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Mosca spazza via le speculazioni su un imminente conflitto tra Ucraina e Russia

RT 2 aprile 202

Il portavoce del Cremlino indicava che gli attuali movimenti di truppe russe “non rappresentano una minaccia per alcuno”, indicando “l’aumento dell’attività delle forze armate dei Paesi membri della NATO” al confine con la Russia. Pur ricordando di non volere la ripresa della guerra civile in Ucraina, Mosca chiese a Kiev e occidente di non “preoccuparsi” dei movimenti delle sue truppe sul territorio russo vicino al confine ucraino. Il giorno prima, il presidente ucraino mise in guardia contro il rischio di “provocazioni” russe nell’est del Paese. Interrogato dall’agenzia ucraina Unian sul rafforzamento della presenza militare russa al confine coll’Ucraina, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov rispose: “La Russia trasferisce proprie forze armate sul proprio territorio come meglio crede. Questo non dovrà preoccupare nessuno, non rappresenta una minaccia per nessuno. La Federazione Russa adotta le misure necessarie per garantire la sicurezza dei propri confini. Sapete che c’è crescente attività delle forze armate dei Paesi membri della NATO, di altre alleanze e paesi indipendenti lungo il confine con la Russia. Tutto questo ci costringe a stare in guardia”. Mentre l’Ucraina orientale vive la recrudescenza delle tensioni tra forze ribelli e Kiev, e l’agenzia Unian chiese a Dmitrij Peskov sul possibile coinvolgimento militare russo in questi scontri. Il portavoce del Cremlino osservava che le forze armate russe “non hanno mai partecipato e non partecipano” a tale conflitto. “Questo è un conflitto intra-ucraino e noi, come tutti i Paesi europei e del mondo, non vogliamo la ripresa della guerra civile in Ucraina per provocazioni e attività provocatorie dalle forze armate ucraine”, secondo Dmitrij Peskov. Citato dall’agenzia RIA Novosti, il Viceministro degli Esteri russo Andrej Rudenko si disse convinto che “tutte le speculazioni su una sorta di imminente conflitto tra Ucraina e Russia” siano un “nuovo esempio di fake news spacciate per prime dalle autorità ucraine”. “La Russia non è interessata ad alcun conflitto con l’Ucraina, soprattutto militare”.

La ripresa delle ostilità dopo la lunga tregua del 2020
In una dichiarazione, il 1° aprile il presidente ucraino Volodimir Zelenskij denunciava “la dimostrazione di forza sotto forma di esercitazioni militari e possibili provocazioni al confine”, che secondo lui sarebbe “la tradizionale occupazione della Russia”. Posizionando truppe al confine ucraino, Mosca avrebbe “creato un’atmosfera minacciosa facendo pressione” sull’Ucraina, proseguiva il capo di Stato ucraino, mentre chiedeva di negoziare una nuova tregua. Dopo la lunga tregua della seconda metà del 2020, il conflitto nell’Ucraina orientale ha visto un aumento degli scontri da gennaio che provocavano la morte di 19 soldati ucraini. Ucraini e nordamericani riferirono di movimenti di truppe russe in Crimea, a seguito del referendum in Russia nel 2014, e sul confine russo-ucraino. L’intelligence militare ucraina quindi accusava Mosca di preparare l’ingresso delle sue “forze armate regolari” nei territori controllati dai ribelli “per motivi di protezione” degli abitanti, centinaia di migliaia con passaporto russo.

La NATO chiamata dall’Ucraina ad effettuare manovre militari
Un funzionario della presidenza ucraina, Roman Machovets, suggeriva incontrando il rappresentante della NATO in Ucraina di organizzare manovre militari e pattugliamenti aerei congiunti per “stabilizzare la situazione nella regione”. Testimone della crescente preoccupazione degli Stati Uniti, il 31 marzo il capo di Stato Maggiore dell’esercito nordamericano, generale Mark Milley, aveva colloqui col Capo di Stato Maggiore russo Valerij Gerasimov, nonché col comandante in capo delle forze armate ucraine Ruslan Khomtchak. Quest’ultimo in precedenza denunciò “una minaccia alla sicurezza militare ucraina”, sostenendo che i ribelli dell’est erano 28000 con “più di 2000 istruttori e consiglieri militari russi”, accuse smentite da Mosca. Nel frattempo, il Pentagono diceva che le forze statunitensi in Europa erano poste in una fase di sorveglianza contro una “potenziale crisi imminente” e gli Stati Uniti evocavano le tensioni in Ucraina coi loro partner della NATO. La Russia attribuisce le violenze nell’Ucraina orientale alle autorità di Kiev, che Mosca accusa di frustrare gli sforzi di pace rifiutandosi di dialogare coi ribelli. La Francia, da parte sua, affermava, attraverso il suo segretario di Stato per gli affari europei Clément Beaune, di non credere a un’escalation russo-ucraina, ma di essere “molto cauta”. “Non credo che avremo un’escalation ma siamo molto attenti. Questo è il motivo per cui Francia e Germania cercano di spingere il presidente russo e il presidente ucraino a riprendere le discussioni”, aveva detto Clément Beaune. “Spesso, ogni volta che c’è la speranza di riprendere le discussioni, si accompagna non direi un gioco perché purtroppo ogni mese ci sono morti, tensioni o provocazioni”, aggiunse. Francia e Germania sono nel cosiddetto formato di negoziato “Normandia” con Russia e Ucraina, stabilito dopo la guerra del Donbas.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Una risposta a “Mosca spazza via le speculazioni su un imminente conflitto tra Ucraina e Russia”

  1. se…se…certo la russia non vuole un conflitto tra donbass e nazisti ucraini ma il conflitto ci sarà e spero che la russia non faccia il pesce in barile come nel 2014 con il golpe nazista!

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