Il programma della difesa russo accende l’immaginazione

Andrej Akulov SCF 22.07.2018

C’è una prima volta per tutto. L’Avangard russo è stato il primo velivolo ipersonico a superare la fase di sviluppo entrando in produzione. La notizia è stata annunciata dal Vicecomandante delle Forze Missilistiche Strategiche, Maggior-Generale Sergej Poroskun, il 19 luglio. Il 13.mo Reggimento Missilistico, dispiegato presso Dombarovka nella regione di Orenburg (Russia meridionale), sarà la prima unità dotata della nuova arma. L’infrastruttura del reggimento è pronta a riceverla. Secondo il Viceministro della Difesa Jurij Borisov, il sistema sarà pienamente operativo entro il 2020. Il ritmo dello sviluppo dell’arma toglie il fiato. Pochi conoscevano l’esistenza dell’Avangard solo pochi mesi fa, ma dopo una serie di test riusciti il velivolo ha già raggiunto la fase di produzione! Alcun altro Paese è ancora in grado di produrre armi ipersoniche, solo la Russia.
Lanciato dal territorio russo, l’Avangard può raggiungere Washington in 15 minuti. Nessuno al mondo ha un’arma dalla velocità superiore a Mach 20 o 18000 km all’ora (5 km al secondo). L’Avangard si distingue anche per la capacità di resistere a temperature estreme durante la fase finale della traiettoria. L’uso di materiali compositi consente di resistere a temperature fino a 2000 gradi Celsius. I media russi riferivano il 17 luglio che l’Avangard sarà aggiornato con un involucro al titanio resistente al calore. Vanta anche una protezione speciale dai laser, oltre alla unica traiettoria di volo con rapidi cambi di rotta nell’atmosfera e firme molto diverse dai tradizionali missili balistici intercontinentali (ICBM). I sistemi di contromisura avanzati aumentano la capacità di aggirare le difese missilistiche. L’Avangard viene posto in cima a un ICBM e dopo il lancio, il velivolo lungo 5,4 metri percorre parte della traiettoria di volo negli strati più densi dell’atmosfera, a diverse decine di chilometri. La potenza della sua testata nucleare varia da 150 kiloton a 1 megaton, ma in realtà l’aliante non ha bisogno di testate, poiché la sua velocità è sufficiente a distruggere qualsiasi bersaglio con un attacco cinetico. L’Avangard è estremamente difficile da individuare e quasi impossibile da colpire. Questo lo rende un’arma ideale contro le capacità strategiche del nemico e i siti delle infrastrutture chiave. Il velivolo aumenta innegabilmente la potenza delle forze armate russe. “Non abbiamo alcuna difesa che possa negare l’impiego di un’arma del genere contro di noi“, aveva detto il generale John Hyten, capo del comando strategico degli Stati Uniti, parlando al comitato dei servizi armati del Senato a marzo.
Il 19 luglio il nuovo missile da crociera a lungo raggio 9M730 Burevestnik è stato testato il 19 luglio. Una batteria missilistica costiera lo lanciava sull’oceano. Questo è l’inizio di una lunga serie di test per raggiungere la capacità operativa iniziale. Lanciato da bombardieri e sottomarini, l’arma ha una portata intercontinentale e può essere equipaggiata con una testata nucleare. Il trattato INF non copre il Burevestnik, poiché utilizza piattaforme aeree e marittime. Il missile vanta una gittata illimitata, bassa visibilità e quota, velocità supersonica e sezione trasversale radar limitata, consentendo di colpire obiettivi in tutto il mondo con breve preavviso e pochi allarmi.
Il 20 luglio, il Ministero della Difesa dichiarava affermando che la Russia aveva testato con successo il nuovo missile da difesa aerea 40N6E presso il poligono di Sary Shagan in Kazakistan. L’intercettore sarà utilizzato dai sistemi S-400 e S-500 per fornirgli capacità a lungo raggio (400 km). Ha una quota di 185 km, sufficiente a colpire un satellite ad alta orbita. Ci sono piani per il lancio del missile cogli S-400 a fine estate. Si prevede che l’S-500 Prometej entrerà nell’arsenale nel 2020. Il missile può volare alla velocità di 5 km al secondo, con 185 km di volo in 41 secondi. Una volta operativo il 40N6E fornirà all’S-500 la capacità di difendere Mosca senza testate nucleari.
Il ministero pubblicava anche un video che mostra il test del missile aria-superficie Kinzhal lanciato da un bombardiere strategico Tu-22M3 (non un caccia MiG-31 come prima), aumentando la gittata combinata della piattaforma e del missile fino a 3000 km.
Una serie di nuove armi è già stata testata a luglio. Il sistema di armi laser ad alta potenza Peresvet e il drone nucleare subacqueo Posejdon sono stati sottoposti a prove secondo quanto riportato. Il tempo operativo per sviluppo e test accende l’immaginazione. Molti Paesi lavorano a propri programmi per creare nuove generazioni di armi, ma la Russia è l’unica ad aver già installati ed operativi tali sistemi. Sebbene il budget per la difesa sia solo un decime del Pentagono, la Russia ha preso il comando nello sviluppo delle armi. I programmi per la difesa di Mosca sono molto più efficaci e offrono più soldi che in dollari. La Russia non è solo una potenza militare avanzata da non sottovalutare, è leader mondiale nella tecnologia militare. Durante il vertice del 16 luglio a Helsinki, i presidenti di Stati Uniti e Russia decidevano di rilanciare il dialogo sul controllo degli armamenti. C’era la convinzione nel Congresso degli USA che la Russia abbia bisogno dei negoziati più degli Stati Uniti e che Washington potrebbe ottenere concessioni qua e là in cambio del semplice consenso a parlarne. Gli eventi dimostravano il contrario. La fiducia in se degli statunitensi subisce un colpo. Gli Stati Uniti devono fare progressi nel controllo degli armamenti ancor più della Russia.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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