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La Cina dovrà affrontare una “guerra di lunga durata” cogli Stati Uniti

Zhang Hui e Zhang Han, Global Times, 31 marzo 2021Nella settimana che ha visto l’inizio del processo contro l’ex-agente di polizia di Minneapolis accusato della morte di George Floyd, innescando ampie proteste negli Stati Uniti nell’estate 2020 per la disuguaglianza razziale profondamente radicata, il dipartimento di Stato nordamericano rilasciava il suo rapporto annuale sui “diritti umani del Paese”, che critica i diritti umani di altri Paesi, compresa la politica cinese dello Xinjiang. Gli Stati Uniti, la cui risposta fallita al COVID-19 provoca il peggior numero di morti per COVID-19 al mondo, non hanno il diritto di classificare sui diritti umani gli altri Paesi, secondo gli osservatori cinesi. L’amministrazione Biden rilasciava il rapporto per lucidarsi l’immagine e oscurare la fallita gestione della pandemia COVID-19 e la disuguaglianza razziale, che intensifica ulteriormente i suoi conflitti interni, secondo gli osservatori. Avvertivano che se gli Stati Uniti continueranno ad agitare il bastone delle sanzioni alla Cina sugli affari interni in Xinjiang e Hong Kong, la Cina risponderà fermamente con contromisure. Nel Rapporto Paese 2020 sui diritti umani, gli Stati Uniti accusavano la Cina di aver commesso “genocidio e crimini contro l’umanità” contro gli uiguri nella regione autonoma dello Xinjiang Uygur della Cina nordoccidentale. Sebbene il segretario di Stato nordamericano Antony Blinken avesse già accusato la Cina di “genocidio”, il linguaggio nel rapporto fu descritto da certi media occidentali come “la prima volta che l’amministrazione Biden fa una dichiarazione ufficiale”. In risposta, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese Hua Chunying dichiarava che gli Stati Uniti hanno arbitrariamente presunto un “genocidio” nello Xinjiang sulla base di bugie e falsità di forze anti-cinesi, un’assurda menzogna del secolo, grave insulto al popolo cinese, e grave sfregio del diritto internazionale e delle norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali. “Gli Stati Uniti non hanno il diritto di accusare la Cina sui diritti umani. È ora che i politici statunitensi mettano fine alla sceneggiata che hanno inventato, diretto e interpretato, ed è ora che si svegliano dal loro Truman Show”, indicava Hua.
Lü Xiang, ricercatore sugli studi statunitensi presso l’Accademia cinese delle scienze sociali, dichiarava che da decenni la strategia degli Stati Uniti verso la Cina era attaccarla usando come armi i diritti umani. Sebbene le accuse sul Xinjiang siano bugie totali, “non puoi svegliare una persona che finge di dormire”, affermava Lü, osservando che il proverbio si applica al governo degli Stati Uniti. Blinken ammise che gli Stati Uniti devono lavorare “a casa”, come col “razzismo sistemico”, ma disse: “Non fingiamo che questi problemi non esistano o cerchiamo di nasconderli. Non li ignoriamo”.Sembra che Blinken tentai di separare la questione dei diritti umani negli Stati Uniti dalle accuse che rivolgeva ad altri Paesi, dimostrando esattamente il doppio standard degli Stati Uniti sui diritti umani, secondo gli analisti. Jia Chunyang, esperto del China Institutes of Contemporary International Relations, dichiarava che Biden ha sempre adottato una posizione dura sui diritti umani, e usare il termine “genocidio” nel rapporto significa che la strategia aggressiva verso la Cina non si attenuerà nel mandato di Biden. Gli Stati Uniti potranno intraprendere ulteriori azioni su Tibet e Hong Kong, diceva Jia. Lü notava che affrontare il razzismo è uno slogan abituale dei politici statunitensi, ma non sanno né vogliono risolvere il problema. Al contrario, tali politici cercarono di pompare la propria immagine di fronte i nordamericani e nascondere l’attenzione interna sui fallimenti del governo diffamando e screditando altri Paesi, indicava Lü, citando gli attacchi dell’amministrazione Trump alla Cina sulle origini del coronavirus. L’atteggiamento di Washington avvelenerà l’ambiente politico interno degli Stati Uniti e incoraggerà la gente a sfogare la rabbia sulle minoranze etniche, indicava l’esperto.
L’amministrazione Biden affronta un numero elevato di migranti in 20 anni arrivati al confine meridionale, tra cui circa 5000 bambini. Secondo i media occidentali, i bambini sono tenuti in strutture di detenzione criticate come disumane e descritte come “campi di concentramento” dagli utenti della rete nordamericani e cinesi. Poco prima che gli Stati Uniti pubblicassero il loro rapporto, il 24 marzo, l’Ufficio informazioni del Consiglio di Stato cinese pubblicava un rapporto completo sulle violazioni dei diritti umani negli Stati Uniti nel 2020, con gli analisti cinesi che affermavano che il rapporto rivela l’inevitabile tendenza alla riduzione dei diritti umani negli Stati Uniti. Il documento di 15000 caratteri descrive in dettaglio l’incompetente contenimento della pandemia di Washington che portava a tragici risultati, il disordine della democrazia nordamericana che ha innescato il caos politico, le minoranze etniche che subiscono discriminazione razziale, i continui disordini sociali che minacciano la sicurezza pubblica, la crescente polarizzazione tra ricchi e poveri, l’aggravamento della disuguaglianza sociale e gli Stati Uniti calpestare le regole internazionali con conseguenti disastri umanitari, riferiva l’agenzia stampa Xinhua. A fine febbraio 2021, gli Stati Uniti, che hanno meno del 5% della popolazione mondiale, rappresentavano più di un quarto dei casi di COVID-19 confermati del mondo e un quinto dei decessi per la malattia. Secondo il rapporto, più di 500000 nordamericani hanno perso la vita a causa del virus. L’impatto dell’attacco alla Cina sui diritti umani è di vasta portata, poiché minerà la fiducia tra Cina e Stati Uniti, base della cooperazione in qualsiasi campo, affermava Jia.

Contrastare possibili sanzioni statunitensi
Oltre allo Xinjiang, il rapporto calunniava la Cina su Hong Kong, che Blinken descrisse come “l’annullamento della democrazia” a Hong Kong quando pubblicò il rapporto. Blinken disse che gli Stati Uniti “useranno una vasta gamma di strumenti per fermare gli abusi e farne rendere conto i colpevoli”, e un modo è lavorare col Congresso, che approvava leggi che consentono sanzioni. Blinken menzionava l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act, firmato nel 2019. Se gli Stati Uniti insistono a fomentare problemi su Xinjiang, Hong Kong e altro, la Cina combatterà fino alla fine. Le sanzioni contro funzionari ed entità cinesi avranno contromisure, mentre se il Congresso degli Stati Uniti approverà atti che consentano sanzioni economiche, la Cina reagirà con fermezza, indicava Lü. Stati Uniti e alleati occidentali non smetteranno di usare i diritti umani per accumulare capitale politico, e non smetteranno di calunniare la Cina, per cui la Cina dovrà prepararsi a una “guerra di lunga durata”, indicava Lü. “I Paesi occidentali hanno forza economica e voce, ma questo non significa che rappresentino la maggioranza della comunità internazionale”, indicava Jia citando più di 80 Paesi che hanno espresso chiaro sostegno alla politica cinese dello Xinjiang al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. La Cina nel frattempo prenderà maggiore iniziativa nell’arena internazionale dei diritti umani e promuoverò attivamente i nostri discorsi e valori sui diritti umani in modo che la società internazionale apprenda il vero valore dei diritti umani della Cina, secondo gli osservatori, e notando che la Cina farà capire a più Paesi che il discorso sui diritti umani non si basa solo su standard occidentali, ma è pluralistico, multiculturale e multietnico.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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