambio di regime in Libia contro Muammar Gheddafi. Simili connessioni oscure tra jihadisti “sanguinanti in Siria” e servizi segreti furono scoperti negli attentati terroristici in Francia e in Belgio. Non è chiaro se tali terroristi diventino schegge impazzite o siano utilizzate dalle intelligence inglesi, francese e altre con deliberata provocazione per promuovere leggi nazionali più rigorose sulla sicurezza e maggiori poteri di sorveglianza sui cittadini. Declan Hayes ritiene che il problema dei terroristi sponsorizzati dall’occidente che ritornano in Gran Bretagna e altri Paesi europei sotto la copertura di presunti “profughi di guerra”, sia maggiore di quanto i governi occidentali e i loro media ammettano. Hayes dice che nella sua esperienza in Siria durante la guerra, la maggior parte delle famiglie fedeli al governo erano categoricamente decise a rimanere nel Paese e a difendere le loro comunità. Egli ritiene che vi sia la legittima preoccupazione che molti rifugiati in fuga da città una volta occupate dai terroristi come Aleppo e Dara, siano jihadisti con le famiglie. Questo punto di vista sostiene il diritto di alcuni governi europei di diffidare dall’accogliere numerosi rifugiati provenienti da Siria ed altri Paesi devastati dalla guerra. È il caso di un rigoroso controllo, ma su ciò spesso si viene ricattati emotivamente dai commenti ingenui dei media d’essere “senza cuore” o “razzista”.
Non c’è dubbio che le agenzie governative occidentali fomentarono i gruppi terroristici in Siria e altrove per svolgere il lavoro sporco per destabilizzare i governi aggrediti. Ora che la guerra in Siria è quasi finita con l’Esercito arabo siriano, sostenuto da Russia, Iran ed Hezbollah, che sradica gli ultimi resti jihadisti, si vedono gli Stati occidentali riprendersi i loro terroristi. Forse nel disperato intervento per impedirgli di rivelare gli sporchi segreti della collusione coi governi occidentali. Il rimpatrio dei propagandisti terroristici caschi bianchi nel Regno Unito, Germania e Canada è un caso classico. Le autorità occidentali giocano col fuoco. Non solo corrono rischi per la sicurezza pubblica con futuri attentati. Inoltre alimentano le fiamme della xenofobia, del razzismo e delle guerre culturali contro molti rifugiati inermi ai cui fu dato rifugio nei Paesi occidentali.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Precedente L'ultima pagliacciata dei caschi bianchi Successivo La ricolonizzazione dell'America: Nicaragua, ONG e guerre di quarta generazione